Aiuti europei all’Italia per Mori sono “piccoli prestiti per continuare ad essere ricattati"

Gli aiuti europei sono solo uno stratagemma dell’Unione Europea per ricattare l’Italia? Marco Mori esprime la sua opinione illustrando i possibili scenari per il nostro Paese.

La questione degli aiuti europei all’Italia infiamma l’opinione di esperti e cittadini da ormai diversi giorni, soprattutto in seguito alla decisione del premier Conte di spingere il recovery fund all’interno dell’Unione Europea come risposta alla crisi economica dettata dal coronavirus.

Sull’argomento si è espresso anche Marco Mori nel corso dell’appuntamento settimanale “Memento Mori”, trasmesso sul canale YouTube di Money.it, sostenendo che gli aiuti economici offerti dall’UE non sono altro che ulteriori strategie per ricattare il nostro Paese.

Aiuti europei: una strategia dell’UE per ricattare l’Italia secondo Mori

Per Mori, il Consiglio europeo non ha apportato alcuna novità ma ha confermato solamente le decisioni prese in precedenza dall’Eurogruppo per rispondere all’emergenza dettata dal coronavirus, che sarà la causa di una situazione disastrosa a livello economico per il nostro Paese:

“L’unica cosa che hanno messo sul tavolo sono strumenti dai nomi esotici che hanno come obiettivo quello di dare prestiti, fondamentalmente. Non c’è nessun intervento espansivo dal punto di vista monetario con soldi che entrano e restano nelle tasche dei cittadini ma semplicemente piccoli prestiti, tra l’altro con cifre che non sono in grado di risolvere il problema e che quindi peggioreranno le condizioni del Paese. Ad ogni prestito segue il ricatto del creditore che per avere indietro i suoi soldi imporrà come sempre misure lacrime e sangue”.

Anche per quanto riguarda le decisioni o gli scenari che si prospettano attorno al MES, Marco Mori ha una visione ben chiara, soprattutto sugli ipotetici 35 miliardi dati senza condizioni, che se all’apparenza possono sembrare vantaggiosi, in realtà nascondono dietro di loro un doppio fine da parte dell’UE:

“Si è molto detto di questo MES che è uno dei vari strumenti che sono sul tavolo, la spesa dei 35 miliardi che verrà poi data all’Italia senza condizionalità. Senza condizionalità significa che a differenza di quanto si fa normalmente con il MES, come abbiamo visto fare in Grecia ad esempio, l’Italia non dovrà firmare un memorandum, quindi un accordo con cui già si prevedono i soliti tagli alla spesa, licenziamento dei dipendenti pubblici, quindi misure di austerità per avere il prestito.

L’Italia non sarà vincolata a fare questa firma al momento dell’erogazione, ma una volta che ti sei indebitato con il MES, potrà imporre, sulla base del trattato del 2012, tutte le misure correttive economiche di concerto con la commissione europea che riterrà di attuare”.

Quali saranno le conseguenze per l’Italia?

Accettare gli aiuti e i piccoli prestiti dall’Unione Europea, per Mori, comporterebbe una costante e graduale riduzione della sovranità dell’Italia, dal quale non vi è via d’uscita:

“Penso che più ci indebitiamo e più accettiamo prestiti su giurisdizioni su cui non possiamo mettere becco, perché non possiamo parlare di questi strumenti, più chiaramente l’Italia diventa sempre più una colonia”.

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