Tremonti non reagisce, l’Italia fallirà

Redazione

6 Agosto 2011 - 12:20

Tremonti non reagisce, l’Italia fallirà

Quasi un mese fa si parlava di un possibile default dello stato italiano, sostenendo che in fin dei conti l’Italia è un pesce troppo grosso per fallire, che Tremonti avrebbe stretto ancor di più la cinghia, l’Europa avrebbe assicurato garanzia estese sul debito italiano e la vicenda si sarebbe conclusa con un paese stritolato da rigore ed indebitamento ed una serie di soggetti felici di aver ottenuto titoli di stato ad un ottimo interesse con livelli di sicurezza effettivi pari ad uno stato europeo forte come la Germania.

Tutto il gioco di cui sopra si regge su un meccanismo collaudato che prevede che i vari attori in gioco recitino ognuno il suo solito copione: gli speculatori prendono spunto da una situazione difficile per causare crolli e quindi panico, i media non fanno nulla per placare il terrore ma anzi lo acuiscono e lo rafforzano, i governi, presi dalla paura e dall’aria pesante che tira nel paese, procedono ad accettare condizioni assurde sul debito o salvataggi opinabili nel tentativo di salvare la situazione, ovvero lo status quo che infonde tanta sicurezza a tutti.

Alla fine della tempesta gli speculatori sono più ricchi, i governanti una specie di eroi ed i cittadini più poveri, meno liberi, ma più tranquilli e sicuri.

Questa volta però, forse per una mossa studiata o forse per una strana coincidenza storica, non tutti gli attori sembrano pronti a giocare secondo le solite regole.

Speculatori e media stanno giocando la solita partita perfetta, sono i cittadini ed i governi che stanno attuando una strategia strana: da una parte i popoli «nordici» dell’Europa, quelli con i conti in ordine, si sono stufati di pagare e garantire per i fanfaroni della zona Euro e fanno pressione sui loro politici per smontare ogni forma di garanzia e protezione del sostegno reciproco europeo (in ultimo l’ESFS, che se fosse rimasto invariato nella sua forma originale avrebbe probabilmente chiuso la partita ed invece a forza di emendamenti è diventato una nuova miccia).

Qui in Italia Tremonti ha sospeso le aste di titoli di stato per agosto, un pò per non avere rogne durante le meritate ferie, un pò per far placare le acque togliendo carne fresca da spolpare agli squali, un pò perchè se la speculazione spinge così forte per il default dell’Italia evidentemente il paese è fallito, e allora che abbiano il loro default.

Come già sottolineato nel pezzo linkato all’inizio di questo articolo, ci sarebbe da dispiacersi se l’Italia non fallisse, almeno dal punto di vista dei cittadini italiani che lavorano e pagano le tasse.

Da un default avrebbero da perdere coloro che hanno accumulato titoli di stato (la buona notizia è che molti sono all’estero) e coloro che sullo status quo italiano prosperano ed arricchiscono, ma si tratta perlopiù di figure di cui la maggior parte dei cittadini vuole liberarsi da tempo.

Pertanto, ben venga il default, ben venga l’immobilismo di Tremonti. Forse sarà un disastro, ma in compenso ci sarà l’opportunità di ripensare e ricostruire un paese che nei decenni ha accumulato e cristallizzato tante, troppe storture.