Vaccino AstraZeneca, seconda dose con un altro siero è possibile? Cosa fare ora

Fiammetta Rubini

13 Aprile 2021 - 09:17

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In Italia chi ha ricevuto il vaccino AstraZeneca farà la seconda dose con lo stesso siero. Tra ritardi e inconvenienti nella distribuzione, mixare due vaccini diversi potrebbe diventare inevitabile, ma le domande su sicurezza ed efficacia rimangono (ad oggi) senza una risposta univoca. Ecco cosa dicono gli esperti.

Vaccino AstraZeneca, seconda dose con un altro siero è possibile? Cosa fare ora

Dopo il parere dell’Ema sul vaccino AstraZeneca e i casi di trombosi, cambiano in Italia le raccomandazioni sull’uso del siero anglo-svedese. Adesso il vaccino Vaxzevria (nuovo nome di AstraZeneca) viene raccomandato per uso preferenziale agli ultrasessantenni, in quanto i rari eventi trombotici finora segnalati hanno riguardato le persone sotto i 60 anni.

Cosa succede ora a chi ha già fatto la prima dose del vaccino? Si può fare il richiamo con un altro siero (Pfizer o Moderna) oppure non è sicuro? Cosa succede se rifiuto la seconda dose? Ecco le cose da sapere.

Vaccino AstraZeneca, seconda dose con siero diverso si può? 



In mancanza di risultati scientifici evidenti, l’Oms suggerisce cautela nel mischiare due vaccini anti-Covid diversi, ma i Paesi si stanno muovendo in ordine sparso.

In Italia chi ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca e attende la seconda, da somministrare preferibilmente entro le 12 settimane, verrà vaccinato sempre con AstraZeneca. Come chiarito nelle Q&A dell’AIFA (Agenzia italiana del Farmaco):

Non ci sono ancora dati sulla intercambiabilità tra diversi vaccini, per cui chi si sottopone alla vaccinazione della prima dose con il vaccino Vaxzevria, continuerà a utilizzare il medesimo vaccino anche per la seconda dose.

Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova, ha spiegato che il vaccino AstraZeneca è efficace e sicuro e che se una persona non ha avuto problemi ed effetti collaterali con la prima dose non li avrà con la seconda. Lo ribadisce anche il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Franco Locatelli.

Contrario all’uso di due vaccini diversi il prof. Massimo Galli. Il primario infettivologo all’ospedale Sacco di Milano, in un’intervista al Mattino, ha detto che somministrare un vaccino diverso da AstraZeneca a chi attende la seconda dose “dal punto di vista tecnico è una prospettiva abbastanza orripilante e non ha senso. Chi non vuole fare la seconda dose del vaccino si tenga la sola prima dose e faccia l’esame anticorpale per vedere se c’è una risposta. Certo non è possibile fare dell’assurdo bricolage con i vaccini”.

La Germania e la Francia hanno dato l’ok al richiamo con Moderna o Pfizer per gli under 55 che hanno ricevuto AstraZeneca, e l’Australia ha raddoppiato le sue ordinazioni di Pfizer e cambiato la sua strategia vaccinale, raccomandando agli under 50 il siero Pfizer.

In un’intervista al Fatto Quotidiano il professor Sergio Abrignani, immunologo e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) ha detto che usare due vaccini diversi nell’uomo, uno con vettore virale e uno a base di Dna, non comporta rischi, anzi è immunologicamente molto superiore e ha senso. “Clinicamente non ci aspettiamo nessun effetto collaterale. L’Oms ha suggerito cautela, non perché si aspetti più rischi, ma perché la regola nel mondo occidentale è che dovrebbe esserci una sperimentazione clinica controllata. Attualmente è in corso in Inghilterra, i dati arriveranno a giugno. Dal punto di vista formale/regolatorio non si potrebbe fare, ma Germania e Francia l’hanno fatto perché hanno agenzie regolatorie nazionali”.

Cosa succede se mixo due vaccini diversi

Tra ritardi e inconvenienti nella distribuzione dei vaccini anti Covid, mixare vaccini diversi per la dose 1 e 2 potrebbe diventare inevitabile. Ma le domande riguardo sicurezza ed efficacia di questo approccio rimangono (ad oggi) senza una risposta certa.

Il sistema sanitario britannico e l’Università di Oxford stanno conducendo una sperimentazione clinica per verificare se è sicuro mixare i tipi di vaccino anti Covid dopo che il governo inglese ha dato ai medici il permesso di fare prima e seconda dose con due sieri diversi. La ricerca durerà 13 mesi e i primi risultati saranno noti a giugno.

Per il momento gli esperimenti sui topi hanno mostrato risultati promettenti in cui le combinazioni di Pfizer e AstraZeneca hanno potenziato l’immunità dei pazienti ma non ci sono prove che funzioni anche negli esseri umani, almeno non ancora.

“È anche possibile che combinando i sieri la risposta immunitaria sia migliore e vengano forniti livelli di anticorpi più elevati che durano più a lungo”, ha spiegato il prof. Jonathan Van-Tam, vice direttore medico e tra i responsabili dello studio inglese.

“Non sarebbe la prima volta che si tenta di mescolare due vaccini. Questo approccio è già usato per vaccinare contro il pneumococco, infezione batterica causata dallo Streptococcus pneumoniae che può portare polmonite e meningite”, ha detto la dottoressa Dana Mazo, epidemiologa de Monte Sinai Hospital di New York.

Nel caso dei vaccini per il Covid, bisogna capire quale effetto può causare il mix tra AstraZeneca, che usa la tecnologia vettoriale dell’adenovirus, e Pfizer e Moderna che sono vaccini a mRNA. Entrambi contengono istruzioni che dicono alle nostre cellule di produrre la proteina spike del virus SARS-CoV-2 e fanno sì che l’organismo sviluppi una risposta immunitaria che ci protegge in caso di esposizione al virus. Ma la differenza sta nel modo in cui questi vaccini trasportano le informazioni.

Pertanto mixare il vaccino AstraZeneca con il vaccino Pfizer o Moderna sarebbe un approccio nuovo per il quale occorrono studi approfonditi. Al momento i decisori concordano che sia meglio usare lo stesso vaccino in una o due dosi finché non ne sapremo di più.

Cosa succede se salto o ritardo la seconda dose del vaccino AstraZeneca?

Saltare la seconda dose può ridurre l’efficacia e potenzialmente la durata dell’immunità. Infatti nei soggetti vaccinati che hanno ricevuto la seconda dose dopo 12 settimane dalla prima l’efficacia dopo 14 giorni dall’iniezione è stata dell’82,4%.

Inoltre, secondo uno studio condotto dall’università di Princeton pubblicato su Science ritardare la seconda dose del vaccino può essere pericoloso a lungo termine in quanto l’immunità imperfetta può aumentare il rischio di nuove varianti virali e nuove ondate di contagi.

Diverso il caso di coloro che sviluppano l’infezione da SARS-CoV-2 dopo la prima dose di vaccino: le linee guida ministeriali chiariscono che non devono ricevere la seconda dose e saranno presi in carico per la gestione del richiamo.

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