Tampone coronavirus: dove farlo gratis o a pagamento

In ospedale, ai drive-in, nei laboratori privati, dal medico di famiglia o in farmacia. Ma le regole e le possibilità variano da Regione a Regione. Ecco dove si può fare il tampone, quanto costa e quando è gratis.

Tampone coronavirus: dove farlo gratis o a pagamento

Dove si fa il tampone, come farlo gratis o a pagamento? Meglio il tampone molecolare o il rapido? Con l’aumento preoccupante dei contagi in Italia, è salita la richiesta dei tamponi, ma non tutti hanno ben chiaro qual è la procedura da seguire, quanto costa fare il tampone e a chi ci si può rivolgere.

Prima di entrare nel dettaglio, sappiate che ogni Regione ha previsto un apposito portale per la prenotazione del test presso le strutture pubbliche (aeroporti compresi), ma è comunque possibile fare il test presso una struttura privata.

Pensiamo che il Lazio, dopo un iniziale divieto, consente ora alle strutture private di effettuare tamponi nasofaringei: il molecolare al costo di 60 euro, l’antigenico o rapido a 22 euro: basta prenotare l’appuntamento e pagare. Ma non è finita qui, perché nel Lazio ora si può fare il tampone anche in farmacia (ecco dove, con la lista delle farmacie a Roma e non solo).

Un notevole passo avanti rispetto a prima, quando l’unico modo per fare il test era presso i drive-in nelle strutture convenzionate con il SSN, dietro prescrizione medica per presenza di sintomi riconducibili al Covid-19 o contatti a rischio con persone risultate positive. Altrove, poi, è possibile fare il tampone dal medico di base.

Ecco tutte le cose utili da sapere

Cos’è il tampone per il Covid-19

Il test con cui si rileva la presenza del coronavirus nell’organismo è un tampone faringeo. Si tratta di un esame che viene eseguito in pochi secondi tramite una sorta di lungo cotton-fioc con un materiale sintetico all’estremità.

Solitamente questo viene inserito nella bocca (tampone oro-faringeo), mentre in alcuni casi anche nel naso (naso-faringeo). Nel dettaglio, quando il tampone viene effettuato per via orale viene strofinato leggermente sulla mucosa del faringe posteriore; nel naso, invece, il tampone viene infilato nelle narici e si procede fino alla parete posteriore del rinofaringe. Non fa male, al massimo un po’ di fastidio.

Si tratta di un test piuttosto semplice da eseguire; è bene ricordare, però, che può farlo solamente il personale addestrato e protetto da mascherina, guanti, occhiali e camice monouso.

Una volta effettuato il test, il materiale viene sigillato ermeticamente e sottoposto ad un’analisi biochimica con la quale si andrà ad accertare la presenza di SARS-CoV-2 nel campione.

Differenza tra tampone molecolare e antigenico

Vi sono due tipi di tampone: molecolare e antigenico. La differenza consiste nel fatto che il tampone molecolare, cioè quello classico, si esegue tramite tampone naso-faringeo e impiega l’analisi molecolare (Real time PCR o RT-PCR) per analizzare geni specifici del virus SARS-CoV-2.

Il tampone molecolare si effettua gratuitamente presso le strutture convenzionate con il Sistema Sanitario Nazionale dietro prescrizione medica o a pagamento nei centri privati al costo di 60 euro. Viene effettuato in caso di positività al test sierologico ed è raccomandato in caso di sintomi conclamati o sospetto di infezione Covid-19.

Qui la lista delle strutture private nel Lazio dove si può fare il test molecolare a pagamento.

Il test antigenico, il rapido per intenderci, ricerca la presenza di proteine virali in grado di legarsi agli anticorpi e si effettua su un campione prelevato tramite tampone o dalla saliva. È un po’ meno affidabile del tampone normale, almeno sulla positività, ma il vantaggio è il risultato pressoché immediato, che arriva in pochi minuti e al massimo entro 6 ore.

Dove e come fare il tampone

Il tampone naso-faringeo per il coronavirus si può fare sia in ospedale che nei laboratori privati, a seconda delle Regioni. In tutti i casi in cui il tampone non è obbligatorio o richiesto dalla propria Asl, occorre la prescrizione medica.

La maggior parte delle strutture pubbliche hanno installato i punti drive-in per fare il tampone seduti nella propria auto. In molti casi sono previsti anche percorsi per le persone a piedi.

