Superare la crisi: ecco il modello Lettone

Federica Agostini

11 Giugno 2012 - 10:45

Superare la crisi: ecco il modello Lettone

Passeggiando sulle spiagge di Jurmala, sul Mar Baltico, è difficile credere che la Lettonia abbia resistito ad una crisi economica tanto profonda come l’attuale in Grecia.
Il boom economico della Lettonia è stato arrestato dalla crisi finanziaria mondiale del 2008, che ha causato il fallimento di molte banche, uno spropositato deficit di bilancio e un bailout dall’Unione Europea e dal FMI. Diversamente che altrove, in Lettonia è stato applicato un severissimo regime di austerity e le riforme sono state introdotte a velocità supersonica.

Anche la Lituania e l’Estonia si stanno riprendendo; il trio Baltico resiste, anche senza giocare al gioco delle svalutazioni competitive. E, per una Grecia che vuole abbandonare la moneta unica, c’è la Lettonia che intende entrare nella moneta unica a partire dal 2014. Incredibilmente, c’è ancora qualcuno che crede che la moneta unica sia una cosa buona.
Ma non sempre è tutto oro quel che luccica: in due anni la Lettonia ha affrontato un vero e proprio «tour de force»: ha perso più del 50% del Pil, la produzione è lenta e la disoccupazione rimane fissa al 20% mentre l’emigrazione continua a crescere, in un paese già tormentato dal decremento della popolazione.
Ad ogni modo, nonostante tutto, gli stati Baltici crescono più velocemente di ogni altro paese dell’Unione Europea.

Perché non è possibile seguire il modello Lettone?

Le ragioni sono complesse e i presupposti assai diversi.
La Lettonia è in via di sviluppo, mentre le aree mediterranee hanno subito un attacco su più fronti, dovuto essenzialmente a:
- la scarsa tecnologia del settore industriale duramente penalizzato dalla globalizzazione;
- la perdita dell’abituale valvola di sfogo: inflazione/svalutazione.

Attualmente, l’unico modo per riacquistare competitività è quello di abbassare i prezzi ed i salari.
Il modello Baltico insegna che oltre alla svalutazione esistono anche altri modi per superare la crisi economica, ma esistono tuttavia differenze strutturali che invalidano l’applicazione di questo modello alle aree mediterranee. Così, più che parlare di modello, sarebbe opportuno parlare di «eccezione» baltica.

Il debito: la contrazione Lettone ha quadruplicato il carico del debito a circa il 45% del prodotto interno lordo, meno della metà del rapporto sul debito di Italia e Grecia, già prima della crisi.
Gli investitori internazionali vogliono vederci chiaro, se un paese non è in grado di ripagare i suoi debiti, vuol dire che ha immediato bisogno di riforme.
- L’Euro: non va dimenticato infine, come affermano gli stessi Lettoni, che la promessa dell’euro è stata determinante nelle decisioni e nell’applicazione delle politiche anti-crisi.

Tradotto da Federica Agostini per Forexinfo.it. - Fonte: The Economist