Volo MH370: i suoi segreti svelati da un sussurro?

Alessandro Cipolla

22/02/2022

22/02/2022 - 17:03

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Cosa è successo al volo MH-370 della Malaysian Airlines tra Kuala Lumpur e Pechino? Ne parliamo con il generale Carlo Landi visto che ora, dopo anni di attesa, ci potrebbe essere una svolta sul mistero del volo scomparso con a bordo 239 persone.

Volo MH370: i suoi segreti svelati da un sussurro?

Tra le tante tragedie aeree che si sono verificate negli ultimi anni, quella del volo MH-370 della Malaysian Airlines tra Kuala Lumpur e Pechino, scomparso nel 2014 con a bordo 239 persone e mai ritrovato, rappresenta senza dubbio uno dei casi più misteriosi di sempre.

A quasi otto anni di distanza, adesso però questo mistero potrebbe essere vicino a una svolta, con l’ingegnere aerospaziale Richard Godfrey che come riportato dal Daily Mail ha elaborato una sua teoria su quale possa essere stata la fine di questo aereo letteralmente scomparso.

Per capire al meglio i contorni della vicenda del volo MH-370 della Malaysian Airlines, Money.it si è rivolto al generale di divisione Carlo Landi, primo Ufficiale Navigatore Militare ad aver ricoperto l’incarico di Comandante di un Reparto Volo dell’Aeronautica Militare che spesso ha partecipato nelle vesti di commentatore tecnico a numerose trasmissioni Rai su incidenti aerei.

Cosa è successo al volo MH-370? Carlo Landi ci parla dell’aereo scomparso

Riportiamo un testo scritto dal generale Carlo Landi in merito agli sviluppi del caso del volo MH-370 della Malaysian Airlines scomparso nel marzo 2014.

I voli della Malaysian Airlines tra Kuala Lumpur e Pechino portavano il nominativo radio (in inglese callsign) MH-370. Per effettuarli erano utilizzati dei Boeing 777 Extended Range, cioè con raggio con autonomia aumentato.

L’8 marzo 2014 a bordo del MH-370 c’erano 239 persone di cui 227 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio. Il volo è decollato in orario e tutto si è svolto nel migliore dei modi fino a 38 minuti dopo il decollo. A quel punto, mentre il velivolo era sopra il Mar Cinese meridionale alla sua quota di crociera, c’è stato l’ultimo messaggio del Comandante che con voce pacata ha comunicato che passava al controllo del traffico vietnamita. Poi più nulla.

Boeing 777 della Malaysian Airlines Boeing 777 della Malaysian Airlines

Il velivolo è scomparso dai radar del controllo del traffico aereo civile ed è stato seguito unicamente dai radar militari.

MH-370 ha virato verso Ovest tornando indietro per sorvolare di nuovo la Malesia quindi ha virato ancora verso Sud per dirigersi verso l’Oceano Indiano meridionale, uno dei luoghi più disabitati e inospitali della terra: milioni di chilometri quadrati di mare senza alcuna traccia umana.

Da quel momento sono iniziate le ricerche tutte infruttuose, fino a qualche mese fa quando un ingegnere inglese ha provato ad applicare alla ricerca del velivolo un sistema in uso presso i radioamatori, il WSPR che sta per Weak Signal Propagation Reporter. La sigla, quasi per paradosso, si pronuncia whisper che in inglese vuol dire sussurro.

Volo MH-370 Volo MH-370 Mappa del luogo della scomparsa

Il whisper usa segnali radio estremamente deboli, dei sussurri appunto, per studiare la propagazione attraverso l’atmosfera e provare diverse antenne. Pochi sanno che di questi “bisbiglii radio” è praticamente coperto tutto il globo terrestre: una sorta di rete invisibile che viene disturbata ogni volta che masse metalliche come quelle di un grosso velivolo la attraversano. Questi disturbi sono riportati a terra e sono registrati.

Quindi l’ingegnere inglese Richard Godfrey non ha fatto altro che andare a ritrovare le registrazioni di quella notte in quell’area geografica. Un operazione inutile se fosse stata in mezzo all’Europa dove transitano centinaia di aerei ed è impossibile identificare di quale velivolo si tratti. Ma in quell’area non transitando altri aeroplani, è possibile correlare ogni disturbo al passaggio del MH-370.

Così adesso lo studio e i risultati dell’ingegnere inglese sono all’esame dell’agenzia australiana per la sicurezza del volo.

Perché l’Australia? Anche questa è una unicità del MH-370: di solito conducono le indagini per la sicurezza i Paesi in cui l’incidente si verifica o in cui ha sede la compagnia aerea. Ma quel tratto di mare così immenso e inadatto alla vita umana, ha come limite da un lato proprio l’Australia e di lì si sono mosse le varie missioni di ricerca. Consideriamo che Perth dista circa 2.000 km dall’area in cui si sono già svolte le ricerche e che, secondo l’ingegnere inglese, sarebbe quella in cui le parti più importanti del relitto del MH370 dovrebbero trovarsi.

Perché in effetti in questi anni alcune componenti più leggere dell’aereo, come parte dei piani di coda eccetera, sono state ritrovate sulle coste dell’Oceano Indiano, sull’isola di Madagascar, piccoli, impercettibili segnali che però indicano che la posizione del velivolo potrebbe essere quella ipotizzata dall’ingegnere inglese.
Se le autorità per la sicurezza del volo in Australia saranno convinte dei risultati proposti dal ingegnere britannico, le ricerche inizieranno di nuovo.

Volo MH-370 Volo MH-370 Un pezzo dell'aereo che è stato ritrovato

Intanto però MH-370 ha già superato, purtroppo, ogni record: per la sua ricerca è stata spesa la somma più alta mai impegnata per attività di questo tipo e il tempo dal momento dell’incidente, 8 anni tra pochi giorni, è il più lungo che sia trascorso per localizzare il relitto di un velivolo civile.

Come spesso accade nel campo della sicurezza del volo, tuttavia a parte il dolore dei familiari delle vittime, i costi per le assicurazioni e per la ricerca, l’incidente del MH-370 ha avuto anche dei riflessi positivi per la sicurezza.

L’ICAO (International Civil Aviation Organization), l’agenzia dell’ONU che dal 1944 si occupa delle norme per l’aviazione civile a livello mondiale, ha emesso una serie di raccomandazioni perché il volo degli aerei commerciali sia costantemente seguito anche nelle tratte oceaniche dove in alcuni casi il contatto radio non è più assicurato.

Oggi a 8 anni di distanza dagli eventi che hanno coinvolto l’MH-370, i voli sono ancora più sicuri e ogni velivolo viene tracciato costantemente a partire dalle comunicazioni dei piloti. Un ulteriore tassello per assicurare che, come avviene da molti anni, l’Aviazione rimanga il mezzo di trasporto più sicuro.

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