Soldi sotto il materasso: conviene davvero? €1.000 diventano €875 in 10 anni

Mettere i soldi sotto il materasso per difendersi dai rischi sul conto corrente conviene davvero? In 20 anni si perde oltre il 40% dei propri risparmi.

Soldi sotto il materasso: conviene davvero? €1.000 diventano €875 in 10 anni

Tenere i soldi sotto il materasso è la scelta giusta in risposta ai rischi, concreti o meno, verso il risparmio depositato sul conto corrente? La risposta, in termini di valore reale e in base a un recente studio, è no.

Quando parliamo di risparmio e investimenti, la soluzione è quanto mai personale: secondo il proprio profilo di rischio (e non solo), indipendentemente o tramite consulenti finanziari, si studiano dei piani ad hoc per massimizzare il profitto sul capitale.

Una scelta che attrae molti, in questo periodo storico, è tenere i propri risparmi a casa nascosti sotto tavoli, in librerie, scompartimenti segreti in cucina, o attraverso il classico rimedio dei “soldi sotto il materasso”.
Con i rendimenti sempre più difficili da ottenere, la recente crisi del comparto bancario italiano, la volatilità del mercato e i rischi legati alla sicurezza, in molti si chiedono se non sia meglio rifuggire l’investimento sul mercato, preferendo il rendimento zero dato dal materasso, accompagnato dall’erosione del capitale ad opera dell’inflazione.

Con i soldi sotto il materasso 1.000 euro diventano 588 in 20 anni

Novembre 1999. Il nuovo millennio sta per arrivare, i dubbi sul futuro bancario e tecnologico sono a livelli massimi, tanto da spingere a tenere i propri risparmi sotto il materasso.

Novembre 2019. Oggi, in termini di valore reale, per ogni 1.000 euro su cui hai dormito negli ultimi 20 anni valgono in realtà solo 588 euro. Tutta colpa dell’erosione dell’inflazione, che in due decenni ha compiuto il suo lavoro, mantenendo inalterato il valore nominale ma facendo crollare drasticamente il potere d’acquisto dei risparmi tenuti gelosamente a casa.
Parliamo di un crollo di valore che supera il 40%.

Allo stesso modo, in 10 anni 1.000 euro sono diventati 875 euro (-12,5%), 967 euro (-3,3%) invece in un arco temporale quinquennale.

I dati provengono dallo studio realizzato da AdviseOnly per Il Sole 24 Ore.

I soldi sotto il materasso contro i rischi del conto corrente

Al netto del rischio di erosione dell’inflazione, inevitabile quando si conservano i propri soldi sotto il materasso, è opportuno analizzare tutto il contesto. In un’epoca storica in cui i risparmi corrono il rischio di andare perduti anche se “semplicemente” versati su un conto corrente ci si può chiedere lo stresso se davvero il classico rimedio del nonno, il famoso materasso, non sia la scelta migliore.

Già, perché ormai sono diventati molti e gravi i pericoli che minacciano l’incolumità del proprio capitale nella casse della banca.
Primo su tutti, anche se in parte remoto grazie agli interventi dello Stato, c’è il rischio di fallimento dell’istituto bancario al quale abbiamo affidato i nostri risparmi.

Il bail in, regolamento europeo che definisce la gestione del fallimento delle banche in quel d’Europa, prevede che a pagare per le magagne della propria banca non siano solo gli investitori (gli azionisti e gli obbligazionisti), ma anche i risparmiatori che sul conto hanno oltre 100.000 euro. Il consiglio, in questo caso, è quantomai scontato: diversificare gli istituti bancari a cui ci affidiamo non superando mai la soglia che esporrebbe il nostro capitale a un prelievo forzoso al fine di salvare la banca.

L’applicazione del vero e proprio pignoramento sul conto corrente spetta però al caro e vecchio Stato, applicato per recuperare debiti e arretrati sui conti di lavoratori dipendenti e pensionati.

Il problema è che gli italiani non si fidano più

La figura dell’intermediario finanziario, dopo gli ultimi scandali che hanno visto pensionati con basso profilo di rischio aver comprato obbligazioni subordinate perché “consigliati dagli esperti”, ha perso in parte di credibilità.

I gestori di fondi di investimento cercano modi sempre più creativi per trovare il rendimento, aumentando di conseguenza il rischio.
Ed è così che torna la necessità per alcuni - più che una moda - del risparmio sotto al materasso, o magari al deposito dei propri contanti in cassette di sicurezza.

Se poi l’alternativa sono i tassi di interesse in territorio negativo sui titoli di Stato, tanto meglio dormire sopra i propri soldi. Anche se il comparto bancario si è già mosso abbattendo le commissioni, per alcuni risparmiatori tenere aperto un conto in banca è sinonimo di vincoli, costi e rischi.

A confermare questo senso di sfiducia da parte dei risparmiatori sono i dati della Banca d’Italia. In totale, la raccolta delle banche è in diminuzione ormai dal 2013, tendenza che ha registrato i suoi massimi nel 2012.

La liquidità nel portafoglio investimenti

In molti modelli di allocazione di portafoglio i contanti hanno un ruolo assai limitato.

L’età dell’investitore, il suo reddito e la sua tollerabilità del rischio sono fattori naturalmente essenziali che costituiscono tutte le variabili del caso.
Come regola generale, molti consulenti finanziari consigliano di detenere contanti in vista di periodi duri pensando a un arco temporale di un anno, non di più.

La maggior parte degli investitori, alla fine della fiera, ha come obiettivo far fruttare il proprio capitale nel lungo termine. Mettere i soldi sotto il materasso potrebbe far perdere delle occasioni di investimento importanti sul mercato.

Ma avere una buona disponibilità di contanti liquidi, senza il rischio di perdite se non quelle da furto ma al riparo da commissioni e perdite sul mercato, può donare un “senso di pace”, magari mentre si aspetta la giusta opportunità di investimento.

Tenere i soldi sotto il materasso è la scelta giusta?

Vince il giusto mezzo: accantonare liquidità, sotto il proprio materasso o in un più classico conto corrente, mentre si aspetta l’occasione giusta di investimento.

Pensiamo ai nostri risparmi come a un fortino dei pirati. Un corretto money management, ad esempio, può prevedere una divisione del proprio capitale in tre bauli.

Il primo baule - contenente contanti - deve essere considerato come una misura di sicurezza a tempo indeterminato, la priorità assoluta.
Una volta che questo primo baule sarà riempito, si rivolge l’attenzione al secondo baule - un tipico mix di azionario e obbligazionario con un orizzonte temporale fino a 10 anni.
Il terzo baule conterrà invece gli investimenti più a lungo termine, come ad esempio i fondi pensione, che riescono a dare i loro risultati migliori nell’arco di decenni.

La felicità e il risparmio vanno di pari passo. E più la ricchezza in liquidità cresce, più i risparmiatori si sentono felici, secondo uno studio del 2016 redatto da Joe Gladstone, un professore presso l’University College di Londra.

Qualcuno potrebbe definire questo approccio troppo conservatore, ma in realtà è la stessa strategia utilizzata dal noto investitore Warren Buffett, che detiene miliardi in contanti in attesa di piazzare investimenti redditizi.

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