Povertà dei giovani in Europa: è allarme, considerando alcuni dati e l’Italia non fa accezione. Anzi, il nostro Paese si classifica al quinto posto in un elenco elaborato da Eurostat sulle difficoltà economiche tra la popolazione più giovane in Ue.
Mentre l’Unione europea cerca di rialzarsi dalla crisi pandemica ed energetica anche grazie al piano storico dei fondi del Recovery Fund, i problemi che gli Stati sono chiamati ad affrontare per costruire un futuro più equo e di benessere sono molti e complessi. Tra questi, senza dubbio, c’è la questione giovanile, intesa in tante sfaccettature come la bassa qualità e accesso scolastico, la precarizzazione del lavoro, i salari bassi e la disuguaglianza in generale.
Crescere giovani poveri è un allarme per qualsiasi Stato. Nell’Unione europea, la sfida è iniziata e l’Italia dovrà impegnarsi molto per invertire una brutta tendenza. Dov’è che ci sono più poveri tra la gioventù e nella popolazione in generale?
Quanti giovani poveri ci sono in Ue? E in Italia? I dati
In un interessante grafico riassuntivo elaborato dagli esperti di Ispi emerge che, nella media Ue al 2021, i giovani (15-29 anni) a rischio povertà sono il 20,1%, ovvero una percentuale più alta rispetto al calcolo fatto sull’intera popolazione, dove il 16,8% risulta a rischio povertà.
Questo dato, da solo, significa che un allarme sul futuro c’è in Europa e che le politiche sociali, economiche e del lavoro non stanno dando i frutti sperati. Complici anche i fattori di crisi attuale, come l’inflazione e il rischio recessione oltre ai problemi demografici, la situazione potrebbe peggiorare.
Stilando una classifica dei 10 Paesi con la più alta percentuale di giovani a rischio povertà, le economie importanti dell’Ue ci sono tutte, con l’Italia a occupare la quinta posizione, con il 24,9% di cittadini tra 15 e 29 anni vicini alla povertà, a pari merito con la Svezia. Peggio di noi fanno Grecia e Spagna, mentre in ottava e decima posizione spiccano rispettivamente Germania e Francia.
Il disagio giovanile, quindi, sembra piuttosto diffuso. Tuttavia, per quanto riguarda l’Italia, vale la pena sottolineare un altro aspetto: nel nostro Paese anche la percentuale di abitanti a rischio povertà senza il vincolo di età è superiore al 20% (20,1%), in confronto, per esempio, a percentuali più basse di Danimarca, Grecia, Svezia che pure si collocano nelle prime posizioni per il rischio povertà soltanto dei giovani. In sostanza, nel Belpaese la povertà appare più diffusa su tutta la popolazione.
La tabella riassuntiva Ispi fa chiarezza sull’allerta europea:
Povertà giovanile in Europa
Giovani a rischio povertà tra i Paesi Ue: cosa succede in Italia?
Come sintetizza l’analisi: “In Italia, quasi un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni è a rischio povertà. Se si considera la popolazione totale, senza vincoli d’età, allora il rapporto è pari a una persona su cinque.”
Si dovrà investire di più, in fretta e con efficienza per evitare che questi numeri aumentino. Anche l’Istat lo ha messo in chiaro nel suo rapporto 2023: l’Italia deve puntare su benessere dei giovani, scuola pubblica funzionale, lavoro giusto, eliminazione delle disuguaglianze e delle povertà, come quella energetica.