Vaccino, AstraZeneca ammette errore nella produzione ma è una buona notizia

Martino Grassi

26 Novembre 2020 - 13:42

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AstraZeneca ammette di aver commesso un errore nella produzione del vaccino contro la Covid-19 ma è una buona notizia. Ecco perché.

Vaccino, AstraZeneca ammette errore nella produzione ma è una buona notizia

Da AstraZeneca arriva la conferma che durante la produzione del vaccino contro la Covid-19 ci sono stati degli errori, ma che tuttavia hanno permesso di fare un’importante scoperta sull’efficacia dell’antidoto proposto da Oxford.

L’azienda farmacologica infatti si è trovata davanti a un fortuito caso che gli ha permesso di scoprire una maggiore efficacia nella somministrazione di mezza dose di vaccino, anziché una completa, un’ipotesi controintuitiva a cui gli scienziati non avevano pensato.

Vaccino, AstraZenace ammette errori, ma è una buona notizia

Una scoperta fatta per caso che ha permesso di rivelare una maggiore efficacia del vaccino se somministrato ad un dosaggio inferiore. I ricercatori hanno notato che un gruppo di pazienti non mostrava fatica, dolore o arrossamento nel luogo dell’iniezione dopo aver somministrato il vaccino. Dopo essersi interrogati sulle possibili cause hanno scoperto che le fiale utilizzate contenevano una quantità di principio attivo dimezzata rispetto a quella indicata sull’etichetta.

“L’errore avvenuto nella fase di produzione”, precisa la casa farmaceutica, in una struttura terza, tuttavia la sperimentazione è continuata, e si è passati da un’efficacia al 62%, generata da una dosa completa, al 90% con una mezza dose. I motivi dell’incremento degli effetti del vaccino sarebbero spiegabili dal fatto che il sistema immunitario “viene attivato dalla dose giusta per lui”, spiega Sarah Gilbert, la scienziata di Oxford che dirige l’équipe, e non necessariamente da una dose maggiore.

Continua la sperimentazione di AstraZeneca

Per il momento solo un gruppo molto ristretto di volontari ha ricevuto mezza dose di vaccino, circa 2.700 persone su un campione totale di 23.000. Inoltre si trattavano di persone giovani al di sotto dei 55 anni, e dunque è ipotizzabile, che la maggiore efficacia registrata sia dovuta proprio all’età dei volontari, che hanno risposto meglio al vaccino, spiega Oxford in una nota di mercoledì. Il vaccino di AstraZeneca tuttavia si è rivelato essere molto efficace anche negli anziani.

Un altro fattore che potrebbe aver causato una maggiore efficacia del vaccino sarebbe rintracciabile anche in una possibile suscettibilità delle fluttuazioni statistiche che hanno riguardato un numero troppo piccolo di soggetti. Proprio per questo motivo AstraZenaca ha deciso di proseguire con la ricerca e tra qualche giorno dovrebbe essere in grado di pubblicare i dati delle sue sperimentazioni sulle riviste scientifiche, alla quale seguirà un’eventuale approvazione del vaccino fa parte delle autorità regolatorie prevista tra circa un mese.

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