Tullio Del Sette shock: il comandante generale dei Carabinieri indagato per favoreggiamento

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Indagato il comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette nell’ambito delle indagini sugli appalti Consip. E nella vicenda si parla anche di un possibile coinvolgimento del padre di Matteo Renzi.

Tullio del Sette: clamorose rivelazioni de Il Fatto Quotidiano riguardo al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri.

Secondo l’edizione online del giornale, infatti, Tullio del Sette sarebbe indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto istruttorio nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Consip.

Una notizia che se confermata avrebbe del clamoroso. Nell’inchiesta inoltre si parla anche del padre dell’ex premier Renzi, Tiziano Renzi, che nonostante non sia stato indagato viene tirato in ballo nelle carte in mano della Procura.

Come rivelato da Il Fatto Quotidiano, nel corso delle indagini la Procura di Napoli è venuta a sapere del coinvolgimento (probabile) di Tullio Del Sette nella vicenda dell’appalto FM4, una mega gara di facility management divisa in diversi lotti.

Tre di questi dovevano essere aggiudicati alla società facente capo ad Alfredo Romeo accusato poi di aver corrotto Marco Gasparri, alto dirigente della Consip. Quale ruolo potrebbe aver avuto Tullio Del Sette, comandante generale dei Carabinieri, nella vicenda? Facciamo chiarezza analizzando le ultime rivelazioni riportate da Il Fatto Quotidiano.

Tullio Del Sette, ecco perché il comandante generale dei Carabinieri è indagato

Come riportato da Il Fatto Quotidiano, è stato Luigi Marroni, ceo della Consip non indagato, a riportare alcuni dettagli scottanti della vicenda dell’appalto FM4.

Al centro delle indagini figura l’appalto per il Facility management denominato appunto FM4 riguardante l’affidamento dei servizi gestionali di uffici pubblici, università e centri di ricerca.

Vicenda nella quale è coinvolto Carlo Russo, imprenditore di Scandicci e amico di Tiziano Renzi e molto legato ad un altro personaggio chiave dell’indagine: Alfredo Romeo. Questo è accusato di corruzione per i suoi rapporti con Consip e anche lui è molto legato a Tiziano Renzi e sua moglie Laura.

Nel dettaglio, secondo i magistrati ci potrebbe essere una relazione corruttiva fra Romeo e Gasparri, direttore Sourcing Servizi e Utility di Consip. Quest’ultimo infatti avrebbe ricevuto delle tangenti dall’imprenditore napoletano al fine di “cucire su misura” gli appalti gestiti dalla Consip per le aziende di Romeo.

Marroni, sentito dai pm lo scorso martedì, ha dichiarato che il presidente della Consip Luigi Ferrara gli rivelò di essere stato già messo in guardia; ed è qui che entra in gioco Tullio Del Sette. Fu proprio il comandante generale dei Carabinieri, infatti, a dire a Ferrara di stare attento agli incontri che solitamente teneva con gli imprenditori e in particolare con Alfredo Romeo. Questa rivelazione naturalmente ha stupito i pm che hanno subito contattato Ferrara, che ha confermato tutto:

“Sì è vero. Io riferii la cosa all’amministratore delegato Marroni per consigliare anche a lui le migliori regole di ingaggio per gli imprenditori, ma non ricordo ora di avere parlato di Romeo.”

Perché Del Sette ha deciso di avvertire il presidente della prima stazione appaltante d’Italia riguardo ai suoi incontri con un imprenditore indagato, ma solamente in segreto? E stupisce il fatto che dopo quell’avvertimento Marroni decise di chiamare una società privata per far bonificare gli uffici della Consip, una procedura inusuale.

A quanto pare però la fuga di notizie avrebbe danneggiato le indagini, proprio nel momento in cui il cerchio si stava stringendo intorno alla figura di Carlo Russo, l’imprenditore amico di Tiziano Renzi. Di questa indagine comunque si è parlato già lo scorso 6 novembre, quando il giornale diretto da Maurizio Belpietro, La Verità, pubblicò un articolo in cui c’era scritto che il “babbo di Renzi è agitato per un’inchiesta di una Procura del Sud, dovrebbe essere Napoli”.

Indiscrezioni che a quanto pare si sono rivelate azzeccate, anche se al momento Tiziano Renzi non figura nel registro degli indagati. Discorso differente per Tullio Del Sette, che invece in questa vicenda potrebbe aver avuto un ruolo di primo piano.