Da Mulino Bianco a Kinder, la verità sulla sparizione delle sorprese e quanto valgono le più rare.
Per anni le sorprese sono state una parte inseparabile della merenda, prima ancora di assaporare il dolce, si cercava nella scatola il piccolo gadget, sperando di trovare proprio quello che mancava alla collezione. Miniature, gommine e persino DVD hanno accompagnato l’infanzia di milioni di italiani, trasformando la pausa merenda in un vero e proprio appuntamento.
Chi acquista abitualmente merendine lo avrà già notato, negli anni le sorprese sono andate via via scomparendo. Eppure, c’è chi possiede ancora quei piccoli oggetti legati alla propria infanzia, magari senza sapere che, nel frattempo, alcuni di essi sono diventati veri e propri pezzi da collezione capaci di valere anche centinaia di euro.
Perché le sorprese sono sparite dalle merendine
La scomparsa delle sorprese dalle confezioni delle merendine è frutto di diversi cambiamenti che hanno interessato sia il mercato sia la normativa. Le aziende alimentari hanno dovuto adeguarsi a regole sempre più rigide per quanto riguarda la sicurezza dei prodotti destinati ai bambini. Inserire piccoli oggetti all’interno delle confezioni richiede controlli specifici, certificati e standard elevati per ridurre qualsiasi rischio legato al loro utilizzo.
Alla macchinosità del sistema si aggiunge poi un fattore puramente economico. La produzione di milioni di gadget comporta costi significativi, soprattutto quando gli oggetti sono realizzati con una buona qualità costruttiva e devono sottostare a precisi standard di sicurezza.
Negli anni, inoltre, le stesse strategie di marketing sono cambiate. Oggi le aziende puntano sempre più spesso su applicazioni o giochi online, oppure attirano i clienti con concorsi a premi in affiliazione con altre realtà. In questo modo i consumatori vengono coinvolti senza dover inserire un oggetto fisico all’interno della confezione.
Infine, il ventunesimo secolo è stato caratterizzato da un’attenzione sempre maggiore verso la sostenibilità ambientale. In quest’ottica, ridurre la produzione di piccoli oggetti in plastica monouso consente di limitare rifiuti e materiali, un aspetto sempre più considerato dagli stessi consumatori.
Quali sono le sorprese che hanno fatto la storia delle merendine
Negli anni Settanta Ferrero ha avuto l’intuizione di creare l’ormai iconico Kinder Sorpresa, una merenda di piccole dimensioni al cui interno si trovavano gadget di ogni tipo. A partire dagli anni Ottanta anche Mulino Bianco decise di attrarre ancora più consumatori grazie all’inserimento di piccoli oggetti da collezione all’interno delle confezioni delle merendine.
La prima sorpresa in assoluto è stata “Carta vince, carta perde”, un gioco di carte illustrato di cui fu prodotto un milione di pezzi. Oggi alcuni esemplari possono essere acquistati su eBay con cifre che oscillano dai 6 ai 15 euro, a seconda dello stato di conservazione.
Tra i pezzi più rari troviamo “Cerca il tegolino”, un esagono in carta plastificata il cui scopo era aprire le varie facce del triangolo fino a scoprire su quale fosse rappresentato il tegolino. La sorpresa si può trovare su eBay al prezzo di partenza di 5 euro.
Più cari i “Puzzle delle regioni”, una sorpresa del 1983 grazie alla quale era possibile completare la sagoma dell’Italia unendo tra di loro le 21 regioni. In questo caso, il set completo arriva a costare fino a 20 euro sui principali siti di seconda mano.
Nel 1984 Mulino Bianco stuzzicò l’intelletto dei più piccoli con la sorpresa “Che ora è? La meridiana del Mulino”, un piccolo gadget di cartoncino pensato per permettere ai bambini di scoprire il tempo tramite la luce del sole. Anche in questo caso, alcuni pezzi sono disponibili su eBay a partire da 5-10 euro.
A partire dal 1983 inizia l’era degli Allegri Cancellini, delle ricostruzioni in miniatura delle tipiche merendine di Mulino Bianco di cui furono prodotti ben trecentosedici milioni di pezzi dalla Locati Trading S.p.A. Negli anni seguirono numerosi soggetti riprodotti in miniatura, come il sacco di frumento o la calcolatrice. Gli Allegri Cancellini sono senza dubbio le sorprese vintage più richieste e cercate dai collezionisti. I pezzi singoli sono acquistabili a partire da 4 euro sui principali siti di seconda mano, mentre per i set completi si arriva a spendere anche centinaia di euro.
Discorso a parte va fatto per le sorprese Kinder, dove si arriva a spendere migliaia di euro per completare le proprie collezioni. È il caso del Puffo con i trampoli, il cui costo supera i 1.000 euro, mentre tra i set più richiesti troviamo la collezione degli Gnomi, la cui prima edizione risale al 1992. Chi possiede i 16 pezzi della collezione e la cartina illustrata potrebbe guadagnare intorno ai 300 euro.
Come capire se una vecchia sorpresa può avere valore
Chi possiede ancora vecchie sorprese delle merendine potrebbe trovarsi tra le mani dei veri e propri tesori. Per poter capire il valore dei singoli gadget è importante identificare in primo luogo la serie e l’anno di distribuzione.
Dopodiché va valutato lo stato di conservazione dell’oggetto: più l’oggetto è integro, maggiore sarà il suo valore economico. A questo punto è bene confrontare le vendite realmente concluse sulle principali piattaforme di compravendita, così da allinearsi con il reale valore di mercato dell’oggetto.