Non sarà più Google il leader globale della pubblicità digitale, questa azienda lo sta superando. Ecco chi è e come.
Google gode di un prestigio ben radicato nel mercato pubblicitario online, che domina ormai da anni, ma nessuno è insormontabile. Presto il ruolo di leader globale nella pubblicità digitale potrebbe passare nelle mani di Meta, pronta a raccogliere i frutti di una rincorsa senza precedenti che le consentirà di battere l’azienda di Mountain View. Almeno questo è quanto ci dicono le previsioni di eMarketer, che ha preannunciato il sorpasso di Zuckerberg nei ricavi pubblicitari entro quest’anno.
Un pronostico di per sé sorprendente, che ribalta per la prima volta il primato di Google e, contestualmente, consolida il cambiamento del panorama pubblicitario. Oggi l’intelligenza artificiale e la stimolazione della domanda latente, quando non una vera e propria generazione di un bisogno, fanno la differenza più che mai nella pubblicità digitale. Sono infatti questi i fattori cardine che guidano il successo di Meta, permettendole di diminuire il distacco da Google che, pur divisa tra numerose attività, non ha comunque rallentato minimamente la propria crescita.
Addio a Google, Meta nuovo leader globale nella pubblicità digitale
Secondo eMarketer le entrate pubblicitarie di Meta potrebbero superare quelle di Google già entro la fine di quest’anno. Nel settore della pubblicità digitale, infatti, viene stimato che Meta raggiungerà un fatturato netto di 243,46 miliardi di dollari, contro i 239,54 miliardi di dollari ipotizzati per Google. Certo, si tratta di una differenza apparentemente marginale, ma il solo fatto che Meta possa riuscire a superare Google - leader imbattuto da anni - peraltro in così poco tempo è estremamente significativo.
Di fatto, Google continuerà a vincere, almeno per quest’anno, quanto a fatturato pubblicitario lordo, impoverito dall’elevato numero di partner di distribuzione. Per sapere con certezza quanto le aziende ricaveranno dalle pubblicità bisogna naturalmente attendere che trascorra il periodo di riferimento, ma l’analisi di eMarketer appare piuttosto accurata. Già nel mese di novembre 2025 aveva sottolineato come il divario tra le due aziende si stesse rimpicciolendo progressivamente e rapidamente, con le nuove previsioni da poco aggiornate ci viene confermata la risalita di Meta come ipotesi più probabile.
Non che Google abbia rallentato, è solo che Zuckerberg ha corso di più, facendo del segmento pubblicitario una priorità. Ma non sono soltanto gli investimenti ad aver fruttato a Meta, che deve il suo successo anche nella scelta sapiente e lungimirante delle strategie. L’ampia implementazione dell’intelligenza artificiale per la personalizzazione degli annunci ha segnato un punto di svolta nelle pubblicità su Instagram e Facebook, sempre più efficaci nel suggerire ai consumatori prodotti che non hanno neanche cercato, abilmente individuati in base al target e all’uso delle piattaforme.
Anche la pubblicità sta cambiando
Il livello di automazione raggiunto e l’approfondita analisi dei dati raccolti, soprattutto con l’uso di strumenti come Advantage+, sta producendo risultati eccezionali per gli investitori, con un ritorno che incoraggia ulteriori sforzi. Neanche le recenti batoste legali fanno rallentare Meta (e lo stesso si può dire di YouTube), perché gli inserzionisti privilegiano la possibilità di rivolgersi a un pubblico ampio in maniera mirata, rispetto a ogni altra controversia.
A proposito di Youtube, bisogna anche considerare che i Reels di Instagram sono concorrenti sempre più temibili per la piattaforma video di Google e pure per TikTok, mentre l’espansione pubblicitaria su Whatsapp e Threads permette a Meta ulteriore spazio di crescita. Google, dal canto suo, continua a salire in maniera più ampia e generalizzata, con tutti i componenti del suo ecosistema digitale.
Va da sé, dunque, che per la pubblicità digitale oggi non c’è un unico cavallo su cui puntare. La stessa analisi di eMarketer, peraltro, prevede che anche questo 2026 buona parte della spesa globale sarà divisa tra pochissime piattaforme. Si parla del 62,3% della spesa pubblicitaria mondiale condiviso tra Meta, Google e Amazon, sempre più distaccati dalle altre aziende del settore.
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