Adozione internazionale: procedimento e costi

Isabella Policarpio

16 Novembre 2018 - 13:11

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Con l’adozione internazionale è possibile adottare un minore davanti all’autorità del Paese di provenienza; ecco come funziona e quali sono i costi da affrontare.

Adozione internazionale: procedimento e costi

In Italia ogni anno vengono dichiarati adottabili circa mille bambini contro le diecimila domande di adozione; per questo molte coppie desiderose di adottare un bambino scelgono l’adozione internazionale.

Ma adottare un bambino all’estero non è affatto facile e spesso è molto costoso.

Nel nostro ordinamento l’adozione internazionale è lo strumento che permette di adottare un minore straniero da parte di una famiglia italiana o un minore italiano da parte di una famiglia straniera dando al bambino la qualifica di figlio legittimo della coppia.

La legge stabilisce precisi requisiti che la coppia adottante deve possedere e determina tutto l’iter burocratico da seguire; i costi invece variano da Paese a Paese .

Adozione internazionale: tutti i requisiti

Secondo la normativa italiana possono procedere all’adozione internazionale sia gli italiani o stranieri residenti in Italia che desiderano adottare un bambino straniero, che gli italiani o stranieri residenti all’estero che vogliono adottare un bambino italiano.

Il presupposto fondamentale per dare inizio all’iter di adozione internazionale è dichiarazione di stato di abbandono del minore, ovvero che il minore sia privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori e non siano possibili misure di tutela nel suo Stato di origine.

Gli aspiranti genitori devono soddisfare gli stessi requisiti richiesti per adottare un bambino in Italia. Nello specifico i coniugi devono:

  • essere uniti in matrimonio da almeno tre anni e tra loro non deve aver avuto luogo negli ultimi tre anni la separazione;
  • avere un’età che superi di almeno 18 e di non più di 45 anni l’età dell’adottando (con delle deroghe quando dalla mancata adozione deriva un pregiudizio grave per il minore);
  • risultare idonei e capaci di educare, istruire e mantenere i minori;
  • essere stati dichiarati idonei all’adozione e cioè deve essere stato emanato in loro favore da parte del tribunale per i minorenni competente, il decreto di idoneità all’adozione a seguito della verifica degli altri requisiti.

Ora che abbiamo chiarito i requisiti richiesti per gli aspiranti genitori, vediamo l’iter procedimentale dell’adozione internazionale.

Il procedimento di adozione internazionale

Il procedimento di adozione internazionale è lungo ed articolato e coinvolge diversi enti:

  • il tribunale per i minorenni del luogo di residenza della coppia, presso il quale va depositata la richiesta;
  • i servizi sociali presso gli enti locali che si occupano di verificare l’idoneità degli adottanti;
  • gli enti autorizzati che sono le organizzazioni senza scopo di lucro che curano le pratiche dell’adozione, informano gli aspiranti genitori, curano gli incontri con il minore, aiutano e vigilano l’andamento dell’adozione nel periodo immediatamente successivo alla stessa;
  • la Commissione per le adozioni internazionali che è un organo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con funzione di controllo sul provvedimento di adozione emesso dall’autorità straniera e in più autorizza l’ingresso del minore in Italia.

Gli aspiranti genitori adottivi devono presentare al tribunale per i minorenni del distretto in cui hanno la residenza, una dichiarazione di disponibilità ad adottare un minore straniero. Il tribunale per i minorenni, dopo i dovuti controlli da parte degli assistenti sociali, emana o meno il decreto di idoneità all’adozione internazionale.

Il decreto di idoneità ha efficacia per tutta la durata della procedura di adozione che deve essere promossa dagli interessati entro 1 anno dalla comunicazione del decreto da parte del tribunale.

Tale decreto, insieme alla documentazione che attesta i requisiti della coppia, viene trasmesso alla Commissione per le adozioni internazionali e anche all’ente autorizzato prescelto che si occuperà di tutto l’iter dell’adozione seguendo gli adottanti passo dopo passo.

Al termine della procedura, l’autorità straniera emette un provvedimento con cui autorizza o meno a procedere con l’adozione internazionale. A questo punto l’ente autorizzato deve trasmettere il provvedimento in Italia alla Commissione per le adozioni internazionali che lo valuta e autorizza l’ingresso e la residenza del minore in Italia. Il bambino acquisisce la qualifica di figlio legittimo, con i diritti e i doveri che ne derivano.

Può anche accadere che l’autorità straniera emetta un provvedimento di affidamento. In questo caso il tribunale italiano applica le regole previste per l’affidamento preadottivo: questo periodo ha la durata di un anno, decorso il quale il giudice italiano pronuncia l’adozione se l’affidamento si è svolto positivamente e nell’interesse del minore.

Adozione di un minore italiano da parte di un coppia non residente

Quando l’adozione internazionale riguarda un minore italiano da parte di cittadini italiani residenti all’estero o stranieri l’iter da seguire è diverso:

  • gli aspiranti genitori adottivi devono presentare domanda al console italiano (un funzionario che svolge gli atti giuridici del diritto italiano in un paese straniero);
  • il console trasmette la domanda al tribunale per i minorenni del distretto dove si trova il minore;
  • il console vigila sul buon andamento dell’affidamento preadottivo con l’aiuto di idonee organizzazioni assistenziali italiane o straniere e vigila sul buon andamento e sull’esecuzione dei provvedimenti dell’autorità italiana.

Ora cerchiamo di capire quali sono i costi da affrontare per portare a termine un’adozione internazionale.

Quanto costa?

L’adozione internazionale ha costi elevati. La domanda iniziale è gratuita, ma tutto quello che viene dopo è a carico della coppia: l’iter da seguire per contattare gli enti autorizzati, i viaggi all’estero, le spese per i servizi in Italia e le spese che vanno sostenute dopo l’adozione (e che possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi solo per il 50%), e poi ci sono le spese amministrative da versare alle casse dello Stato di provenienza del minore che cambiano da Paese a Paese.

Facciamo degli esempi: in Ucraina bisogna versare 5.550 euro, in Romania 2.500 euro, in Russia 9.750, in India 12.000 euro, in Vietnam 18.000 euro.

Aggiungiamo che, nel rispetto di precise soglie di reddito, le coppie che hanno portato a termine una procedura di adozione internazionale possono chiedere il rimborso del 50% o del 30% delle spese sostenute, entro il limite di 5.000 o 3.000 euro in base al reddito dichiarato.

Si ricorda che il restante 50% della spesa per l’adozione internazionale potrà invece essere dedotta in dichiarazione dei redditi.

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