Trading e minute dalle banche centrali: cosa accadrà questa settimana?

Federica Agostini

16 Luglio 2012 - 17:47

Trading e minute dalle banche centrali: cosa accadrà questa settimana?

A quanto pare, questa sarà la settimana delle Minute delle Banche Centrali; Reserve Bank of Australia, Bank of Japan e Bank of England si incontreranno per valutare e decidere il futuro delle economie dei rispettivi paesi; a questo proposito può essere utile fare un piccolo punto della situazione.

Reserve Bank of Australia

Quando? Martedì 17 luglio 2012

Cosa è stato detto durante l’ultimo incontro?

Due settimane fa, la RBA ha deciso di mantenere i tassi di interesse stabili al 3.50% dopo aver decurato i costi per quattro volte dallo scorso novembre.

Glenn Stevens, capo della RBA ha dichiarato il suo ottimismo nei confronti dell’economia mondiale; inoltre, l’andamento della crescita economica in Australia ha superato di poco le aspettative.

Cosa ci si aspetta?

E’ possibile che le minute della Reserve Bank of Australia riflettano il tono ottimistico della banca centrale, senza mostrare il recente disappunto sugli ultimi dati relativi al tasso di disoccupazione in Australia o le preoccupazioni generate dall’andamento del PIL in Cina.

Ad ogni modo, visti i risultati relativi all’occupazione è difficile immaginare come gli investitori possano celebrare positivamente l’ottimismo della Reserve Bank of Australia nei confronti dell’economia mondiale.

Tuttavia, le minute saranno fondamentali per chi segue il Dollaro Australiano, indicando in che misura l’occupazione e l’economia cinese pesano sulle decisioni della banca centrale australiana.

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Bank of Japan

Quando? Martedì 17 luglio 2012

Cosa è stato detto durante l’ultimo incontro?

Come era stato previsto, durante l’ultimo meeting la BoJ ha lasciato praticamente invariati i tassi di interesse tra lo 0.00% e lo 0.10%. Tuttavia, contro le aspettative non è stato implementato il fondo per il programma di acquisti.

Stando a quanto riportato, sembrerebbe che la Banca del Giappone sia più ottimistica nei confronti dell’outlook economico, di quanto non lo fosse prima.

La domanda interna è stata sostenuta dagli sforzi per ricostruire i disastri post-tsunami e post-terremoto. Sul fronte internazionale, invece, gli aiuti dalle altre economie emergenti hanno aiutato il Giappone in una moderata ripresa.

Dunque, con tutte queste premesse positive,è possibile che la banca centrale non abbia avuto il motivo di incrementare il programma di acquisti, ma è stato sufficiente modificarlo leggermente. Stando a quanto sostenuto dal governatore Shirakawa, queste modifiche implementeranno gli acquisti sul breve termine di circa 5 mila miliardi di yen.

Cosa ci si attende?

La risposta della BoJ potrebbe essere positiva ed incentivare il rally dello Yen, dopotutto la Bank of Japan è una delle poche banche centrali che, in questo momento, non deve attivare politiche che stimolino la crescita del paese.

Ma non è detto che sia così, è possibile anche che i mercati rimangano indifferenti alle minute della BoJ che, in tal caso, si trasformerebbero in un non-market mover.

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Bank of England

Quando? Mercoledì 18 luglio

Cosa è stato detto durante l’ultimo incontro?

Durante l’ultimo incontro, la Bank of England ha lasciato invariati i tassi di interesse allo 0.50%, ma allo stesso tempo ha incrementato il programma di alleggerimento quantitativo (quantitative easing).

Un tetro outlook dell’economia interna ha convinto la banca a riprendere la stampa di denaro e fornire all’economia ulteriori 50 miliardi di sterline per incentivare l’economia.

Cosa ci si attende?

Dato il tono pessimistico dell’ultimo intervento da parte della Bank of England, il sentiment è quello che dalle prossime minute della banca centrale si attende una risposta cauta.

Le minute della BoE saranno seguite dai trader che, avvalendosene, cercheranno di prevedere il futuro delle politiche monetarie. Inoltre, il governatore King non sembra convinto che 50 miliardi di GBP siano sufficienti a far ripartire l’economia britannica che, lo stesso King afferma «non mostra grandi segni di ripresa».

Come per le altre vaute, le possibilità di futuri alleggerimenti quantitativi peseranno sulla valuta del Regno Unito. I mercati saranno ben attenti ai dati sull’inflazione per capire quanto siano influenti sulle future decisioni della banca centrale.

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Traduzione per Forexinfo.it a cura di Federica Agostini - Fonte: Piponomics