L’attacco degli Stati Uniti di Donald Trump e di Israele contro l’Iran, culminato nell’uccisione dell’Ayatollah Ali Khamenei e nella decapitazione dei vertici del Paese ha piegato e sta piegando sicuramente l’azionario. Tuttavia, i timori di un conflitto esteso in Medio Oriente sono stati assorbiti dalle Borse in modo diverso.
Se le borse europee - come il Ftse Mib di Piazza Affari - che ora scivola di oltre il 3% - hanno terminato la seduta di ieri perdendo più del 2%, Wall Street ha reagito alla minaccia di una guerra prolungata nel tempo tra gli USA di Donald Trump e l’Iran quasi con uno sbadiglio, come conferma il trend dei principali indici azionari Dow Jones , S&P 500 e Nasdaq Composite.
Più che le azioni, a prezzare l’esplosione delle tensioni geopolitche sono stati ieri soprattutto i prezzi del petrolio e del gas, con le quotazioni europee del gas naturale che continuano tuttora la loro corsa dopo essere schizzate ieri fino a +50% circa. Boom anche per i prezzi del petrolio WTI e Brent, che segnano rally importanti anche oggi, fino a +4% circa, avvicinandosi rispettivamente a $74 e a $81 al barile. Detto questo, nelle ultime ore un indice non ha retto il colpo dei venti di guerra, capitolando di oltre il 7%.
Borsa Seoul, indice Kospi affonda di oltre il 7%, KO le azioni Samsung e SK Hynix a fronte rally difesa
L’indice azionario azzannato dai forti sell è stato oggi, martedì 3 marzo 2026, quello della borsa di Seoul, per la precisione l’indice Kospi, che ha terminato la sessione affondando del 7,24%, a quota 5.791,91 punti. Il tonfo è stato il peggiore archiviato dal Kospi nell’arco di 19 mesi. Tra le azioni quotate sul listino, sono crollate soprattutto Samsung Electronics e SK Hynix, crollate rispettivamente di quasi il 10% e del 12% circa.
La reazione si spiega in parte con il fatto che la borsa di Seoul era rimasta chiusa alla vigilia, non riuscendo dunque a prezzare il nuovo shock geopolitico che ha travolto i mercati mondiali nella sessione di ieri, lunedì 2 marzo 2026.
Nello specifico, la caduta delle azioni Samsung si spiega tuttavia anche con la diffusione di alcuni rumor di mercato, secondo i quali la produzione di massa prevista per quest’anno da parte del colosso tecnologico negli Stati Uniti, in Texas, è stata rimandata al 2027.
Vero è che i titoli della difesa scambiati alla borsa di Seoul sono schizzati al rialzo, riportando in alcuni casi balzi superiori anche a +20%. In evidenza le azioni Hanwha Aerospace, scattate del 19,8%, mentre i titoli Hyundai Rotem e di LIG Nex sono saliti rispettivamente di oltre l’8% e di quasi +30%.
Ma i rally delle azioni del settore difesa non sono bastati a impedire le forti perdite dell’indice benchmark della borsa di Seoul.
Non è bastata l’attivazione del circuit breaker al ribasso sulla borsa di Seoul
Il risultato è stato che, dopo aver superato la soglia dei 6.000 punti alla chiusura del 25 febbraio scorso, il KOSPI ha perso oggi il livello psicologico dei 5.800 punti.
Non è bastata la decisione della borsa di Seoul Korea Exchange di attivare il circuit breaker al ribasso, ovvero il meccanismo che scatta quando i futures sul Kospi 200 arretrano di oltre il 5% per almeno un minuto.
L’attivazione del circuit breaker è avvenuta per la prima volta in un mese, dall’episodio noto come “ Warsh Shock ” del 6 febbraio scorso, quando i mercati andarono in tilt a seguito della notizia relativa alla nomina da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump del nuovo numero uno della Fed Kevin Warsh, che prenderà il posto di Jerome Powell alla metà di maggio.
Tra le azioni occhio in particolare a SK Hynix che alla chiusura della seduta dello scorso 24 febbraio aveva superato 1 milione di won per azione, e che oggi ha perso il titolo di “azione da un milione di won”, mentre Samsung Electronics è scesa sotto la soglia dei 200.000 won per azione.
Molto male anche Hyundai Motor, che nella precedente seduta aveva registrato un rialzo superiore al 10% e che oggi è crollata dell’11,72%, chiudendo a 595.000 won.
Forti sell oggi anche sull’indice KOSDAQ, che ha chiuso a 1.137,70 punti, in calo del 4,62%.