Wall Street: 30 anni dal Black Monday. C’è da temere un crollo simile oggi?

Flavia Provenzani

19/10/2017

19/10/2017 - 11:25

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Sono passati esattamente 30 anni da quel lunedì nero del 1987. E a Wall Street ritorna la paura, con le valutazioni che continuano a segnare massimi record.

Nel trentesimo anniversario del crollo del mercato azionario del 1987, Wall Street è ai massimi record e alcuni investitori temono che le alte valutazioni implichino necessariamente l’arrivo di una correzione, nonostante gli utili societari di buon livello e la crescita economica degli Stati Uniti.

Ma oggi può davvero ripresentarsi un evento drammatico come successo nel Black Monday, 30 anni fa?

La tecnologia moderna legata al mondo del trading, i cambiamenti nel funzionamento del mercato azionario e nel modo in cui i fondi degli investitori vengono gestiti fanno pensare che una ripetizione di quanto accaduto nel 1987 sia improbabile.
Nonostante questo, i trader più cauti rifiutano di escludere tale possibilità.

Cosa è successo 30 anni fa a Wall Street

Lunedì 19 ottobre 1987, dopo perdite importanti sui mercati asiatici ed europei nella settimana precedente, il Dow Jones è crollato di 508 punti - un ribasso del 22,6 per cento, la discesa più ampia di sempre su base giornaliera e in termini percentuali sull’indice.

La copertina de The New York Times il giorno seguenteLa copertina de The New York Times il giorno seguente il crollo

Una nuova discesa del 20 per cento in un solo giorno è uno scenario possibile anche oggi, ma si rivelerà essere più probabilmente un processo più ordinato.

Le tutele implementate dalla Sec

In risposta all’accaduto del 1987, la Securities and Exchange Commission - la Consob americana - ha ordinato la creazione di «interruttori» sul mercato che implementano un’interruzione temporanea e automatica della negoziazione nel caso in cui il Dow cali del 10, 20, 30 per cento.
Da allora questo sistema è stato necessario solo una volta, nel 1997.
Gli stop alla negoziazione e i relativi parametri sono stati aggiornati nel 2012, occasione in cui sono state abbassate le soglie necessarie per attivare un interruttore e il Dow è stato sostituito dall’indice S&P 500 come indice di riferimento.

I limiti al crollo

Secondo le regole vigenti, se l’S&P 500 scende di oltre il 7% prima delle ore 3.25 di New York, il trading viene interrotto per 15 minuti. Se la discesa continua una volta che il trading riprende, ed è ancora prima delle ore 3.25, il mercato viene messo nuovamente in pausa al 13 per cento.
Se il forte ribasso si verifica dopo le ore 3.25, la negoziazione continua. Ma se il calo raggiunge il 20 per cento, il trading è sospeso per la sessione, indipendentemente dall’ora del giorno.

Molte delle attuali misure con l’intento di attenuare il caos sul mercato sono state implementate dopo il «flash crash» di maggio 2010, quando il Dow Jones è affondato di 1.000 punti, circa il 9 per cento, in pochi minuti prima di rimbalzare in un tempo altrettanto breve.

La SEC ha approvato un regolamento nel 2012 denominato «Limit-Up Limit-Down», che impedisce ai titoli azionari di essere scambiati al di fuori di un range specifico basato sui prezzi più recenti, bloccando lo scambio dei titoli in questione quando i prezzi oltrepassano i margini di oscillazione.

L’autorità di regolamentazione statunitense è stata costretta ad attivare nuovamente tali procedure dopo una sessione di trading caotica nell’agosto 2015. Al tempo, le preoccupazioni sulla salute dell’economia cinese avevano portato ad un’ondata di vendite dettate dal panico e la mancanza di acquirenti ha provocato un crollo record intraday per il Dow
Quel giorno più di 1.250 sospensioni su 455 titoli azionari singoli e ETF hanno creato una confusione tale da aggravare il problema, portando alcuni investitori a ricevere prezzi peggiori di quanto sarebbero stati altrimenti.

Le tutele in atto probabilmente impediranno un altro crollo in stile 1987, ma con il Dow che mercoledì ha raggiunto i 23.000 punti per la prima volta nella storia e con l’avvento del trading automatico ad alta velocità, alcuni operatori non ne sono poi così sicuri.

Andamento del Dow Jones da ottobre 2016 ad oggiAndamento del Dow Jones da ottobre 2016 ad oggi

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