Trading: come evitare l’emotività

Redazione

08/01/2011

04/06/2017 - 23:10

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Trading: come evitare l’emotività

L’aspetto mentale più importante dei traders professionisti è quello di neutralizzare
qualsiasi emozione.

I traders principianti non sanno quanto può essere pericoloso essere
in balia delle emozioni e quanto sia facile essere spazzati via dall’eccitazione del mercato.

Fare trading nel mercato Forex può essere un business estremamente eccitante.

La
prima volta che si vede un buon segnale che rientra negli schemi della nostra strategia e si
esegue l’operazione con denaro reale ci si sente veramente eccitati. Se si rivela
un’operazione vincente, e poche ore dopo si guadagnano alcune centinaia o alcune
migliaia di dollari non si sarà sicuramente in grado di contenere l’eccitazione, com’è
successo a quasi tutti all’inizio.

Ad un principiante il trading può apparire come qualcosa
di incredibilmente facile. Una breve serie di operazioni vincenti può far sentire invincibili e
cadere nella tentazione di prendere operazioni che sono fuori i canoni della loro strategia.
Allettati al punto di credere di essere così bravi o così furbi da poter piegare le regole e
avere ancora successo.

È proprio quando i traders deviano dalla loro strategia vincente
che inizia l’auto-distruzione. All’opposto, una breve serie negativa fa sentire i principianti
depressi e disillusi, lasciandoli con la paura di rientrare nel mercato.
Quando si fa trading è critico che si raggiunga un livello mentale dove le vincite non diano
eccitazione e le perdite non buttino giù il morale. Si deve imparare a gestire le operazioni
senza eccitazione e senza disappunto. L’emotività nel trading è il nemico più grosso.

I due nemici mentali più grandi sono la paura e l’avidità. Il trading suscita enormi
tentazioni.

Può evocare una forte emozione d’avidità di sempre maggiore denaro o la
paura di perdere tutto quello che si è già ottenuto. I professionisti tengono queste
emozioni sotto controllo e quindi le loro decisioni di trading non sono influenzate da
questo. I traders che rispondono alle emozioni, piuttosto che alla realtà del mercato, non
avranno mai successo.

Potranno avere successo sporadicamente, ma alla fine non
dureranno, anche se il loro metodo o sistema offre loro buone operazioni. La paura e
l’ingordigia rovinano i traders, occludendo la loro mente. Il solo modo per avere successo
nel trading è di usare il nostro intelletto invece delle nostre emozioni.

Ciò che determinerà il successo dipende da come si gestiranno le vincite e le perdite, la
pura e l’ingordigia, l’eccitazione del trading e del rischio. Il modo col quale si gestiscono le
vincite è molto importante. Si può rimanere sorpresi di come l’errata attitudine, verso le
operazioni vincenti, può capovolgere i profitti in perdite. Quando si è in un’operazione che
va nel verso giusto e si raggiunge il target di profitto, una perdita di disciplina causata dall’emotività del momento, può portare ad un impeto d’ingordigia che confonde: restare
dentro l’operazione e fare più soldi, o uscire prendendo profitto? Poi, il mercato dirige
nell’opposta direzione e si è colpiti da una scossa di paura: si afferrano i profitti ora, prima
che scompaiano.

Un trader che agisce in base alle sue emozioni non può prendere
decisioni intelligenti e razionali.
Occorre essere consapevoli dell’imprevedibilità dei mercati e degli alti e bassi nei quali
s’incorre con il trading. È essenziale essere preparati mentalmente per queste evenienze
e acquisire disciplina mentale.
Non ha senso facendo trading esplodere in un’incontenibile gioia, quando si vince ed
essere totalmente distrutti quando si perde. Spesso i traders danno ascolto al piccolo
diavolo dell’ingordigia che s’insinua nella loro mente.

Quando un’operazione va nel verso giusto e, quasi immediatamente, si raddoppia
l’ammontare messo in quell’operazione, sorpassando il target previsto, specialmente i
principianti, invece di prendere profitto, avidamente, decidono di lasciare la posizione
aperta per cercare di acchiappare molto di più. Il mercato, poi, inverte un poco, e, si
dicono fiduciosi che il trend riprenderà.

