Agenzia delle Entrate, arrestati tre funzionari «furbetti» della trasferta

Anna Maria D’Andrea

23 Aprile 2018 - 15:36

Tre funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Torino arrestati con l’accusa di truffa e falso: fingevano di andare in missione per beneficiare dei relativi benefit. A fargli compagnia i 53 dirigenti della Regione Marche denunciati per abuso d’ufficio.

Agenzia delle Entrate, arrestati tre funzionari «furbetti» della trasferta
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Tre funzionari dell’Agenzia delle Entrate sono stati arrestati oggi, 23 aprile 2018, con l’accusa di truffa aggravata, false attestazioni sulla presentazione in servizio e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale.

Al centro dell’ennesimo scandalo che getta fango sui dipendenti statali è l’inchiesta legata ad indagini che già lo scorso anno portarono, nello stesso ufficio delle Entrate, all’arresto e al licenziamento di due dipendenti.

I tre “furbetti” della trasferta, tra il 2015 e il 2017, avrebbero finto di andare in missione per beneficiare dei benefit previsti. Trasferte e sopralluoghi che, invece, non sono mai stati effettuati.

I funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Torino, però, non sono soli: a fargli compagnia ci sono i 53 dirigenti della Regione Marche, denunciati per abuso d’ufficio per l’assunzione di 776 dipendenti a tempo indeterminato senza indire regolari concorsi.

Agenzia delle Entrate, tre funzionari arrestati per truffa e falso

Fingevano di andare in missione per poter incassare più soldi: i tre dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Torino, Alessandro Casella di 46 anni, Sonia Garzarella di 59 anni e Paolo Manzo di 50 anni sono indagati per truffa e falso.

Nel dettaglio, l’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino muove su tre capi d’accusa: truffa aggravata, false attestazioni sulla presentazione in servizio e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale.

I tre funzionari timbravano regolarmente il proprio cartellino, uscivano per i presunti sopralluoghi e predisponevano, come da prassi, la scheda di rilevazione quadrimestrale sulla missione svolta. Una trafila di scartoffie da compilare per arrivare poi alla fine del mese a beneficiare del benefit di missione.

Fatti che, secondo le indagini dei carabinieri di Torino, risalirebbero al periodo da luglio 2015 a luglio 2017 e che riguarderebbero un ufficio delle Entrate non nuovo ad episodi simili: a giugno 2017 per gli stessi motivi furono sottoposti a misura cautelare altri due dipendenti, ora licenziati.

53 dirigenti della Regione Marche denunciati per abuso d’ufficio

Un danno pari a 121 milioni di euro: è questo l’importo calcolato dalla Guardia di Finanza per i 53 dirigenti della Regione Marche accusati di abuso d’ufficio.

Ben 776 persone stabilizzate, quasi tutte nel settore sanità, e quindi assunte a tutti gli effetti con contratto a tempo indeterminato con concorsi predisposti ad hoc o, addirittura senza alcun tipo di concorso.

Tra il 2008 e il 2014 i dirigenti avrebbero “eluso la normativa di settore omettendo di predisporre i Piani triennali del fabbisogno di personale”, passo necessario per verificare la necessità o meno di procedere con nove assunzioni.

I bandi, quando predisposti, prevedevano requisiti fotocopia rispetto a quelli posseduti dai lavoratori, co.co.co, LSU o a tempo determinato, che sarebbero dovuti esser assunti con contratto a tempo indeterminato.

Oltre all’accusa di abuso d’ufficio mossa dalla Guardia di Finanza di Macerata, coordinata dalla procura di Ancona, i 53 dipendenti della Regione avrebbero violato la norma costituzionale che prevede l’accesso alla PA previo superamento di un concorso pubblico.

L’ennesimo scandalo che coinvolge i dipendenti pubblici ai danni dello Stato e, quindi, di tutti i cittadini italiani.

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