Il Governo da il via libera agli Odg presentati dalla Camera impegnandosi a valutare l’opportunità di prevedere una norma apposita. Vediamo le proposte.
Alla Camera quest’anno è toccato il ruolo di approvare una Legge di Bilancio già blindata, senza la possibilità di poter apportare modifiche. L’Aula, però, ha voluto in ogni caso dire la sua sulle misure che non sono state approvate e sulle questioni rimaste in sospeso che non hanno trovato posto nella Manovra proponendo una lista di ordini del giorno che potranno trovare posto in uno dei prossimi decreti in materia o che, come spesso accade, potrebbero finire nel dimenticatoio.
Si tratta di un pacchetto di impegni che l’esecutivo ha preso nei confronti del Parlamento, quasi tutti di natura fiscale per superare il fatto che nella sessione di bilancio la Camera, quest’anno, è stata esclusa dall’esame.
Si configura di una sorta di Manovra fiscale bis presentata in 239 ordini del giorno totali approvati dalla Camera dei Deputati tra il 29 e il 30 dicembre, prima del voto conclusivo della Legge di Bilancio 2026.
Vediamo i principali
Forfettari in società tra professionisti
Uno degli ordini del giorno vorrebbe permettere anche a chi svolge la libera professione avendo scelto il regime forfettario, di aggregarsi in società tra professionisti mantenendo il regime fiscale agevolato. La scelta permetterebbe di far rientrare nel forfettario anche le attività svolte in forma societaria permettendo ai giovani professionisti di avere costi minori e di poter essere competitivi sul mercato. La proposta mira a favorire la creazione di studi associati moderni, superando la frammentazione dei singoli professionisti.
Flat tax per i giovani
Il Governo ha preso l’impegno di valutare l’inserimento di una flat tax per i più giovani per contrastare la fuga all’estero dei cervelli ed evitare la perdita di capitale umano. L’ordine del giorno è stato presentato dalla Lega, ma era anche una delle proposte da inserire in Manovra (bocciata dal Senato per mancanza di coperture). La sottosegretaria del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha espresso parere favorevole al riguardo, ma ha specificato che c’è bisogno di riformulare la proposta che potrebbe sfociare in una sorta di proroga della flat tax incrementale per il 2026 (da inserire in dichiarazione dei redditi 2027).
I commercialisti come i notai
Un altro Ordine del giorno della Lega propone che i dottori commercialisti iscritti all’albo possano operare nel RUNTS (Registro Unico Nazionale Terzo Settore). Erik Pretto, primo firmatario dell’ordine del giorno spiega che
Permettere anche ai dottori commercialisti lo svolgimento di funzioni che fino ad oggi erano riservate ai notai significa non solo riconoscere una maggiore valorizzazione delle loro competenze professionali, ma soprattutto andare incontro alle esigenze amministrative, contabili e burocratiche degli enti più piccoli che svolgono un ruolo essenziale all’interno delle nostre comunità, dando supporto alle persone più fragili.
Riducendo la necessità di atti notarili per gli enti non profit più piccoli, si abbassano i costi fissi per associazioni e fondazioni.
Sterilizzazione età pensionabile
La Legge di Bilancio non è intervenuta al riguardo, ma la Lega in un ordine del giorno, che ha ottenuto il via libera, chiede che sia sterilizzato l’aumento dell’età pensionabile. Il Governo si è impegnato di valutare l’opportunità e di rivedere la misura che porta l’età pensionabile a salire di un mese nel 2027 e di due mesi nel 2028.
Con l’ordine del giorno il Governo si impegna a valutare iniziative compatibili con i vincoli di finanza pubblica.
Iperammortamento
Con l’ordine del giorno si vorrebbero estendere i benefici dell’iperammortamento anche ai beni prodotti fuori dall’Ue, oggi esclusi. Si invita, quindi, il Governo a rivalutare la clausola di esclusione allargando il beneficio a tutti i beni prodotti nei Paesi dell’Efta e del G7. In questo modo rientrerebbero anche i beni prodotti in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti. La proposta risponde alla necessità delle imprese italiane di acquistare macchinari ad altissima tecnologia che spesso non vengono prodotti all’interno dei confini europei, garantendo la competitività tecnologica del sistema produttivo nazionale.
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