Turchia: inflazione al 61%, la più alta da 20 anni

Violetta Silvestri

4 Aprile 2022 - 11:09

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In Turchia l’inflazione ha raggiunto un nuovo pesante record, con prezzi mai così alti da 20 anni. Lira debole e costi energetici e dei beni alimentari sempre più alti sono la sfida di Erdogan.

Turchia: inflazione al 61%, la più alta da 20 anni

Turchia: inflazione di marzo ai massimi da 20 anni.

Alimentato dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime anche in seguito al conflitto Russia-Ucraina, il tasso inflazionistico sta gravando sulla lira, crollata alla fine dell’anno scorso.

I prezzi turchi sono in corsa dallo scorso autunno, quando la valuta nazionale è affondata sotto i colpi della banca centrale, che ha lanciato un ciclo di allentamento dei tassi di interesse di 500 punti base a lungo fortemente voluto dal presidente Erdogan.

La Turchia sempre più pressata a livello economico: cosa significa l’inflazione al 61%?

Inflazione turca sempre più allarmante: +61% a marzo

I dati hanno parlato chiaro sull’allarme inflazione in Turchia: i prezzi al consumo sono aumentati del 61,1% annuo durante il mese scorso, rispetto al 54,4% di febbraio.

L’inflazione mensile è stata del 5,46%.

Il comparto energetico ha visto un’impennata dei prezzi del 102,9% dall’83% di febbraio, trainata dai prodotti raffinati e dal gas naturale sempre più costosi, nonostante i tagli alle tasse.

I prezzi dei generi alimentari, che costituiscono circa un quarto del paniere dei consumatori, sono schizzati del 70,3% annuo, dal 64,5% dello stesso periodo.

I dati hanno anche mostrato che l’indice dei prezzi alla produzione è salito del 9,19% su base mensile a marzo per un aumento annuo del 114,97%.

Anche prima che l’invasione russa dell’Ucraina facesse impennare il costo dell’energia, la Turchia era già alle prese con l’inflazione più alta da quando il partito del presidente Recep Tayyip Erdogan è salito al potere quasi due decenni fa.

L’aumento vertiginoso del costo della vita ha colpito il sostegno del leader turco nei sondaggi. Ma Erdogan, autodefinitosi “nemico dei tassi di interesse”, ha rifiutato di consentire alla banca centrale del Paese di aumentare i costi di finanziamento.

Intanto, la lira si è indebolita dello 0,1% rispetto al dollaro a 14,71. La valuta, però, è crollata del 44% nel 2021 ed è un altro 10% più debole finora quest’anno.

Quale strategia economica di Erdogan?

Il Governo ha affermato che l’inflazione diminuirà con il suo nuovo programma economico, che dà la priorità ai bassi tassi di interesse per aumentare la produzione e le esportazioni e mira a raggiungere un avanzo delle partite correnti. Funzionari hanno insistito che l’inflazione scenderà a una cifra l’anno prossimo.

La banca centrale ha mantenuto il suo tasso di riferimento stabile al 14% in tre riunioni di quest’anno e ha dichiarato che le misure e le misure politiche daranno la priorità alla «lira-izzazione» nel mercato nel tentativo di sostenere la valuta.

Gli economisti, però, ritengono che gli aumenti dei prezzi turchi rimangano elevati per il resto dell’anno, con la stima mediana dell’inflazione di fine 2022 al 52,2%, rispetto al 38% di un sondaggio Reuters condotto un mese fa.

“Le politiche della banca centrale semplicemente non funzionano per contrastare l’inflazione. In effetti, penso che il consenso schiacciante sia che le impostazioni politiche non ortodosse della banca siano una delle principali cause di inflazione. La guerra in Ucraina sta solo peggiorando le cose”, ha affermato Tim Ash di BlueBay Asset Management

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