Società quotate: nei cda il 40% deve essere donna. Novità Manovra 2020

Flavia Provenzani

10 Dicembre 2019 - 14:25

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Obbligo di rappresentanza femminile di almeno il 40% all’interno dei consigli di amministrazione delle società quotate. Le novità nella Manovra 2020.

La presenza di donne all’interno dei Cda delle società quotate deve essere pari almeno al 40%: è questo il nodo centrale dell’emendamento approvato in Commissione bilancio al Senato.

Per Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la famiglia, si va così rafforzando la legge Golfo-Mosca. “Lo abbiamo chiesto e sostenuto fortemente. Un altro passo nelle pari opportunità”, afferma la ministra, che elogia così passaggio dall’obbligo di rappresentanza femminine all’interno dei consigli di amministrazione da un terzo al 40%.

Nei Cda almeno il 40% deve essere donna

Se nel 2011 con la legge Golfo-Mosca si andava a istituire per la prima volta in Italia un obbligo di rappresentanza delle quote rosa all’interno dei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa, oggi il nostro Paese fa un ulteriore passo in avanti.

Una necessità, questo obbligo, per contribuire alla lotta verso una parità di genere reale, condivisa e diffusa, sulla quale si sono trovati d’accordo sia Italia Viva, per metto della prima firmataria Donatella Conzatti, che la destra con Forza Italia e Fratelli di Italia in sintonia.

L’aggiornamento entrerà in vigore a partire dal primo rinnovo degli organi decisionali delle società quotate successivi all’entrata in vigore dell’emendamento. Questo è da ritenersi attivo per sei mandati in via consecutiva. A vigilare sull’adeguamento sarà direttamente la Consob.

La Golfo-Mosca, legge bipartisan, introduceva nuovi obblighi da rispettare dedicati esclusivamente alle società quotate in Borsa. Tra questi veniva messo nero su bianco l’obbligo di riservare almeno il 20% dei posti nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali alle donne, ovvero il genere meno rappresentato.

Tale quota obbligatoria è stata poi innalzata nel 2015, portandola a un terzo dei membri di tali organi.

Sanzioni fino a 1 milione di euro per chi non si adegua

E cosa succede se le società quotate non rispettano l’obbligo di dedicare parte dei posti nei Cda al genere femminile? La Consob ha l’autorità, secondo quanto previsto dalla stesse legge, di diffidare la società negligente e di chiedere un adeguamento entro quattro mesi.

In caso di mancata azione scatta una sanzione di importo tra i 100.000 euro e 1 milione di euro e altri tre mesi di tempo per adeguarsi alla norma.

Le donne nei Cda sono in continua crescita

L’impatto, ad oggi, si conferma positivo, e sono alte le speranze che questo ulteriore innalzamento delle quote obbligatorie riservate alle donne negli organi di controllo interni alle quotate possa contribuire a un continuo miglioramento sul fronte della parità di genere tra uomo e donna.

Se nel 2008 le donne nei Cda erano solo il 5,9%, complice anche la Golfo-Mosca la rappresentanza è salita 27,8% dopo l’attivazione della prima versione della Legge, per poi proseguire l’innalzamento al 33,3% in seguito all’aggiornamento compiuto nel 2015.

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