Alla ricerca di dividendo? Su questi due ETF è superiore al 10%

Redazione Finance

26 Novembre 2024 - 07:48

Gli ETF Buy-Write, con la strategia covered call, offrono dividendi spesso superiori al 10%, sacrificando parte della crescita del capitale. Ma cosa sono?

Alla ricerca di dividendo? Su questi due ETF è superiore al 10%

Nel panorama degli investimenti globali, una categoria di ETF, particolarmente stimata oltreoceano, sta attirando sempre più l’attenzione degli investitori.

Sono i buy-write ETF, ovvero ETF che seguono una strategia di covered call in opzioni.

Questi strumenti innovativi restano soluzioni d’investimento particolarmente rischiose, ma offrono un’interessante combinazione di rendimenti derivanti da dividendi elevati proprio grazie a una gestione passiva delle strategie in opzioni, diventando una soluzione apprezzata da chi è in cerca di nuove soluzioni per sviluppare un portafoglio di «income investing», in sostanza per chiunque sia intenzionato a crearsi un flusso di dividendi cospiquo dai propri investimento, mantenendo quindi una volatilità più contenuta rispetto al mercato sottostante.

Che cos’è una strategia di opzioni covered call?

La strategia covered call è una tecnica di investimento che combina il possesso di un titolo sottostante (ad esempio, azioni o un indice) con la vendita di opzioni call sullo stesso sottostante. Ecco come funziona:

  • Acquisto del sottostante: l’investitore detiene un paniere di titoli o un ETF, come l’S&P 500 o il Nasdaq.
  • Vendita di opzioni call: vengono vendute opzioni call sullo stesso sottostante, a un prezzo di esercizio (strike price) generalmente superiore al valore attuale. In cambio, l’investitore incassa un premio.

Questa strategia genera un flusso di reddito immediato tramite i premi ricevuti dalla vendita delle opzioni. Tuttavia, l’aspetto “coperto” (covered) implica che l’investitore è disposto a vendere il sottostante se il prezzo supera lo strike price. Questo limita il potenziale di guadagno in conto capitale.

Esempio pratico di una covered call

Immaginiamo che un ETF sull’S&P 500 valga $100 per quota. Un investitore detiene 100 quote e vende un’opzione call con uno strike price di $110, incassando un premio di $2 per quota. Gli scenari possibili sono:

  • Se l’S&P 500 rimane sotto i $110, l’opzione scade senza valore, e l’investitore mantiene il premio di $200 (100 quote x $2) oltre ai dividendi ricevuti.
  • Se l’S&P 500 supera $110, l’investitore vende il sottostante al prezzo di $110 per quota, rinunciando a ulteriori guadagni ma mantenendo il premio.

La strategia di Credit Call Spreads

A volte, i buy-write ETF integrano anche una strategia di Credit Call Spread, una variante più complessa che limita il rischio della vendita di opzioni call. Questa strategia prevede:

  • Vendita di un’opzione call: si vende una call con uno strike price più basso.
  • Acquisto di un’opzione call: contestualmente, si acquista una call con uno strike price più alto.

La differenza tra i premi delle due opzioni rappresenta il profitto massimo realizzabile. Questa configurazione protegge l’investitore da perdite eccessive in caso di movimenti bruschi del mercato, pur limitando i guadagni.

Supponiamo che un ETF valga $100 e si crei uno spread con:

  • Vendita di una call a $105 per $3.
  • Acquisto di una call a $110 per $1.

Il premio netto è di $2 per quota ($3 - $1). Se il prezzo dell’ETF supera $110, la perdita è contenuta, poiché la call acquistata compensa le perdite della call venduta.

Le strategie covered call e credit call spread generano premi consistenti che gli ETF distribuiscono periodicamente come dividendi. Tuttavia, queste tecniche riducono il potenziale di guadagno in conto capitale, poiché l’investitore è costretto a vendere il sottostante a un prezzo predeterminato. Ciò rende i buy-write ETF uno strumento particolarmente apprezzato per chi cerca un flusso di reddito regolare, piuttosto che crescite esplosive.

2 ETF buy-write con dividendi superiori al 10%

Uno degli ETF buy-write più famosi sul mercato è il Global X S&P 500 Covered Call ETF (XYLD). L’XYLD segue una strategia covered call sull’indice S&P 500. Questo ETF detiene passivamente le azioni che compongono l’S&P 500 e vende mensilmente opzioni call sull’intero indice. Utilizza una copertura completa, vendendo opzioni call at-the-money (al prezzo attuale del mercato).

Questo significa che l’ETF rinuncia a qualsiasi guadagno in conto capitale se il mercato sale, ma massimizza il premio ricevuto. XYLD offre un dividendo annuale che oscilla tra il 10% e il 12%, distribuito mensilmente. Il reddito è garantito dai premi delle opzioni e dai dividendi delle azioni sottostanti.La strategia limita la crescita in conto capitale e performa meglio in mercati laterali o leggermente ribassisti, grazie alla protezione dei premi incassati.

Il secondo ETF buy-write più utilizzato è invece il Global X Nasdaq 100 Covered Call ETF (QYLD). Questo, replica il Nasdaq-100, un indice composto principalmente da società tecnologiche di alta capitalizzazione, utilizzando una strategia simile a quella dell’XYLD. Vende opzioni call at-the-money sul Nasdaq-100, generando premi mensili.

La volatilità più elevata delle azioni tecnologiche comporta premi più ricchi rispetto all’S&P 500. QYLD distribuisce dividendi annuali che superano spesso il 12%, anche in questo caso su base mensile. Come l’XYLD, il QYLD sacrifica il potenziale di crescita a favore di un reddito elevato. Essendo legato al Nasdaq, è leggermente più volatile, ma beneficia di premi più alti per via della volatilità intrinseca delle azioni tecnologiche.

Conviene investire?

Sebbene la strategia di covered call consenta la generazione di premi elevati, è importante comprenderne le limitazioni: il potenziale di guadagno in conto capitale risulta ridotto, rendendo questi strumenti meno adatti a chi cerca una crescita significativa nel lungo termine. I rendimenti totali, che includono sia la componente di capitale sia quella dei dividendi, tendono a essere generalmente inferiori rispetto a quelli del sottostante nel lungo periodo. Inoltre, spesso questi ETF faticano a mantenersi allineati al NAV (Net Asset Value), il che può renderli strumenti meno efficienti per alcuni tipi di investitori.

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