Telecom: anche Glass Lewis con Elliott contro Vivendi

In vista dell’assemblea del 29 marzo, anche il proxy advisor Glass Lewis si schiera al fianco di Elliot contro la mozione presentata da Vivendi.

Telecom: anche Glass Lewis con Elliott contro Vivendi

Anche Glass Lewis si schiera contro Vivendi. La posizione del proxy advisor si allinea dunque a quella di Elliott, al fianco del quale si sono già pubblicamente schierati anche Iss e Frontis.

In vista dell’assemblea del prossimo 29 marzo, aumentano così gli inviti agli azionisti di esprimere un voto contrario alla richiesta dei francesi di rimuovere 5 membri del Consiglio del amministrazione espressione del fondo americano per sostituirli con degli indipendenti.

Una guerra intestina quella interna a Telecom Italia che per il momento non sembra avere significative conseguenze a Piazza Affari: le azioni del gruppo al momento stanno infatti scambiando a 0,53 euro in rialzo dell’1,34%.

Anche Glass Lewis contro Vivendi

Secondo Glass Lewis la richiesta avanzata da Vivendi si basa su affermazioni “pretestuose”.
In particolare, fa notare il proxy advisor:

“Crediamo che il miglior percorso per gli investitori sia quello di dare nuovamente un chiaro segnale che l’espansione dell’influenza di Vivendi sul board, che, vale la pena di sottolinearlo, è già proporzionalmente maggiore rispetto al suo peso nell’azionariato, non sia giustificato”.

Insomma, per Glass Lewis, le motivazioni addotte dall’azionista francese, nel richiedere la revoca di 5 consiglieri del Cda da sostituire con altrettante figure indipendenti, non sono convincenti anzi si mostrano “marcatamente incomplete”.

La mozione dei francesi non è la soluzione ai problemi

Glass Lewis non nasconde che all’interno del board di Telecom Italia ci sia qualche problema, ma ritiene che la mozione proposta da Vivendi non sia la giusta soluzione.

“Il rapporto del collegio sindacale, nonostante sia molto critico riguardo all’agenda di Vivendi, evidenzia oggettivamente una chiara mancanza da parte di Fulvio Conti nel fornire un’informazione equa e contemporanea a tutti i membri del consiglio nella sua posizione di presidente. Questa circostanza probabilmente invita i restanti consiglieri, nella loro indipendenza di giudizio, a trovare una soluzione a quanto affermato dal collegio, in assenza di una formale raccomandazione da parte di un’autorità indipendente”

osserva ancora l’advisor.

Nel mirino di Vivendi, viene sottolineato, non c’è solo Conti ma anche 5 consiglieri di Elliot: stravolgere l’assetto del Cda per come richiesto dai francesi sarebbe fin troppo ancor più se si considera che i documenti da loro presentati “sono anche poco chiari sulle strategie alternative per Tim”.

Intanto nel pomeriggio di oggi, il Consiglio si riunirà per discutere, tra l’altro, proprio del rapporto del collegio sindacale con cui si accusa il presidente Conti.

Vivendi sempre più isolata

Le raccomandazioni agli azionisti di Glass Lewis contro Vivendi rischiano di isolare ancor di più l’azionista francese.

Nei giorni scorsi al fianco di Elliott, infatti, si erano già schierati anche Iss e Frontis, mentre di recente Cassa depositi e prestiti è salita fino al 10% proprio per sostenere il fondo americano contro le mire del socio d’oltralpe. Non è inoltre da escludere che Cdp possa ambire ora a un posto nel Cda.

Il futuro del board di Telecom Italia è dunque nelle mani degli azionisti che saranno chiamati a esprimersi sulla mozione Vivendi nell’assemblea del prossimo 29 marzo.

“Dato che la governance di Tim è la chiave per l’esecuzione del piano industriale, riteniamo che la nomina di un nuovo presidente ampiamente accettato sia un compromesso accettabile”

hanno affermato gli analisti di Banca Imi.

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