Zara chiude 1.200 negozi per il coronavirus, si punta allo shopping online

11 giugno 2020 - 12:07 |

Inditex chiuderà 1.200 negozi in tutto il mondo: il coronavirus ha provocato un crollo delle vendite del 44%. Nel mirino i punti vendita Zara, Bershka, Pull & Bear e Massimo Dutti.

Zara chiude 1.200 negozi per il coronavirus, si punta allo shopping online

La società proprietaria di Zara chiuderà fino a 1.200 negozi in tutto il mondo a causa degli effetti della pandemia. Il colosso del fast fashion ha visto un crollo delle vendite del 44% dall’inizio del lockdown, ragion per cui ha deciso di spostare i maggiori investimenti sull’e-commerce a scapito del retail.

Inditex, che oltre a Zara raggruppa i marchi Bershka, Pull & Bear e Massimo Dutti, ha annunciato l’intenzione di “assorbire” principalmente i negozi più piccoli, con sede in Europa e Asia. Il gruppo ha chiarito che non farà licenziamenti in quanto il personale rimarrà stabile e verrà ricollocato su altri ruoli e attività per lo shopping online.

Crollo vendite per Zara: chiudono 1.200 negozi

Il numero totale di negozi di proprietà di Inditex scenderà da da 7.412 a circa 6.800 dopo la riorganizzazione. Riorganizzazione che però includerà anche l’apertura di 450 nuovi negozi.

Inditex, controllata dal suo fondatore Amancio Ortega, l’uomo più ricco d’Europa, è uno dei giganti del fast fashion mondiale ma non è stata risparmiata dalla crisi provocata dal coronavirus. A causa della pandemia e del lockdown, con quasi un quarto dei suoi negozi rimasti chiusi per tre mesi, le vendite hanno avuto un crollo del 44% per 3,3 miliardi di euro tra il 1° febbraio e il 30 aprile, con un quarto dei suoi negozi rimasti chiusi per tre mesi.

Boom dei negozi online

Dall’altra parte la crescita delle vendite online ha compensato il calo del retail: gli acquisti online sono aumentati del 50% su base annua nel trimestre e del 95% su base annua ad aprile. Per questo motivo Inditex ha affermato la volontà di premere l’acceleratore sull’e-commerce, mentre cerca di non perdere la sfida contro agguerriti rivali come H&M, Uniqlo, Asos e altri negozi di moda online che hanno fatto faville durante il lockdown.

Nel piano del gruppo i negozi più grandi fungeranno da hub di distribuzione per le vendite online, settore per il quale intende investire 2,7 miliardi di euro per il potenziamento dell’offerta e favorire l’integrazione dei negozi fisici con i siti per un’esperienza d’acquisto migliore, consegne più rapide e monitoraggio in tempo reale dei prodotti.

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