Verso la PSD3: requisiti e prospettive della nuova strategia digitale dell’Europa

15 Novembre 2021 - 17:32

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Da PSD2 e Open Banking a PSD3 e Open Finance: ecco priorità e strategie definite dall’Europa con il Digital finance package e cosa aspettarsi dall’evoluzione normativa in ambito pagamenti innovativi.

Verso la PSD3: requisiti e prospettive della nuova strategia digitale dell'Europa

Sono passati due anni dall’entrata in vigore della PSD2 che già si parla di PSD3. La seconda direttiva sui servizi di pagamento, approvata con l’obiettivo di rendere il mercato europeo dei pagamenti più integrato ed efficiente, migliorare la parità di condizioni per i fornitori dei servizi di pagamento, rendere i pagamenti più sicuri e proteggere i consumatori dalle frodi, ha portato innovazioni chiave nell’ecosistema tecnologico e finanziario. Tuttavia oggi ci si chiede se sia necessario attendere la PSD3 per realizzare pienamente quanto promesso dalla PSD2 sul fronte Open API e Open Banking.

Come spiegato bene da Roberto Garavaglia, consulente esperto di sistemi di pagamento digitali e collaboratore del Politecnico di Milano, la commissione europea, nel corso del webinar “Oltre la PSD2: cosa attendersi dall’evoluzione normativa in ambito innovative payments?”, nel ribadire la propria forte convinzione del potenziale dell’Open Banking, è determinata a consolidare le previsioni della PSD2. Continuerà, inoltre, a collaborare con EBA per garantire l’eliminazione degli ostacoli ai servizi dei TPP e per promuovere un dialogo costruttivo tra tutte le parti interessate; sosterrà il completamento dei lavori relativi al Sepa API Access Scheme avviato nel 2019 e punta a presentare la proposta legislativa per un nuovo framework di Open Finance entro la metà del 2022.

Queste azioni di indirizzo strategico possono essere il presupposto per aprire la strada alla PSD3, che potrebbe eliminare la frammentazione includendo una specifica più precisa e concreta degli standard API, dei servizi di directory e dell’infrastruttura. 

Nell’attesa della PSD3 che cosa hanno iniziato a proporre con l’iniziativa digital finance package europeo già comunicata più di un anno fa a settembre 2020?

Digital finance package: cos’è

Il 24 settembre 2020 il regolamentatore europeo ha annunciato un corpus di norme per la finanza digitale che comprende strategie di finanza digitale e pagamenti al dettaglio e proposte legislative su criptovalute e resilienza digitale. La priorità è quella di ridurre la frammentazione del mercato unico digitale, garantire che il quadro normativo europeo favorisca l’innovazione digitale nell’interesse dei consumatori e dell’efficienza dei mercati e ridurre i rischi associati alla trasformazione digitale.

In sostanza lo scopo è quello di rafforzare la competitività e l’innovazione dell’Europa nel settore finanziario, affinché diventi un punto di riferimento globale. Si punta a offrire ai consumatori più scelta e opportunità nei servizi finanziari e nei pagamenti moderni, garantendo nel contempo la protezione e la stabilità finanziaria.

“Le misure odierne saranno fondamentali per sostenere la ripresa economica dell’UE in quanto sbloccheranno nuovi modi di convogliare i finanziamenti alle imprese europee, svolgendo al contempo un ruolo chiave nella realizzazione del Green Deal europeo e della nuova strategia industriale per l’Europa”, spiega la nota stampa della Commissione europea, che “mira a promuovere l’innovazione responsabile nel settore finanziario dell’UE, in particolare per le start-up digitali altamente innovative, attenuando al contempo i potenziali rischi legati alla protezione degli investitori, al riciclaggio di denaro e alla criminalità informatica”.

Verso la PSD3

All’interno del Digital Finance Package c’è la definizione di una strategia per i pagamenti retail. Si va verso la direzione della PSD3. Le sue priorità sono 4:

  1. Favorire la nascita di soluzioni di pagamento sempre più digitali e istantanee con portata paneuropea
  2. Facilitare lo sviluppo di mercati dei pagamenti al dettaglio innovativi e competitivi
  3. Rendere i sistemi di pagamento al dettaglio efficienti e interoperabili
  4. Efficientare i pagamenti internazionali (comprese le rimesse).

Come? Con le identità digitali a supporto dell’on-boarding digitale, con la creazione di una piattaforma di digital finance europea, Green Deal, il Cloud Computing, lo sviluppo di software per il mondo finanziario, l’Intelligenza Artificiale e l’Open Finance.

Dall’Open Banking all’Open Finance

Visto che l’abbiamo citata, vale la pena soffermarsi un attimo sul concetto e definizione di Open Finance.

Con questo termine si indica la condivisione dei dati B2B nel settore finanziario dell’UE e non solo. Con l’obiettivo di abilitare la progettazione di servizi in una più ampia visione europea di open asset sharing conomy, gli sviluppi già avviati con la PSD2 nella direzione dell’Open Banking saranno ulteriormente consolidati ed estesi, nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati e della concorrenza. La Commissione europea modificherà il quadro legislativo dell’Ue per garantire che le informazioni divulgate al pubblico siano disponibili in formati standardizzati e leggibili dalla macchina e creerà un’infrastruttura finanziata dall’Ue. Entro la metà del 2022 la Commissione europea presenterà la proposta legislativa per un nuovo framework di Open Finance prendendo le mosse dalle iniziative già previste dalla PSD2.

Si pensa che l’Open Finance possa portare migliori prodotti finanziari, una consulenza più mirata, un migliore accesso per i consumatori e transazioni B2B più efficienti. I fornitori di servizi offrirebbero servizi e prodotti più personalizzati e cuciti su misura per le esigenze dei clienti.

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