Swissleaks e lista Falciani: l’inchiesta sui conti in Svizzera riassunta in tre punti

SwissLeaks e Lista Falciani: vi spieghiamo cos’è successo e chi sono i nomi coinvolti in tre semplici punti

Da ieri sera non si parla d’altro. Sui giornali nostrani e su quelli internazionali le prime pagine sono occupate dalla vicenda «SwissLeaks», una maxi-inchiesta sull’evasione fiscale relativa alla cosiddetta «lista Falciani», un elenco contenente i nomi di fior fior di evasori. Il tutto sarebbe legato a una delle più grandi banche del mondo, la HSBC, e in particolare alla sua filiale di Ginevra.

L’inchiesta, iniziata otto mesi fa, è stata coordinata dall’International Consortion of Investigative Journalism, un consorzio che comprende oltre 185 giornalisti di 65 Paesi diversi (per l’Italia collabora l’Espresso). L’ICIJ non è nuovo a iniziative del genere, celeberrime nel corso di questi anni le inchieste relative a LuxLeaks (Lussemburgo) e Offshoreleaks, uno studio-denuncia sui paradisi fiscali che ha prodotto una quantità di file addirittura superiore a quelli di Wikileaks.

«SwissLeaks» ci racconta un sistema di elusione ed evasione fiscale diffuso in tutto il mondo al quale hanno preso parte numerose personalità di fama internazionali (ma anche criminali e riciclatori di denaro sporco) grazie ai «servizi» prodotti da uno dei più grandi istituti di credito globali: HSBC.

“SwissLeaks”: cos’è successo?
Il tutto ha inizio quando un tecnico informatico della HSBC di Ginevra, Hervé Falciani, ruba alla banca per cui lavora un elenco di dati che riguardano il periodo compreso tra il novembre 2006 e il marzo 2007.

Solo sei mesi dunque, che però illustrano come in quel breve lasso di tempo, circa 180,6 miliardi di euro sarebbero passati per Ginevra sui conti di circa 100 mila clienti della banca svizzera e di 20 mila società offshore. E’ così che si crea l’ormai celeberrima lista Falciani. Al suo interno 7 mila nomi di cittadini italiani che hanno affidato alla banca circa sei miliardi e mezzo di euro.

HSBC avrebbe provveduto a distribuire più di 5,7 miliardi di euro in paradisi fiscali solo per i clienti francesi (notizia di Le Monde).

All’interno della storia un ruolo importante ce l’ha anche una collega (per alcuni presunta amante) di Falciani. Quest’ultimo ha affermato di aver preso contatto con inquirenti e servizi segreti dei vari Stati europei allo scopo di consegnare la lista, ma la donna sosterrebbe invece che l’informatico si sarebbe rivolto alla polizia solo dopo aver tentato numerose volte di vendere la lista alle banche concorrenti di HSBC.

In ogni caso, alla fine del 2008, Falciani inizia a collaborare con la polizia francese e la lista viene consegnata nelle mani dell’allora ministro delle Finanze Christine Lagarde (oggi a capo del FMI). La Lagarde avrebbe dunque preparato una serie di liste riservate da inviare a ciascun Paese coinvolto. L’iniziativa ha prodotto arresti in Grecia, Spagna, Stati Uniti, Belgio e Argentina e in alcuni paesi anche parte del denaro sottratto al fisco è stato restituito.

Per quanto riguarda l’Italia, l’inchiesta è arrivata sui giornali nel 2011 anche se, a 7 anni dal suo ricevimento, l’elenco Falciani non ha prodotto nessun risultato concreto. Secondo diverse Commissioni tributarie infatti, dato che la lista risulta rubata, non è utilizzabile come prova in Tribunale.

Scrive l’Espresso:

Nel 2010 il governo francese ha distribuito la lista Falciani ad altri paesi, perché verificassero le posizioni dei loro cittadini. Le autorità inglesi hanno scoperto che 3.600 nomi, su 5 mila, non erano in regola, riuscendo così a recuperare 135 milioni di euro di imposte arretrate. In Spagna si è raccolto ben di più, 220 milioni, un record rispetto anche ai 188 milioni recuperati da Parigi. In Italia molti personaggi sono stati indagati per frode fiscale da diverse procure ma sulla possibilità di usare i dati nelle dispute fiscali sono stati aperti numerosi ricorsi.

SwissLeaks: come funziona?
A spiegare il funzionamento di questo sistema di evasione internazionale ci ha pensato il Guardian. Il giornale inglese illustra infatti che, a partire dal 2005, la filiale svizzera della HSBC avrebbe contattato i clienti più ricchi, proponendo loro di occultare denaro attraverso società offshore site in paradisi fiscali.

In poche parole, la banca avrebbe fatto in modo che i suoi clienti eludessero le tasse nei rispettivi Paesi, consentendo loro di nascondere al Fisco milioni di dollari. Ma c’è di più, perché secondo Il Guardian, l’istituto avrebbe fornito i suoi servigi anche a:

criminali internazionali, uomini d’affari corrotti e ad altri soggetti ad alto rischio».

Le parole del Guardian sarebbero state confermate dagli stessi vertici dell’HSBC che, dopo la pubblicazione dell’inchiesta, ha ammesso comportamenti illeciti da parte della filiale svizzera, sottolineando però la sostanziale indipendenza di quella sede all’interno del gruppo, cosa che ha comportato controlli meno rigidi del solito. Oggi però, secondo quanto si legge nel comunicato diramato dall’istituto:.

«La banca ha intrapreso passi significativi per aumentare le verifiche e respingere i clienti che non rispettano i nuovi parametri, inclusi coloro che davano elementi di preoccupazione sul fronte fiscale. Come risultato di questa linea, la base dei clienti dal 2007 si è ridotta di quasi il 70 per cento».

SwissLeaks: i nomi coinvolti
La lista Falciani è stata pubblicata per intero sul sito del Consortium of Investigative Journalists. Al suo interno compaiono: sportivi, imprenditori, banchieri, monarchi, cantanti e chi più ne ha più ne metta.

Il consorzio però sottolinea che l’inclusione dei nomi all’interno della lista non implica automaticamente un reato. Alcuni di essi inoltre, avrebbero già regolarizzato la loro posizione col Fisco.

Tra gli italiani figurano: Flavio Briatore, lo stilista Valentino, Il motociclista Valentino Rossi e molti altri. Spiccano a livello internazionale i nomi di: Abdallah di Giordania, il re del Marocco Mohamed VI, il principe del Bahrain Salamn Bin Hamad Al Khalifa, i piloti di Formula Uno Fernando Alonso e Heikki Kovalainen, la cantanteTina Turner, l’attore francese Gad Elmaleh e l’americano John Malkovich, l’ex calciatore Diego Forlan, il cantautore Phil Collins.

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