Grecia e immigrazione: 700mila i migranti nell’ultimo anno ma l’aiuto UE non arriva

L’Ue ha minacciato più volte di escludere la Grecia dallo spazio Schengen perché avrebbe rifiutato l’aiuto di una missione Frontex per il controllo della frontiera con la Macedonia.

La Grecia non riesce a far fronte ai 700mila migranti che sono arrivati sulle isole della Grecia nell’ultimo anno. Lesbo, Chios, Kos sono a pochi chilometri di mare dalla Turchia ma a quanto pare non c’è un piano complessivo per gestire l’emergenza anche se si sta lavorando da parte del governo di Tsipras.

La situazione dei migranti è critica. In una lettera inviata al presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, il commissario Ue alla salute, Vytenis Andriukaitis, ha descritto una situazione disperata perché siamo in inverno e ci sono persone che muoiono per la mancanza di tende e di coperte. Al riguardo la solidarietà internazionale e cioè Onu, e quella comunitaria, Ue, sono in crisi. Si tratta naturalmente di una crisi politica, anche perché le politiche titolate «solidarietà» sono fatte di annunci che sono in tempo reale ma gli atti reali hanno una cronologia diversa e differita nel tempo.

La Commissione Ue aveva proposto alla Grecia di inviare 400 agenti di Frontex per il controllo della frontiera settentrionale con la Macedonia, dove com’è noto sono state sfondate le frontiere. A quanto pare la Grecia ne ha risposto con una lettera in cui lamentava che il mandato dell’Ue era troppo ampio e che andava ben al di là della registrazione dei migranti anche se questo ne era l’obiettivo dichiarato almeno riguardo alle funzioni degli hotspot.

Senza l’ok del governo di Tsipras queste attività di controllo dei flussi dei migranti non possono diventare operative. Perché? Mancano dettagli dell’operazione che si vuole fare ma un funzionario del governo ellenico interpellato da Ft ha dichiarato che vi è una legge che prevede che solo i greci possano controllare le proprie frontiere. Sarà anche vero ma si tratta di una emergenza o no!

La missione di Frontex è marginale?

L’accusa principale che l’Ue muove alle autorità greche è che col pretesto di non essere in grado di gestire da sola i flussi si sia limitata ad organizzare i trasferimenti dei migranti arrivati sulle sue coste verso la frontiera con la Macedonia favorendo il movimento di massa senza controlli verso il nord Europa.

Ioannis Mouzalas che è un ginecologo ed è uno dei membri fondatori del noto capitolo greco dei Medici del Mondo nel mese di agosto di quest’anno è stato nominato Ministro supplente della politica di immigrazione ed è stato successivamente confermato in carica dal Rieletto Alexis Tsipras. Parliamo di un esperto di problematiche che riguardano i migranti ed ha dichiarato:

La Grecia è ingiustamente sottoposta ad un’ intensa pressione da parte di alcuni paesi europei ed ha messo in guardia che la Grecia si trova all’inizio del corridoio, ma la porta è in Turchia e quindi è impossibile controllare i flussi dalla Grecia.

Il ministro ha smentito che ci sia stato un avvertimento ufficiale da parte della Ue ma è chiaro che ci sono tensioni. Le pressioni arrivano dai Paesi del corridoio Mitteleuropeo: Germania, Austria, Slovenia e Croazia.

A quanto pare sarebbero sostenute anche da Belgio, Olanda, e Lussemburgo. Appare chiaro comunque che non è un solo paese che vorrebbe imporre una sospensione della partecipazione della Grecia al trattato di Schengen, quel trattato che come è noto consente la libera circolazione dei cittadini tra gli Stati aderente alla Unione Europea. Sia chiaro che a farne le spese sarebbero ancora una volta i cittadini greci se queste tensioni dovessero avere risvolti sulla gestione del noto prestito che ha già per suo conto una gestione non ordinaria e molto complessa. Ovviamente i migranti continuerebbero la loro marcia di terra e sarebbero indifferenti alle barriere della legge comunitaria.

Queste tensioni, sommariamente esposte sarebbero evocate per «allusione» in un documento su Schengen che la presidenza lussemburghese starebbe finalizzando proprio per il consiglio Interni dei 28 stati dell’Ue di venerdì 4 dicembre. Naturalmente le tensioni sono salite fino al punto che ci sarebbe un incontro bilaterale ai margini del vertice Ue-Turchia tra Juncker e il premier Alexis Tsipras.

Il governo ellenico durante il viaggio del ministro degli Esteri lussemberghese ha definito le task force per ogni isola ed ha aperto l’’hotspot’ del Pireo. Chiederà il pattugliamento di Frontex alle frontiere con la Macedonia entro il fine settimana. Non si comprende perché tutte queste polemiche siano diventate alte proprio dopo che le posizioni a quanto pare con cauto ottimismo, iniziano a riallinearsi.

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