Quando il mercato continua nell’inversione pensano che si tratti di un ritracciamento e che
presto il trend riprenderà, ma, il mercato va per la sua strada e un momento dopo, quello
che era un profitto del 100% scende al 30%. Così, rimangono stregati e accecati dalla
tensione e dalla paura che li può portare a dare indietro tutti i profitti.
Infine, liquidano la posizione. Non appena sono fuori del mercato, i prezzi invertono nella
precedente direzione, aggiungendo al danno la beffa: se fossero rimasti dentro avrebbero
fatto più del 100%. A questo punto, per la frustrazione, sono pronti a sbattersi la testa al
muro. Queste sono le cose che succedono ai principianti e a quanti non sono in grado di
dominare totalmente la paura e l’ingordigia, e operano con le loro emozioni.

Un altro esempio di scarsa disciplina è quando si ha uno stop correttamente posizionato
nel mercato.

Il falso segnale in cui si è incorsi fa sì che il mercato venga contro. Invece di
lasciare che lo stop scatti, la maggior parte dei traders principianti viene assalita
dall’impulso di spostare lo stop, per dare un poco più di spazio all’operazione, nella
speranza che il mercato giri e dia un profitto.

Si appendono alla speranza, sperando che il mercato inverta. Quasi sempre, il loss di 30
pips che si sarebbe realizzato, permettendo al mercato di prendere lo stop, sarebbe stato
come una passeggiata nel parco rispetto ai quasi 100 pips di adesso. Ora, sopraffatti
dalla paura liquidano la posizione. Naturalmente, giacché il mercato sembra seguire
sempre la legge di Murphy, spesso inverte lasciando solo vedere la piccola fortuna che
questa ampia inversione avrebbe prodotto. A questo punto, i meno frustati si strappano i
capelli.

Questo succede quando ci si lascia vincere dall’emotività; emotività che offusca
la mente non permettendoci così di giudicare correttamente e quindi di riconoscere le
opportunità profittevoli e le circostanze pericolose da evitare. Le emozioni fanno guardare
alla “cosa sicura”, facendo ignorare l’importante concetto delle probabilità.

Un trader che si lascia vincere dalle emozioni ha le stesse reazioni negative a prescindere
sia dall’età, sia dal quoziente intellettivo che possiede. Come essere umani siamo tutti
emotivi e portiamo il nostro bagaglio d’emotività con noi nel mercato. La maggior parte di noi è in qualche modo egocentrica. Si pensa che il mondo ruoti intorno a noi. Alcuni di noi
pensano d’essere più fortunati o più furbi degli altri, mentre un’altra parte pensa di avere
poca fortuna e non afferrare mai un buon breakout. Non si possono portare questo tipo di
blocchi psicologici con noi nel mercato.

Il mercato è completamente impersonale. È come un oceano che si muove su e giù a
prescindere da ciò che noi vogliamo. Ci si può sentire superfelici quando si entra in una
posizione Long sull’Eurodollaro che esplode in un rally di 100pips. Viceversa, ci si può
sentire frustrati e pieni di tensione quando si entra short sulla Sterlina e, questa vola in
alto.

Questi sentimenti non hanno niente a che fare con il mercato. Esistono solo all’interno
della nostra mente. I marinai esperti non se la prendono con il mare perché la corrente e il
vento stanno andando nella direzione sbagliata. Non imprecano perché le condizioni sono
contro di loro. Loro, con calma, hanno imparato a posizionare le vele nella direzione che
afferra il vento in modo che possano andare nella loro direzione e raggiungere la meta.

Se non c’è vento, aspettano pazientemente che arrivi.
Il vento dell’oceano per un marinaio è come il trend del mercato per un trader.

Questo
vuol dire che dovete dominare le vostre emozioni, e usare, con la calma e la freddezza del
caso, la vostra strategia, rimanendo incollati alle regole al vostro money management.
Inoltre, ci si deve auto-analizzare per essere sicuri che le decisioni di trading che si
prendono non vengano regolate dalle emozioni. Le reazioni emotive sono un lusso che,
come trader, non ci si può permettere di prendere. È possibile che ci si debba analizzare
più di quanto si analizza il mercato.

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