USA, il coronavirus terza causa di morte nel 2020

Mario D’Angelo

31/03/2021

05/07/2021 - 16:40

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Nel 2020, il coronavirus è stata la terza causa di morte negli Stati Uniti, che hanno registrato un incremento di decessi del 16%.

Nel 2020, il coronavirus è stato la terza causa di morte negli Stati Uniti, dopo infarto e cancro. Lo comunicano i Centers for Disease Control and Prevention statunitensi( CDC). Negli USA; i morti annuali in totale sono stati 3,3 milioni, un incremento del 16% rispetto al 2019.

Il tasso di mortalità maggiore è stato riscontrato fra gli individui di sesso maschile con più di 85 anni di età e fra persone nere, nativi americani e nativi dell’Alaska.

Coronavirus terza causa di morte negli Stati Uniti nel 2020

Le settimane più tetre, negli Stati Uniti, l’anno scorso sono state quelle del picco delle prime due ondate: il primo periodo si è concluso l’11 aprile, con quasi 79.000 decessi, il secondo il 26 dicembre, con oltre 80.600 morti.

Il coronavirus è stata la causa di 345.323 morti, un numero superiore a quelli causati da incidenti, ictus, malattie respiratorie croniche, Alzheimer, diabete, influenza e polmonite, e malattie ai reni.

L’agenzia statunitense ha detto di aver potuto comunicare i risultati con mesi di anticipo grazie a “miglioramenti nella tempestività e al bisogno impellente di dati aggiornati e di qualità durante la pandemia globale di Covid-19”.

La direttrice dei CDC, Rochelle Walensky, ha detto che la diffusione dello studio dovrebbe servire “da catalizzatore” per convincere la cittadinanza a ridurre i contatti e farsi vaccinare quando arriva il proprio turno.

Ma quest’anno rischia di non andare molto meglio.

OMS avverte su incremento contagi: USA e Italia nella top ten

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in guardia dall’aumento dei casi e delle morti delle ultime settimane. “Siamo nel nostro secondo anno di pandemia. C’è molta frustrazione e fatica fra chi vuole che questa pandemia finisca, ma con l’incremento della trasmissione stiamo andando nella direzione sbagliata”, ha detto la dottoressa Maria Van Kerkhove, dirigente OMS per l’emergenza.

Nell’arco dell’ultima settimana, i casi sono aumentati del 14%, nonostante la campagna vaccinale - almeno nei Paesi ricchi - sia attiva da ormai tre mesi.

I Paesi con gli incrementi dei contagi maggiori sono stati Italia, Germania, Brasile, Turchia, Polonia, Ucraina, Filippine, Iran e Stati Uniti.

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