A Roma capitale i poteri della Regione: cosa prevede la riforma

Isabella Policarpio

08/03/2021

08/03/2021 - 15:20

condividi
Facebook
twitter whatsapp

In arrivo una riforma costituzionale per aumentare i poteri di Roma capitale come per le Regioni. Stessa proposta per Milano e Napoli. Cosa potrebbe cambiare.

A Roma capitale i poteri della Regione: cosa prevede la riforma

Roma capitale, per dimensioni e storia, merita poteri analoghi a quelli della Regione. Questo è l’oggetto della riforma costituzionale depositata alla Camera e in esame giovedì 11 marzo.

Scopo della riforma è modificare l’articolo 114, comma 3, della Costituzione ampliando competenze e poteri della città di Roma, e consentire l’accesso diretto ai fondi europei.

Ciò comporterebbe l’attuazione di un proprio Statuto metropolitano con l’elezione diretta del presidente e dell’assemblea e la trasformazione dei municipi in diramazioni comunali.

Roma capitale verso poteri “speciali” con una riforma costituzionale

È in corso alla commissione Affari Costituzionali della Camera l’esame di una riforma costituzionale e di una legge ordinaria con oggetto l’attribuzione di poteri regionali a Roma capitale, la prima depositata da Fi e la seconda da M5s.

L’iniziativa è trasversale alle fazioni politiche e prescinde dall’elezione del prossimo sindaco di Roma, anzi, si inserisce in un più ampio progetto di attribuire poteri speciali, analoghi alle Regioni, alle città metropolitane italiane più importanti.

Roma capitale verrebbe dotata di un proprio statuto dove saranno disciplinate le modalità di elezione degli organi istituzionali, oltre che poteri e limiti alla competenza legislativa e di indirizzo politico.

Lo scopo è far acquisire alla città l’autonomia necessaria a gestire i fondi europei senza intermediari regionali, soprattutto in vista del Recovery plan.

L’iter di approvazione della riforma

L’esame della riforma è stato approvato dalla Camera lo scorso 24 febbraio e sarà all’ordine del giorno l’11 marzo 2021.

Il presidente Giuseppe Brescia ha spiegato che la Commissione intende procedere secondo un doppio binario: da una parte “una riforma costituzionale che modifica l’articolo 114, comma 3 della Costituzione” dall’altro “ una legge ordinaria dove si potrà prevedere, tra l’altro, una maggiore autonomia da parte di Roma nell’accesso diretto ai fondi europei e ai fondi per il trasporto pubblico locale”.

La larga maggioranza che sostiene l’esecutivo potrebbe favorire l’iter di approvazione in tempi brevi.

Anche Milano e Napoli verso poteri regionali

Il progetto di riforma potrebbe, in futuro, coinvolgere altre due grandi città italiane: Milano e Napoli, che, per dimensioni, storia e rilevanza internazionale, meritano poteri regionali.

Ciò consentirebbe di migliorarne la gestione cittadina (grazie all’alleggerimento della burocrazia), ridurre il numero delle Regioni e semplificare l’articolazione locale.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories