UBS, MAXI PERDITA- Il principale azionista di UBS ha rotto il suo silenzio sullo scandalo dei 2,3 miliardi dollari - la maxi perdita subita dal colosso bancario svizzerro per un’operazione di trading non autorizzata - che ha travolto il gruppo svizzero, criticando le «falle» nel sistema dei controlli della banca, prima di una cruciale riunione del consiglio di UBS a Singapore.
Government of Singapore Investment Corporation (GIC), fondo sovrano del Singapore e primo azionista dell’istituto svizzero, subiva già una sostanziale perdita sul suo pacchetto azionario in UBS, pari al 6,4 per cento, prima della rivelazione choc della scorsa settimana.
Oswald Grübel, amministratore delegato di UBS, ha incontrato GIC durante il booard della banca, riunitosi a Singapore - UBS è uno dei maggiori sponsor di Formula Uno e proprio nella repubblica asiatica si terrà il prossimo Gran Premio - per esaminare le implicazioni dello scandalo, e considerare cambiamenti radicali nel modello di business.
«Abbiamo discusso del presuno trading fraudolento che ha procurato gravi perdite finanziarie per UBS», ha detto GIC in una dichiarazione. «GIC ha espresso disappunto e preoccupazione per l’accaduto e ha esortato UBS a intervenire con fermezza per ripristinare la fiducia nella banca». Secondo fonti Reuters il GIC ha perso circa il 77% del suo investimento di 11 miliardi di franchi nella banca svizzera. Forse un campanello d’allarme per una imminente riduzione degli investimenti nella banca elvetica, di cui CIG non ha tuttavia fatto menzione. A questo fa eco il recente annuncio della Bank of China di voler interrompere le contrattazioni sugli swap con UBS, principalmente a causa dei danni di immagine.
Grübel, veterano bancario di 67 anni, ha preso in mano le redini di UBS dopo il suo quasi-collasso durante la crisi che ha costretto la banca a chiudere per tre anni consecutivi i propri esercizi in rosso, sino al 2009. Oggi il Ceo di UBS è sottoposto a forte pressione, in particolare in Svizzera, dove i politici e l’opinione pubblica si sono appigliati alle sventure e ai guai della banca come prova del fatto che il settore richiede controlli molto più rigorosi e una regolamentazione più chiara e severa, mentre gli elettori sono ancora contrariati per il salvataggio della banca da parte del Governo, al culmine della crisi.
Crescono le voci su possibili dimissioni di Oswald Grübel. In molti sono fiduciosi che Grübel sarà in grado di superare la tempesta. «Chi crede che Ossie Grübel stia per cedere alle pressioni chiaramente non ha mai incontrato Ossie Grübel,» ha detto un alto dirigente UBS. Secondo indiscrezioni raccolte dal Financial Times, il favorito per succedere all’attuale amministratore delegato UBS sarebbe Sergio Ermotti, 51 anni, attualmente capo delle operazioni europee di UBS.
La voragine da 2,3 miliardi di dollari procurata a UBS è futto di uno schema basato su operazioni rischiose e illecite, realizzato su un arco temporale di almeno un triennio. Ubs può tuttavia ritenersi fortunata dato che, secondo alcune stime, potevano essere mandati in fumo ben 10 miliardi di dollari.
Adoboli operava con lo strumento finanziario Delta One degli ETF, Exchange Traded Funds, il complesso e sempre più popolare veicolo di frode, che secondo alcuni analisti faciliterebbe gli imbrogli e andrebbe perciò rivisto come un mezzo speculativo troppo rischioso. Il giovane trader UBS eseguiva operazioni di copertura mediante le quali le transazioni apparivano regolari nel sistema della banca.