Il tampone per il coronavirus può essere anche effettuato dagli operatori sanitari a domicilio, previa chiamata del paziente - o del medico curante - nel caso si siano manifestante avvisaglie legate al Covid-19.

Va detto che ci sono sempre più laboratori privati che effettuano il tampone per accertare la presenza del coronavirus: in tal caso, però, c’è un costo da sostenere che a seconda della struttura.

Chi deve fare il tampone

Il tampone è obbligatorio per i viaggiatori che arrivano in Italia da Belgio, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Repubblica Ceca.

Chi rientra da questi Paesi deve comunicare il proprio ingresso in Italia all’ASL di riferimento. In tal caso il tampone va effettuato nel Paese di provenienza entro le 72 ore precedenti il rientro in Italia, o comunque entro le 48 ore successive all’ingresso nel territorio nazionale. È possibile sottoporsi al tampone direttamente all’aeroporto, prenotandosi comunque tramite il portale di riferimento.

In linea generale il tampone è previsto per quei pazienti che si sospetta possano aver contratto il virus e sulle persone che hanno avuto contatti con loro. Anche chi entra in ospedale per ricoveri o altre terapie è sottoposto al tampone. Ricordiamo che bisogna autoisolarsi e non frequentare persone fino all’arrivo del risultato.

L’ultima novità in merito all’obbligo di tampone arriva dal Lazio, dove è stato deciso di far sottoporre i cittadini over 65 e i soggetti più deboli al tampone, una volta al mese. Per saperne di più: Tampone obbligatorio nel Lazio, ecco per chi

Quanto costa fare il tampone

Il costo del tampone per il coronavirus è a carico del Servizio Sanitario nazionale, quindi è gratis per il cittadino che vi si sottopone. Nel caso di tampone effettuato da un privato, il costo può andare da 60 a 120 euro, ma in alcuni casi può arrivare anche a 200 euro. In media si paga un centinaio di euro.

Il Lazio ha dato il via al progetto pilota dei tamponi rapidi, dapprima utilizzati nelle scuole. Si tratta di test antigenici piuttosto affidabili e che danno il risultato in giornata. Chi vuole può farlo nei laboratori privati accreditati (gli indirizzi sono disponibili sul sito di Salute Lazio) pagando 22 euro.

Tampone dal medico di base o dal pediatra

L’accordo è stato raggiunto: il ministro Speranza ha annunciato 30 miliardi di euro per finanziare l’operazione.

I medici di base e pediatri potranno eseguire i tamponi, ma solo quelli rapidi, gratuitamente. Il costo, che va dai 12 ai 18 euro in base a dove viene effettuato il tampone (se dentro o fuori dallo studio), sarà a carico dello Stato. Il paziente, quindi potrà fare il tampone dal medico di famiglia a costo zero, anche a domicilio.

Il servizio funziona su prenotazione, previo triage telefonico. La possibilità di fare il tampone rapido dal proprio medico è prevista nel caso di:

  • contatti stretti asintomatici individuati dal medico di medicina generale o segnalati dal Dipartimento di Prevenzione in attesa di tampone rapido;
  • caso sospetto di contatto che il medico si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido;
  • contatti stretti asintomatici al termine dei 10 giorni di isolamento identificati in base a una lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità Pubblica e Prevenzione al medico individuato.

È già possibile fare il tampone dal proprio medico? La situazione, in realtà, varia. Alcune regioni si sono già organizzate: in Puglia è stato firmato un accordo tra Regione e sindacati dei medici di medicina generale per far sì che i medici di base possano effettuare i tamponi rapidi negli studi o in strutture messe a disposizione dalle Asl. I medici di medicina generale si occuperanno dei pazienti asintomatici usciti da 10 giorni di isolamento.

Il Veneto ha emesso un’ordinanza con cui si impone a tutti i 3150 medici di base di effettuare i test rapidi ai propri assistiti. Chi si rifiuta verrà sanzionato. L’obiettivo, spiega Zaia, è evitare “che l’attività di indagine epidemiologica con il tracciamento dei contatti e l’accertamento diagnostico per l’identificazione rapida dei focolai, l’isolamento dei casi e l’applicazione delle misure di quarantena gravino esclusivamente sui Dipartimenti di Sanità Pubblica”. De facto il tampone dal medico di famiglia può già essere fatto in Veneto, sia a domicilio che in ambulatorio o presso spazi concessi dal Comune. La misura non riguarda i casi nelle scuole, negli ospedali o nelle case di risposo.

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