Volvo ha sempre preso molto sul serio la sicurezza stradale, a partire dall’introduzione delle cinture di sicurezza. Prima come optional sulle P120 e PV544 nel 1959, e poi rendendo di serie quella anteriori nel 1963 e quelle posteriori nel 1967. Un dettaglio non da poco: Volvo deteneva i brevetti delle cinture di sicurezza, ma preferì renderli disponibili liberamente in modo da massimizzare la diffusione del nuovo sistema di sicurezza.

La Casa svedese ha continuato a puntare sulla sicurezza dei propri veicoli, migliorandone costantemente la sicurezza. E visto che l’eccesso di velocità è una delle prime cause di mortalità sulle strade - insieme alla distrazione e alla guida in stato di ebbrezza - ha deciso di autolimitare la velocità massima delle proprie vetture a 180 km/h a partire dal 2020.

Una scelta simile a quella fatta circa vent’anni fai dai costruttori tedeschi, che limitarono la velocità delle loro auto a 250 km/h, anche se con diverse eccezioni e la possibilità di “sbloccare” tale limite come opzione inseme a pacchetti performanti o racing. Secondo Volvo, al di sopra di determinate velocità, la tecnologia di sicurezza a bordo e la progettazione di infrastrutture intelligenti non sono più sufficienti per evitare incidenti mortali o con gravi conseguenze.

L’opinione di Volvo sul limite a 180 km/h

“Gli umani semplicemente non riconoscono il pericolo legato alla velocità”, afferma Jan Ivarsson, esperto di sicurezza di Volvo Cars. “Come umani, comprendiamo i pericoli correlati ad esempio a serpenti, ragni o all’altezza. Ma con la velocità, non così tanto. Spesso le persone guidano troppo velocemente e hanno uno scarso adeguamento della velocità in relazione alla situazione del traffico e alle proprie capacità di guidatore. Dobbiamo sostenere un comportamento migliore e aiutare le persone a capire che l’eccesso di velocità è pericoloso”.