Via Tavares: torna l’ipotesi fusione con Renault?

Raphael Raduzzi

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Stellantis molla Tavares: può essere il preludio per una ulteriore fusione con Renault?

Via Tavares: torna l'ipotesi fusione con Renault?

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Nel giorno delle dimissioni di Carlos Tavares, per presunte divergenze con il Consiglio di amministrazione, il tonfo in borsa per Stellantis non si è fatto attendere.

Il titolo perde oltre il “7%”, in un annata terribile, non solo per il calo complessivo di circa il 42% per le azioni Stellantis, ma soprattutto per i dati reali. Con l’economia europea in aperto rallentamento, ed in alcuni casi di vera e propria recessione come per la Germania, a risentirne non poteva che essere (anche) il bene di consumo per eccellenza: l’automobile.

Ed infatti, il terzo trimestre di quest’anno le automobili consegnate sono state circa il 20% in meno rispetto allo scorso anno, con i ricavi che sono scesi di oltre il 27%. Ma il problema non è solo europeo: nel nord Europa le vendite sono calate di circa il 36%, un dato che segnala tutte le difficoltà non solo dovute alla congiuntura economica sfavorevole del gigante dell’auto italo-francese.
O forse sarebbe meglio dire franco-italiano, dato che le scelte industriali dalla fusione FIAT-Peugeot sono andate a vantaggio di quest’ultima e di converso gli stabilimenti penalizzati e demansionati sono stati quelli italiani. E proprio a questo proposito l’uscita di scena di Carlos Tavares ha riacceso la tanto chiacchierata ipotesi di ulteriore fusione: quella tra Stellantis e Renault.

Certo, in questo caso le proporzioni tra i due player sarebbero diverse, con Stellantis a fare la parte del leone con i suoi 68 e passa miliardi di capitalizzazione contro i 10 di Renault. Eppure tanto basterebbe per spostare ulteriormente gli equilibri patrimoniali, gestionali e quindi industriali del gruppo. Vale infatti la pena di ricordare che lo stato francese è ad oggi azionista di Stellantis con il 6% e del 15% in Renault.

Non c’è da stupirsi infatti che la mossa sarebbe più auspicata da Macron, in forte difficoltà sia sul piano politico – con il suo governo sempre più instabile – sia sul piano economico. Ovviamente i dubbi sulla sensatezza industriale rimangono: su molti modelli il target di riferimento è lo stesso, non vi sarebbe dunque una grande integrazione. Ma la paura dell’invasione delle elettriche cinesi, che sta facendo tremare anche le grandi case automobilistiche tedesche, potrebbe fare il resto e spingere per il consolidamento.

Sarà dunque la nuova Stellantis senza Tavares a guidare l’operazione? Lo vedremo. Quel che è certo è che sarebbe solo l’ennesimo colpo all’industria automobilistica italiana. Dopotutto l’altra notizia è che la famosa Ape della Piaggio non verrà più prodotta in Italia ma solo in Bharat. Chissà come si scrive ape in hindi.

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