L’Italia invierà armi pesanti all’Ucraina, sei d’accordo con la scelta di Draghi?

Alessandro Cipolla

13/05/2022

13/05/2022 - 12:55

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Partecipa al sondaggio di Money.it: con un nuovo decreto l’Italia sarebbe pronta a inviare armi pesanti (obici, cannoni e blindati) all’Ucraina, sei d’accordo con questa decisione presa da Mario Draghi?

L'Italia invierà armi pesanti all'Ucraina, sei d'accordo con la scelta di Draghi?

Sei d’accordo con la decisione di Mario Draghi di inviare armi pesanti all’Ucraina? Questo è il sondaggio che Money.it vuole proporre ai lettori alla luce del decreto prossimo a essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e della polemica politica, innescata dal leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, in merito alla mancata discussione parlamentare sull’evolversi della guerra.

L’Italia invierà armi pesanti all’Ucraina, sei d’accordo con la scelta di Draghi?

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Il terzo decreto relativo all’invio di armi all’Ucraina da parte dell’Italia sarà varato dai ministeri di Difesa, Economia ed Esteri, senza che ci sia la necessità di un voto in Parlamento per ottenere il via libera.

Se nei precedenti due decreti il nostro Paese ha mandato a Kiev missili spalleggiabili Stinger e Milan, mortai anti-carro, mitragliatrici pesanti e leggere, giubbotti antiproiettile, elementi, razioni k e proiettili, in quello prossimo alla pubblicazione ci sarà quel salto di qualità auspicato dalla Nato.

Anche se la lista delle forniture è rigorosamente top secret, nel terzo decreto ci dovrebbe essere l’invio anche di armi pesanti come obici, cannoni e blindati. Nel dettaglio si parla di APC cingolati M113, semoventi d’artiglieria M109 e obici semoventi da 155 mm PzH2000.

Una decisione questa che sarebbe stata blindata da Mario Draghi e dal ministro della difesa Lorenzo Guerini, ma nella maggioranza a storcere il naso non sarebbe solo Giuseppe Conte ma anche Matteo Salvini.

Lo scopo di questo sondaggio, che ricordiamo non ha un valore scientifico ma soltanto indicativo non essendo realizzato a campione, è quello di capire qual è l’opinione dei lettori in merito all’invio di armi pesanti da parte dell’Italia all’Ucraina.

Un sondaggio sull’invio di armi all’Ucraina

La guerra in Ucraina non si ferma e, secondo diversi analisti, potrebbe essere anche molto lunga vista la resistenza che l’esercito ucraino sta mettendo in campo per fermare l’invasione da parte della Russia.

Proprio per poter permettere a Kiev di bloccare con maggiore efficacia le forze russe, la Nato ha chiesto ai suoi membri di continuare a inviare armi all’Ucraina auspicando però un salto di qualità nelle forniture. Una richiesta questa che è stata accolta dall’Italia.

Nel prossimo decreto così dovrebbero essere inserite anche delle armi pesanti, con il ministro Lorenzo Guerini che ha specificato come “l’invio di armi è mirato a consentire all’Ucraina di difendersi e difendere la sua popolazione dall’aggressione russa, è la prosecuzione del nostro impegno come indicato dal Parlamento”.

Credo che dopo un terzo decreto di invio di armi a Kiev avremo già dato come Italia un contributo sufficiente avendo fatto la nostra parte”. Parole queste di Giuseppe Conte non troppo differenti da quelle pronunciate da Matteo Salvinisono contrario all’invio di nuove armi”.

Ascolteremo Draghi in Parlamento e sulla base di questo decideremo i passaggi successivi - ha dichiarato invece Enrico Letta - Lo faremo insieme come maggioranza, come governo e insieme con gli alleati europei. Io non mi sento di dire che sono cambiate le cose per uno scenario che è esattamente quello di due mesi fa: con gli Ucraini che continuano ad essere uccisi e massacrati”.

Nonostante le richieste da parte del Movimento 5 stelle di una discussione in Aula, da quanto si apprende Mario Draghi si presenterà in Parlamento soltanto il prossimo 19 maggio per una informativa al Senato che comunque non prevede una votazione.

Con anche la maggioranza di governo che appare sostanzialmente divisa sul tema, con questo sondaggio Money.it vuole capire qual è il parere dei lettori ora che per la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale ormai sarebbe solo questione di giorni.

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