Svizzera: Sì al tetto di immigrati e frontalieri. Ecco reazioni e conseguenze

Marta Panicucci

10 Febbraio 2014 - 09:37

Vittoria del Sì nella consultazione svizzera per il blocco dell’immigrazione di massa. Delusione per l’Europa, adesso la Svizzera dovrà rinegoziare gli accordi con l’UE.

Svizzera: Sì al tetto di immigrati e frontalieri. Ecco reazioni e conseguenze

Smentendo tutte le previsioni, la Svizzera dice sì all’introduzione del tetto di immigrati e frontalieri nel paese. Il popolo svizzero ha accolto la proposta, promossa dal partito di destra dell’UDC, di modifica costituzionale per dire «no all’immigrazione di massa».

I primi dati, emersi dallo spoglio dei voti, hanno registrato un testa a testa dei sì e dei no del paese, letteralmente spaccato in due dal referendum. Alla fine i sì hanno vinto per un soffio con il 50,3%, 17 cantoni hanno detto sì al blocco del libero ingresso di persone e lavoratori nel paese. Molte le differenze di voto tra i diversi cantoni: il Ticino ha approvato la proposta dell’UCD con la percentuale più alta, del 68,17% insieme ai Grigioni con il 50,59%. Al contrario hanno votato contro al referendum la Romandia, Basilea Città, Zurigo e, per un soffio, Zugo.

La vittoria dei SI’
Il popolo svizzero si è espresso, e con sorpresa ha contraddetto il suo parlamento, gli industriali, i sindacati e l’Europa che si sono opposti con forza alla proposta di bloccare l’immigrazione nel paese.

Voltando sì al referendum di ieri, in pratica, il popolo svizzero ha chiesto la reintroduzione di contingenti. Coloro che hanno combattuto questa iniziativa escono delusi dalla tornata elettorale di ieri e chiedono che la decisione degli svizzeri sia messa in pratica in maniera moderata e non burocratica allo scopo di limitare il più possibile le conseguenze negative per la piazza economica svizzera.

L’iniziativa, promossa dal partito antieuropeista svizzero, chiede la reintroduzione di tetti massimi e contingenti per l’immigrazione di stranieri e di frontalieri. La vittoria del referendum mette in pericolo gli accordi di libera circolazione firmati con l’Unione Europea con la quale la Svizzera dovrà rinegoziare questo e verosimilmente anche altre intese.

Il tempo per mettere a punto la riforma costituzionale è di tre anni. Entro il 2017 quindi si dovranno determinare per esempio i contingenti e le modalità per rispettare i criteri di «preferenza nazionale». I livelli dovranno tener conto degli interessi economici del paese.

Reazioni e conseguenze
Un sì alla quote sugli immigrati comunitari in Svizzera ’’rischia di essere sfruttato’’ dai populisti in vista delle elezioni europee di fine maggio. Lo teme il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz: ’’Temo che un sì in Svizzera possa scatenare un nuovo dibattito sulla libera circolazione delle persone in seno alla Ue’’, aggiunge il candidato alla presidenza della Commissione europea.

Bruxelles, che ha già deplorato il voto, dovrà a sua volta decidere se accettare o meno di rinegoziare il solo capitolo della libera circolazione oppure se rimettere in discussione tutti gli accordi economici bilaterali in vigore con la Svizzera, che formano in linea di principio un pacchetto unico. Il governo svizzero, gran parte del parlamento e tutte le istituzioni che si sono schierate contro il referendum, non possono far altro che recepire la volontà popolare, chiedendo però all’UDC di formulare proposte che evitino di danneggiare l’economia svizzera.

Non ci saranno quindi conseguenza immediate per gli immigrati e frontalieri in Svizzera, il parlamento ha tre anni di tempo per approvare la modifica costituzione e definire la modalità di «difesa degli svizzeri».

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