Azioni Eni: primo trimestre in calo, confermati target produzione 2019

Trimestrale Eni: azioni in calo in Borsa Italiana dopo i risultati. L’azienda guidata dall’amministratore delegato Claudio Descalzi ha confermato gli obiettivi di crescita della produzione per l’anno in corso. Tutti i dati del primo trimestre 2019

Azioni Eni: primo trimestre in calo, confermati target produzione 2019

La prima trimestrale 2019 di ENI ha riportato le azioni societarie sotto i riflettori di Borsa Italiana.

I conti della quotata sono stati archiviati con risultati economici inferiori alle attese del mercato. Tutto ciò ha riportato le azioni Eni sotto i riflettori degli investitori. Subito dopo la pubblicazione dei conti le quotazioni di Eni hanno ampliato il passivo a Piazza Affari. Al momento della scrittura segnano un prezzo di 15,60 euro, in calo di circa 1,4 punti sulla chiusura di ieri.

Azioni Eni: i conti del primo trimestre 2019

I risultati del primo trimestre 2019 di Eni possono essere così sintetizzati:

  • Utile operativo adjusted: 2,35 miliardi
  • Utile netto adjusted: 0,992 miliardi nel trimestre
  • Utile netto: 1,09 miliardi.
  • Generazione di cassa operativa: 2,1 miliardi.

Eni ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto adjusted in calo dell’1,4% a 992 milioni di euro, sotto le stime che erano di 1,05 miliardi. La produzione è diminuita dell’1,9% a 1.832 kboe/d (1.851 kboe/d il consensus).

Risalendo il conto economico emerge una flessione anche sugli aggregati operativi: l’utile operativo adjusted è sceso dell’1,1% a 2,354 miliardi, rispetto ai 2,53 miliardi attesi dal consensus elaborato da Bloomberg. La società precisa in una nota che «l’utile operativo del 2019 sconta lo storno di un profitto per utili interni prodotti ma non ancora realizzati con terzi per 134 milioni (+58 milioni nel primo trimestre 2018)».

La generazione di cassa operativa di Eni nel periodo gennaio-marzo ha prodotto 2,1 miliardi di euro. Eni precisa che questa cifra include un pagamento straordinario per la definizione di un arbitrato (330 milioni). «Escludendo dal valore 2019 tale pagamento ed il beneficio apportato dall’IFRS 16, risultato in linea con il primo trimestre 2018», si legge nel comunicato.

L’indebitamento finanziario netto si attesta a 14,5 miliardi di euro, di cui circa 2 miliardi relativi alla lease liability di competenza dei partner nelle joint operation upstream operate da Eni. «Escludendo integralmente l’effetto dell’applicazione dell’IFRS 16, il debito netto si ridetermina in 8,68 miliardi di euro», ha spiegato ancora la società.

Il dettaglio delle business unit di Eni

Nel dettaglio, la divisione Exploration & Production ha segnato un +10,7% a 2.308 milioni (2.350 milioni il consensus), mentre la divisione Gas & Power ha registrato un +15,5% a 372 milioni (270 milioni).

Risultati negativi per l’attività di Refining & Marketing e per la Chimica, rispettivamente per 9 milioni (+18 milioni nel primo trimestre 2018) e per 46 milioni (+59 milioni nel primo trimestre 2018).

Eni conferma gli obiettivi di crescita della produzione

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Claudio Descalzi ha confermato gli obiettivi di crescita della produzione nel 2019: secondo le proiezioni fornite da Eni la produzione di idrocarburi quest’anno crescerà del 2,5% con il Brent a 62 dollari al barile e al netto delle operazioni di portafoglio.

Descalzi (Ad Eni): qualità e robustezza del portafoglio ordini

Per l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi i risultati diffusi oggi confermano la qualità e la robustezza del portafoglio ordini della società, «capace di coprire nel 2019 costi, investimenti e dividendi a un prezzo Brent di 55 dollari e di generare, in caso di prezzi superiori come nel momento attuale, cassa in eccesso».

«Sono molto soddisfatto dell’eccellente performance industriale e finanziaria realizzata da Eni nel primo trimestre 2019», ha detto il numero uno della società, sottolineando come la gestione del primo trimestre abbia generato «un flusso di cassa da risultato di 3,42 miliardi, in crescita dell’8% e superiore di 1,5 miliardi agli investimenti di periodo, che sono stati pari a circa 1,9 miliardi, in linea con le aspettative di un valore di 8 miliardi ad anno intero».

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