Zone rosso scuro in Italia: la nuova mappa dell’UE

Fiammetta Rubini

22 Febbraio 2021 - 11:54

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L’Italia ha due regioni rosso scuro, ossia zone ad alto rischio Covid, secondo la nuova classificazione europea. Ecco cosa significa per gli spostamenti.

Zone rosso scuro in Italia: la nuova mappa dell'UE

L’Italia suddivisa in zone rosso scuro, rosse e arancioni secondo la nuova classificazione del rischio Covid nei Paesi UE.

Il 18 febbraio l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) ha aggiornato la mappa settimanale delle zone di rischio con i 4 colori a supporto delle raccomandazioni del Consiglio europeo su un approccio coordinato sulle restrizioni alla libera circolazione in risposta alla pandemia di Covid-19.

Il nuovo colore rosso scuro si è unito da fine gennaio ai già esistenti rosso, arancione, verde e grigio. Applicata ai territori in cui il virus circola a livelli molto elevati anche a causa della presenza delle varianti più contagiose, questa fascia scatta dove il tasso di contagio è di 500 casi Covid per 100mila abitanti a 14 giorni.

Ecco quali sono le regioni in zona rosso scuro in Italia e in Europa e cosa significa.

Le regioni rosso scuro in Italia

Secondo l’ultima classificazione dell’ECDC, l’Italia viene così suddivisa:

Zona rosso scuro per Umbria e Trentino Alto Adige;
Zona rossa per Piemonte, Liguria, Lombardia, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Lazio;
Zona arancione per Sardegna e Valle D’Aosta.

Nessuna zona verde o grigia per lo Stivale. Come possiamo vedere la classificazione UE rispecchia, più o meno, l’attuale mappa dell’Italia in base alle fasce di rischio definita con l’ultima ordinanza del ministro Speranza dopo il monitoraggio Iss di venerdì.

Oltre all’Italia, sono zone rosso scuro Spagna e Portogallo, parti della Repubblica Ceca, Estonia, Slovacchia, Svezia e il Sud della Francia.

Zone rosso scuro: cosa sono e regole

L’introduzione delle zone rosso scuro nelle aree europee ad alto rischio Covid è un modo per disincentivare e regolamentare gli spostamenti internazionali non essenziali verso quei territori senza imporre il blocco delle frontiere o il divieto di viaggi, misure che danneggiano gravemente l’economia ma non limitano molto il virus.

A chi viene da zone rosse o rosso scuro i Paesi Ue dovrebbero richiedere di: sottoporsi a un tampone prima della partenza e a quarantena o autoisolamento all’arrivo. Dovrebbero essere previste eccezioni per chi vive al confine e viaggia quotidianamente o frequentemente per andare a scuola, al lavoro, per motivi di salute o per gravi questioni familiari (tra cui funerali e assistenza a parenti malati o in stato terminale), nonché per chi lavora nel settore dei trasporti.

“Dovrebbero”, in quanto le linee guida dell’Ue non sono imposizioni e misure perentorie, ma raccomandazioni su un approccio coordinato sulle restrizioni alla libera circolazione in risposta alla pandemia che ogni singolo Stato può decidere se e come mettere in atto.

La mappa viene pubblicata dall’ECDC ogni giovedì a sostegno delle raccomandazioni del Consiglio UE.

Ad oggi le aree sono contrassegnate nei seguenti colori:

  • verde se si registrano meno di 25 nuovi casi su 100.000 e il tasso di positività del test inferiore al 4% nell’arco di 14 giorni;
  • arancione se il tasso di notifica in 14 giorni è inferiore a 50 casi per 100.000 ma il tasso di positività del test è del 4% o superiore o, se il tasso di notifica di 14 giorni è compreso tra 25 e 150 casi per 100.000 e il tasso di positività del test è inferiore al 4%;
  • rosso se il tasso di notifica di 14 giorni è di 50 casi per 100.000 o superiore e il tasso di positività del test è del 4% o superiore o se il tasso di notifica di 14 giorni è superiore a 150 casi per 100.000;
  • rosso scuro se il tasso di notifica di nuovi casi negli ultimi 14 giorni è pari o superiore a 500 su 100.000 abitanti;
  • grigio se le informazioni sono insufficienti o se il tasso di test è inferiore a 300 casi su 100.000.

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