Unicredit: è arrivato il momento della fusione con Commerzbank?

La fine del fidanzamento tra Deutsche Bank e Commerzbank fa tornare d’attualità il possibile matrimonio della seconda banca tedesca con UniCredit. L’istituto guidato da Jean Pierre Mustier ha già un piano.

Unicredit: è arrivato il momento della fusione con Commerzbank?

Il fallimento delle trattative per il matrimonio tra Deutsche Bank e Commerzbank (Saltata la fusione Deutsche Bank-Commerzbank) non ferma il processo di consolidamento europeo, anzi.

Se per Commerzbank si torna a parlare di una fusione con la nostra UniCredit, il n.1 di DB, Christian Sewing, non ha perso tempo per precisare che il gruppo intende giocare un ruolo attivo nella complessa partita che definirà gli equilibri del settore nei prossimi anni.

“Mi aspetto ancora un consolidamento bancario in Europa nei prossimi anni e non voglio solo guardare, voglio essere attore”, ha detto il manager nel corso di un’intervista concessa alla testata Bild.

Secondo i ben informati, Deutsche Bank sarebbe pronta a consolarsi tramite un accordo tra la sua divisione di asset management (Dws) e competitor come Ubs, Allianz e Amundi.

Oggi l’istituto con sede a Francoforte ha fatto sapere di aver chiuso il primo trimestre con un utile in aumento a 201 milioni di euro, al di sopra dei 130,5 milioni stimati dagli analisti, ma di aver tagliato la guidance sul fatturato 2019 (Deutsche Bank: utile batte le stime ma pesa taglio guidance).

UniCredit-Commerzbank: si inizia a fare sul serio?

Come era logico attendersi, lo stop alle trattative tra i due istituti tedeschi ha fatto tornare d’attualità il terzo incomodo: UniCredit (Unicredit - Commerzbank, matrimonio (im)possibile? Cosa dicono gli esperti).

Secondo i rumor riportati dal quotidiano “La Stampa”, l’istituto guidato da Jean Pierre Mustier punterebbe ad entrare nella partita.

Nello specifico, la banca di Piazza Gae Aulenti avrebbe intenzione di fondere Commerzbank con la HypoVereinsBank (Hvb), la banca tedesca già controllata dal gruppo italiano e fortemente radicata nel ricco sud della Germania.

L’operazione, rilevano gli esperti, avrebbe senso da punto di vista industriale: Unicredit è ben radicata nel segmento corporate, Commerzbank spicca invece nell’asset management e nella clientela retail.

“Abbiamo sempre detto che l’Europa ha bisogno di banche più grandi ma anche che le combinazioni sono difficili e la loro probabilità è molto bassa”, aveva detto Mustier nel corso dell’assemblea dei soci lo scorso 11 aprile.

Commerzbank: UniCredit e BNP in pole

UniCredit non è l’unico pretendente: tra i nomi circolati nelle scorse settimane ci sono anche ING, BNP Paribas e Santander.

“I pretendenti più probabili sono l’italiana UniCredit e la francese Bnp Paribas”, ha detto all’agenzia Reuters Fabrice Theveneau, responsabile global equities di Lyxor.

Particolarmente favorevole alla fusione con DB, il governo tedesco, azionista con il 15% di Commerzbank, potrebbe non essere altrettanto entusiasta nel caso di operazione transfrontaliera.

Azioni UniCredit in parità

Partite in rosso, a circa un’ora dall’avvio delle contrattazioni è stato toccato un minimo sotto quota 12 euro a 11,85, le azioni UniCredit poco prima del giro di boa scambiano a 12,04 euro, -0,13% rispetto al dato precedente.

Rispetto a tre mesi fa le azioni UniCredit segnano un rialzo superiore ai 13 punti percentuali mentre il confronto annuo evidenzia un calo del 33,2%.

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