Startup: le 20 italiane da tenere d’occhio nel 2019

Fenox VC, organizzatore della Startup World Cup, ha selezionato le 20 startup italiane migliori dell’anno che potrebbero vincere la #SWC19 e 1 milione di dollari.

Startup: le 20 italiane da tenere d'occhio nel 2019

Sono 20 le startup italiane più innovative dell’anno selezionate da Fenox VC per il pitch finale di StartupItalia Open Summit. Le 3 migliori avranno l’opportunità di diventare campione nazionale e partecipare alla finale europea che si terrà a Praga il 10 aprile 2019, dove il premio in palio è di 500mila euro, per poi volare a San Francisco per l’ambita Startup World Cup 2019, la Coppa del Mondo delle startup, evento fondato e organizzato ogni anno da Fenox Venture Capital, società di venture capital globale con sede nella Silicon Valley. La migliore startup al mondo vincerà 1 milione di euro di montepremi messo in palio dal concorso.

L’anno scorso il vincitore del SWC 2018 è stato Leuko Labs, un progetto del MIT che ha sviluppato un monitor domestico portatile che misura il livello dei globuli bianchi per lo screening del rischio di infezione nei pazienti chemioterapici.

Tra i vincitori regionali 2018 che sono arrivati alla fase del gran finale a San Francisco molte startup europee, ma nessuna italiana. Vediamo le 20 eccellenze dell’innovazione made in Italy che potrebbero farcela quest’anno.

Top 20 startup italiane del 2018

Nella top 20 delle startup italiane dell’anno scelte da Fenox VC per la corsa a SWC 19 troviamo ben due società che hanno campagne all’attivo sul portale di equity crowdfunding CrowdFundMe: la milanese Winelivery, l’app di wine delivery che consegna bottiglie di alcolici di alta qualità a casa alla giusta temperatura, che è attualmente è al terzo round di raccolta, e Revotree, il servizio per l’agricoltura 4.0 che offre un sistema di monitoraggio dei terreni in real time, analisi dell’AI per risparmiare risorse e automazione dell’irrigazione. Il risparmio di acqua, energia e fertilizzanti è anche l’obiettivo di Smartisland, proprietaria della tecnologia Daiki, in grado di monitorare il ciclo di coltivazione di una pianta e una coltivazione, prevenendo eventuali malattie e attacchi di virus.

Troviamo poi Eligo, la società fondata nel 2016 da 5 ragazzi della Bocconi che ha innovato il settore della sartoria grazie a un innovativo sistema di abiti su misura di alta qualità made in Italy disponibile tramite una piattaforma online che fa incontrare domanda e offerta e la nuova figura del sartorialist, giovane sarto che viene formato all’Academy di Milano.

C’è poi 4Gifters, che semplifica il processo degli acquisti online finalizzati ai regali consentendo agli utenti di regalare prodotti di brand famosi in tutto il mondo e consegnarli istantaneamente via email con un “messaggio regalo”. Il destinatario confermerà il regalo (taglia/colore) e sceglierà l’opzione consegna a domicilio o ritiro in negozio.

Sono diverse le startup del settore medico, scientifico e farmaceutico presenti nella lista. Da Altheia Science che sviluppa terapie trasformative per il diabete di tipo 1 e la sclerosi multipla volte ad agire sulla causa principale della malattia, a D-Eye, piattaforma basata sull’Intelligenza artificiale per la diagnosi precoce e lo screening di alcune malattie agli occhi come glaucoma e retinopatia diabetica, passando per Deep TraceTechnologies che con il software Trace4Ad è in grado di identificare l’Alzheimer allo stadio iniziale, quando i segni della malattia non sono evidenti agli occhi di radiologi e neuropsicologi. E poi ci sono Prometeo, che grazie a una particolare tecnologia crea tessuti in 3D per test farmaceutici e cura delle ferite quasi identici a quelli umani, a partire da una seconda pelle; Eucardia, che ha sviluppato Heart Damper, un dispositivo rivoluzionario per chi soffre di insufficienza cardiaca che, una volta impiantato, permette al cuore di pompare più sangue senza bisogno di fonti di energia esterne; e Q-Walk, un wearable device medicale creato da QuicklyPro® che permette alle persone affette da malattie neurodegenerative di muoversi in sicurezza grazie a feedback visivi personalizzati proiettati a terra.

Altre startup vengono in aiuto del mondo aziendale, come Entando che aiuta i clienti a sviluppare applicazioni aziendali native cloud-based, sostanzialmente più veloci ed efficienti rispetto alla concorrenza, con una migliore user experience e time to market. O come Glass Up, che produce occhiali AR per assistere e guidare da remoto un lavoratore non specializzato che deve interagire con un macchinario che non conosce. O,ancora, come Tactile Robots che automatizza la consegna di cibo, bevande e altri prodotti riducendo i costi del personale di hotel, ospedali, ristoranti, fast food e altri spazi commerciali con robot mobili più sicuri e user friendly dotati di senso del tatto grazie a una morbida pelle sensibile alla pressione.
Infine c’è Knowhedge, che con Mywai ha creato uno smart-speaker di nuova generazione per il mercato professionale (medici, manager, consulenti bancari) che offre intelligenza artificiale basata su chip e comprensione del linguaggio naturale.

Passiamo ora alle startup più innovative che hanno fatto dell’ecosostenibilità la loro mission. Tra queste c’è Vegea, che ha creato VegeaTextile, una pelle a base biologica prodotta con la vinaccia, principale residuo della vinificazione, che possiede le stesse caratteristiche della pelle sia animale che sintetica, ma la sua origine è naturale e il processo produttivo più sostenibile di quelli convenzionali. Skypull invece sviluppa una tecnologia innovativa di energia eolica con un modello economicamente valido e scalabile a livello globale. Il suo sistema è infatti più versatile e dispiegabile rispetto a una turbina eolica e offre una riduzione dei costi fino al 50%. Infine troviamo Wastly, che mette in contatto gli operatori di Economia circolare, ovvero i produttori che vorrebbero utilizzare nei propri processi produttivi materie prime secondarie derivanti dal recupero e dal riciclaggio dei rifiuti, e i loro clienti industriali.

Ma la sostenibilità passa anche attraverso le reti internet. Cubbit è un data center distribuito che ricicla le risorse internet che sprechiamo per trasformarle in servizi web ecosostenibili crittografati pronti per essere venduti alle PMI.

L’unica fintech in gara è Oval Money, società fondata da Benedetta Arese Lucini, che grazie all’apprendimento automatico impara a conoscere i comportamenti finanziari e gli stili di vita degli utenti e utilizza i dati raccolti per incoraggiarli ad accumulare capitali allo scopo di investire. La startup vuole dare una soluzione ai giovani di oggi che credono che non ci siano valide opzioni a loro disposizione per accedere ai prodotti di investimento per il loro futuro.

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