USA, default: La «Banda dei 6» salverà gli Stati Uniti?

Nadia Fusar Poli

24 Luglio 2011 - 15:09

USA, default: La «Banda dei 6» salverà gli Stati Uniti?

Prima di tutto, chi è la «Banda dei 6»?

La «Banda dei 6» è un gruppo di sei senatori, tre democratici (Mark Warner, Dick Durbin, Kent Conrad) e tre repubblicani (Saxy Chambliss, Mike Crapo, Tom Coburn). I sei senatori si erano uniti all’inizio di quest’anno con il compito di integrare le raccomandazioni della commissione Simpson-Bowies (commissione fiscale del presidente Obama).

Dopo settimane di stallo tra i repubblicani e i democratici di Obama, la Banda è uscita allo scoperto con alcune proposte, che potrebbero portare entrambi gli schieramenti ad incontrarsi, a metà strada. Quelle delle rifrorme e dei tagli.

Le proposte del gruppo saranno incentrate sulla stretta della spesa (in altre parole, misure di austerità), così come su alcuni grandi cambiamenti nella legge di riforma fiscale, che porterebbero ad una sforbiciata da $ 3,7 miliardi di dollari in tagli del deficit nei prossimi 10 anni. Ecco alcune delle proposte:

Ridurre drasticamente le spese discrezionali. Il governo taglierà la spesa di 500 miliardi dollari nel corso dei prossimi dieci anni, con l’accento sulla riduzione per le spese militari e di difesa.

I “tappi” alla spesa da ora fino al 2015. Questo è simile alla proposta «Cut, Cap, and Balance» (Taglia, Tappa e Pareggia) di mantenere la spesa al 18% del PIL. La proposta della Banda avrà un maggiore margine di manovra e sarà più vicina al 25% del PIL.

Riforma dei programmi di assistenza sociale. La proposta potrebbe portare a importanti riforme dei programmi sociali come “Medicare” e “Medicard”, più specificamente per quanto dovrebbe essere speso.

Revisione del codice fiscale vigente. Nel dettaglio, ci si concentrerà sull’eliminazione del programma Alternative Minimum Tax e su altri sgravi fiscali e scappatoie, in cambio di aliquote fiscali complessive più basse.

Questa proposta raggiunge un compromesso tra i democratici e i repubblicani. In altre parole, la «Banda dei 6» propone un taglio delle tasse e un aumento delle tasse, allo stesso tempo. In pratica , si traduce con un “prendere due piccioni con una fava”!

A quanto pare, è tutta solo una questione di prospettiva. Da un lato, la proposta si tradurrebbe in un aumento di 1.000 miliardi dollari di tasse se si assume che le politiche attualmente in vigore, compresi i tagli fiscali di Bush che dovrebbero concludersi alla fine del 2012, continuino all’infinito.
D’altra parte, se si assume che i tagli fiscali di Bush si concludano nel 2012 (e con essi, il servizio ATM banking), la proposta della «Banda dei 6» sarebbe in realtà frutto di un taglio fiscale di 1.500 miliardi dollari . Questo perché tale scenario prenderebbe in considerazione il fatto che la maggior parte della classe media americana sarebbe disposta a pagare con il bancomat.

La cosa più importante è capire come questa proposta possa avere un impatto sul dollaro statunitense e sul mercato del Forex.

Il 2 agosto, termine ultimo per la questione del debito, si avvicina. Non è servito che l’ agenzia di rating Moody abbia recentemente osservato che, anche qualora venisse aumentato il massimale del debito degli Stati Uniti, non potrebbe garantire che il prezioso rating tripla A della nazione, sia al sicuro da un downgrade.

L’ USDX scivola sempre più vicino al punto critico di 75,00. Anche se gran parte del declino del dollaro può essere imputato alla maggiori probabilità di un QE3, la prospettiva incombente di un default del debito americano sta contribuendo alla debolezza del dollaro.

Anche se il governo degli Stati Uniti sembra pensare che l’inadempienza non sia un opzione, pare che non abbiano più altri assi nella manica. Dopo tutto, hanno già sollevato il tetto del debito cinque volte negli ultimi dieci anni. Ma se questa proposta della Gang of Six andrà oltre e sarà sufficiente per tenere a bada un downgrade del credito, il dollaro (USD) potrebbe recuperare alcune delle sue pesanti perdite delle scorse settimane.