Soldi sotto il materasso: la “soluzione” contro i rischi del conto corrente?

Mettere i soldi sotto il materasso è la scelta giusta a fronte dei rischi che corrono i risparmi depositati sul conto corrente?

Soldi sotto il materasso: la “soluzione” contro i rischi del conto corrente?

Tenere i soldi sotto il materasso è la scelta giusta in risposta ai rischi, concreti o meno, verso il risparmio depositato sul conto corrente?

Quando parliamo di risparmio e investimenti, la soluzione è quanto mai personale: secondo il proprio profilo di rischio (e non solo), indipendentemente o tramite consulenti finanziari, si studiano dei piani ad hoc per massimizzare il profitto sul capitale.

Una scelta che attrae molti, in questo periodo storico, è tenere i propri risparmi a casa nascosti sotto tavoli, in librerie, scompartimenti segreti in cucina, o attraverso il classico rimedio dei “soldi sotto il materasso”.
Con i rendimenti sempre più difficili da ottenere, la crisi delle banche italiane, la volatilità del mercato e i rischi legati alla sicurezza in molti si chiedono se non sia meglio rifuggire l’investimento sul mercato, preferendo il rendimento zero dato dal materasso, insieme al rischio di erosione del capitale ad opera dell’inflazione.

I soldi sotto il materasso contro i rischi del conto corrente

La scelta è dettata dal contesto. In un’epoca storica in cui i risparmi corrono il rischio di andare perduti anche se “semplicemente” versati su un conto corrente ci si chiede se davvero il classico rimedio del nonno, il famoso materasso, non sia la scelta migliore.

Già, perché ormai sono diventati molti e gravi i pericoli che minacciano l’incolumità del proprio capitale nella casse della banca.
Primo su tutti, anche se in parte remoto grazie agli interventi dello Stato, c’è il rischio di fallimento dell’istituto bancario al quale abbiamo affidato i nostri risparmi.

Il bail in, regolamento europeo che definisce la gestione del fallimento delle banche in quel d’Europa, prevede che a pagare per le magagne della propria banca non siano solo gli investitori (gli azionisti e gli obbligazionisti), ma anche i risparmiatori che sul conto hanno oltre 100.000 euro. Il consiglio, in questo caso, è quantomai scontato: diversificare gli istituti bancari a cui ci affidiamo non superando mai la soglia che esporrebbe il nostro capitale ad un prelievo forzoso al fine di salvare la banca.

L’applicazione del vero e proprio pignoramento sul conto corrente spetta però al caro e vecchio Stato, applicato per recuperare debiti e arretrati sui conti di lavoratori dipendenti e pensionati.

Gli italiani non si fidano più

La figura dell’intermediario finanziario, dopo gli ultimi scandali che hanno visto pensionati con basso profilo di rischio aver comprato obbligazioni subordinate perché “consigliati dagli esperti”, ha perso in parte di credibilità.

I gestori di fondi di investimento cercano modi sempre più creativi per trovare il rendimento, aumentando di conseguenza il rischio,.
Ed è così che torna la necessità per alcuni - più che una moda - del risparmio sotto al materasso, o magari al deposito dei propri contanti in cassette di sicurezza.

Se poi l’alternativa sono i tassi di interesse in territorio negativo sui titoli di Stato, tanto meglio dormire sopra i propri soldi.
Anche se il comparto bancario si è già mosso abbattendo le commissioni, per alcuni risparmiatori tenere aperto un conto in banca è sinonimo di vincoli, costi e rischi.

A confermare questo senso di sfiducia da parte dei risparmiatori sono i dati della Banca d’Italia. In totale, la raccolta delle banche è in diminuzione ormai dal 2013, tendenza che ha registrato i suoi massimi nel 2012.

Ode al contante!

In molti modelli di allocazione di portafoglio i contanti hanno un ruolo assai limitato.

L’età dell’investitore, il suo reddito e la sua tollerabilità del rischio sono fattori naturalmente essenziali che costituiscono tutte le variabili del caso.
Come regola generale, molti consulenti finanziari consigliano di detenere contanti in vista di periodi duri pensando ad un arco temporale di un anno, non di più.
La maggior parte degli investitori, alla fine della fiera, ha come obiettivo far fruttare il proprio capitale nel lungo termine. Mettere i soldi sotto il materasso potrebbe far perdere delle occasioni di investimento importanti sul mercato.
Ma avere una buona disponibilità di contanti liquidi, senza il rischio di perdite se non quelle da furto ma al riparo da commissioni e perdite sul mercato, può donare un “senso di pace”, magari mentre si aspetta la giusta opportunità di investimento.

Tenere i soldi sotto il materasso è la scelta giusta?

Vince il giusto mezzo. Accantonare liquidità, sotto il proprio materasso o meno, mentre si aspetta l’occasione giusta di investimento.
Pensiamo ai nostri risparmi come ad un fortino dei pirati.
Un corretto money management potrebbe essere quello di dividere proprio capitale in tre bauli.

Il primo segmento - i contanti - deve essere considerato come una misura di sicurezza a tempo indeterminato e la priorità assoluta.
Una volta che questo primo secchio sarà riempito, si può rivolgere la propria attenzione ad un secondo secchio - un mix tipico di azionario e obbligazionario con un orizzonte temporale fino a 10 anni.
Il terzo secchio rappresenta gli investimenti più a lungo termine, tra cui i fondi pensione, che sono lasciati a fare il loro nel corso dei decenni.

La felicità e il risparmio vanno di pari passo. E più la ricchezza in liquidità si accumula, più i risparmiatori si sentono felici, secondo uno studio del 2016 redatto da Joe Gladstone, un professore presso l’University College di Londra.
Qualcuno potrebbe definire questo approccio troppo conservatore, ma in realtà è la stessa strategia che utilizza il grande investitori Warren Buffett, che detiene miliardi in contanti e attende solo la possibilità di acquistare.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Contante

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.