Talebani a Kabul e Di Maio al mare: critiche al Ministro degli Esteri

Chiara Esposito

16 Agosto 2021 - 23:23

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Fioccano critiche sull’(in)operato del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Le foto lo ritraggono al mare nonostante l’arrivo dei talebani a Kabul.

Talebani a Kabul e Di Maio al mare: critiche al Ministro degli Esteri

La notizia dell’arrivo dei talebani a Kabul infiamma e mobilita l’opinione pubblica dando progressivamente origine a un escalation che la stampa nazionale e internazionale segue con estrema apprensione. Non si può dire lo stesso però di un pezzo della politica del nostro paese: Luigi di Maio.

Uno scatto sui social lo ritrae trascorre beatamente il Ferragosto al noto lido Togo Bay di Porto Cesareo, Puglia.

Preferendo il relax del sole salentino e le chiacchierate in riva al mare insieme alla sua compagna Virginia Saba e ad altri esponenti della scena politica nostrana a discapito della vicenda di cui l’Afghanistan è protagonista da giorni, Di Maio emerge ancora una volta come una figura di basso profilo nel quadro dell’agenda internazionale italiana.

Basta una foto, infatti, ad accendere la polemica sull’inefficienza del Ministro degli Esteri e si fa a gara per dire la propria. Una raccolta dei punti di vista sul fatto possono dare la misura delle gravità della cosa.

Scatti rubati che fanno riflettere

Il “paparazzo” che lo ha immortalato è il primo a commentare la scena. Nicola Danti, europarlamentare di Italia Viva, ha pubblicato su Twitter le foto incriminate e il commento allegato è piuttosto impietoso:

Devo essere sincero. Non è che mi sentissi proprio in una botte di ferro con Di Maio a gestire questo momento di crisi. Ora che so che è in spiaggia con Emiliano e Boccia mi sento meglio. Vuol dire che se ne sta occupando Draghi.

Nell’immagine che ora sta girando moltissimo si vedono infatti più persone attorno al Ministro e due di loro sono facilmente identificabili: il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e Francesco Boccia, ex ministro per gli Affari regionali e le autonomie.

Un brainstorm sull’Afghanistan in spiaggia, 3 cervelli che il mondo ci invidia...#DiMaio #Emiliano e #Boccia Santo Draghi!!”, scrive un utente sotto il post di Danti. É lecito pensare che il gruppo stesse semplicemente portando avanti un summit fuori sede.

Chi lo chiama e chi lo preferisce in vacanza

A richiamarlo all’ordine risvegliandone la coscienza saranno forse le parole dei suoi colleghi? Questa forse è la speranza della capogruppo di Italia Viva alla Camera dei deputati, Maria Elena Boschi, che twitta:

Quello che accade a Kabul non riguarda solo le nostre sorelle afghane. Riguarda tutti e tutte noi. Il ministro degli Esteri deve lasciare la spiaggia e venire in Parlamento per una informativa urgente. È in gioco la vita di milioni di persone ma anche la dignità dell’Occidente.

Diversa la posizione di Calenda che, sempre a suon di tweet, riporta l’opinione della fazione:

Ma meno male che questo trust di cervelli è al mare nell’impossibilità di fare danni. Sono i benefici del Ferragosto. Lasciamo le cose come stanno.

Marcello De Vito ricorda a Di Maio le sue stesse parole

La rilevanza del nostro paese negli affari afgani del resto è piuttosto nota. Lo testimoniano anche le carte top secret mandate al macero dall’ambasciata italiana e il rimpatrio straordinario delle nostre truppe. Proprio Di Maio aveva sentito la necessità di commentarlo negli scorsi giorni in via ufficiale: “Ci stiamo preparando ad ogni evenienza, anche quella dell’evacuazione. Dobbiamo pensare alla sicurezza del nostro personale”.

Sull’onda di queste parole arriva Marcello De Vito, Forza Italia che le ricorda bene e le rispedisce al mittente:

In pochi giorni i Talebani conquistano Kabul e l’Afghanistan, costringendo a una resa senza precedenti tutte le forze occidentali, compresa l’Italia, e tutto quello che riesce a dire il ministro degli esteri italiano Di Maio è: ’evacuiamo l’Afghanistan, ma non abbandoniamo gli afghani’. È una posizione di una inconsistenza insopportabile.

La scala delle priorità personale sembra aver preso momentaneamente il sopravvento allontanando dalle incombenze d’ufficio. Chissà se il polverone però lo riporti presto in aula.

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