Taglio tasse, stipendi più alti a partire dal 2017

Simone Traversa

29/02/2016

Previsti tagli al cuneo fiscale e conseguente aumento degli stipendi dei contribuenti: dall’IRPEF all’IVA ecco le anticipazioni.

Taglio tasse, stipendi più alti a partire dal 2017

Difficile capire se l’Italia sia davvero in ripresa, ma il governo Renzi punta a tenere viva la fiammella della speranza e punta a un alleggerimento fiscale per i prossimi anni.

Si tratta di riforme strutturali, non riduzioni del cuneo fiscale temporanee, bensì misure che dovrebbero portare in busta paga un bel po’ di soldi, stimolando così l’economia interna.

Il viceministro dell’Economia Morando ha detto che, sebbene non ci sia ancora nulla di sicuro, alcune delle misure di riduzione delle tasse relative all’IRPEF, che erano state previste per il 2018, vengano anticipate al 2017.

Tutte manovre in perdita che però non devono sforare il 3% di tetto massimo del rapporto tra deficit e PIL: vediamo nel dettaglio cosa prevedono queste misure.

Riduzione tasse: taglio IRES 2017

A partire dal primo gennaio 2017 l’IRES (l’imposta sul reddito delle società) subirà un taglio del 4%.

Morando esclude che tale manovra possa essere anticipata al 2016 e dunque è confermata per il gennaio del prossimo anno.

Riduzione tasse: taglio aliquota IRPEF forse anticipata

Le novità riguardano i tagli legati all’IRPEF che è stata calendarizzata per il 2018 potrebbe venire anticipata di un anno.

Il problema di questa eventuale manovra sarebbe il costo, infatti l’Italia ha inserito una clausola di salvaguardia, per tranquillizzare l’Europa, che prevede un aumento permanente dell’IVA.

Per ora l’Italia è riuscita di anno in anno a scongiurarla, sebbene sempre solo con misure e fondi temporanei, ma ora su quel fronte si sta aprendo la strada per una riforma economica strutturale.

Riduzione tasse: taglio cuneo aumento stipendi

La pressione sulle tasse sul reddito in Italia è ancora molto forte, si parla di ben il 43%, è per questo che il governo Renzi, mirando a sostenere la ripresa dell’economia, vuole accelerare il processo di alleggerimento fiscale.

Un piano consiste nel tagliare di sei punti il cuneo dei neo-assunti, tre punti a testa da spartirsi tra datore e lavoratore, per sempre.

Ci sono due strade per attuarla: attraverso l’IRPEF, diminuendo le aliquote, oppure tagliando i contributi previdenziali, ovvero gli accantonamenti per la pensione. Il taglio vale 125 euro al mese e circa 1500 euro l’anno ma in caso la metà venga dirottata ai fondi pensione per rifarsi del mancato contributo previdenziale in tasca al lavoratore rimarrebbero 43 euro.

Riduzione tasse: blocco aumento IVA per tre anni

L’obiettivo del governo Renzi è quello di bloccare per il triennio 2017-2019 le aliquote dell’IVA e disinnescare la clausola di salvaguardia che costerebbe ai contribuenti ben 15 miliardi di euro.

Per le coperture si attingerebbe dai risparmi prodotti dalla riforma della pubblica amministrazione, nonché dalla Legge di Stabilità che quest’anno ha anche inglobato il bilancio.

La speranza è che l’UE rimanga fedele ai patti e consenta un minimo di flessibilità agli stati membri pur sempre nel rispetto del tetto massimo del 3% del rapporto deficit e PIL.

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