Società in liquidazione: nuove responsabilità per liquidatori, ex amministratori e soci

Federico Migliorini

14 Gennaio 2015 - 09:41

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Il decreto semplificazioni fiscali ha modificato la disciplina in merito alla responsabilità prevista per liquidatori, ex amministratori e soci, di società in liquidazione. Ecco cosa cambia.

Società in liquidazione: nuove responsabilità per liquidatori, ex amministratori e soci

Il decreto semplificazioni fiscali (D.Lgs n. 175/2014) è intervenuto a modificare la responsabilità prevista per liquidatori, ex amministratori e soci, disciplinata dall’art. 36 del DPR n. 602/1973.

Questa norma fissa un particolare tipo di responsabilità di tali soggetti in relazione all’Ires dovuta dalle società e dagli enti soggetti a tale tributo.

In particolare, la norma stabilisce la responsabilità:

  • per i liquidatori, che abbiano soddisfatto crediti di ordine inferiore a quelli tributari o abbiano assegnato ai soci senza avere prima soddisfatto i crediti tributari;
  • per gli amministratori che hanno compiuto nel corso degli ultimi due periodi d’imposta precedenti alla messa in liquidazione operazioni di liquidazione ovvero abbiano occultato attività sociali anche mediante omissioni delle scritture contabili;
  • quella dei soci (o degli associati) che abbiano ricevuto dagli amministratori, nel corso degli ultimi due periodi d’imposta precedenti alla messa in liquidazione, denaro o altri beni sociali in assegnazione o che abbiano avuto in assegnazione beni sociali dai liquidatori durante il tempo della liquidazione (la responsabilità opera nei limiti del denaro e dei beni ricevuti).

Questo tipo di responsabilità non agisce automaticamente, ma soltanto se l’Amministrazione l’accerta con proprio atto motivato, da notificare ai sensi dell’art. 60 del DPR n. 600/1973. Va infatti rilevato che il credito dell’Amministrazione, previsto dall’art. 36 del DPR n. 602/1973, nei confronti di liquidatori, amministratori soci risulta essere di natura civilistica e non fiscale, il quale trova titolo autonomo rispetto all’obbligazione fiscale, costituente mero presupposto della responsabilità stessa.

Si tratta, in sostanza, di un debito distinto dalla obbligazione tributaria della società, anche se a questo correlato. E’ da ritenere che la responsabilità dei liquidatori, degli ex amministratori e dei soci derivi dalla conseguita certezza e definitività del debito tributario della società con la precisazione che l’obbligato risulta del tutto estraneo al procedimento diretto all’accertamento del debito stesso.

Che significa?
In pratica, i liquidatori, gli ex amministratori e i soci potranno essere chiamati a rispondere, in presenza delle fattispecie richiamate dall’art. 36 del DPR n. 602/1973, solamente se l’imposta è stata definitivamente accertata nei confronti della società, come quando, in presenza di società ancora in vita, l’atto non è stato impugnato oppure vi è stata sentenza passata in giudicato.

In questo contesto, il decreto semplificazioni interviene per stabilire che la responsabilità di liquidatori, ex amministratori e soci viene estesa a tutti i tributi, da ritenersi quelli iscrivibili a ruolo, e non solamente all’Ires.

Si assiste anche a una sorta di inversione dell’onere della prova, a sfavore di liquidatori e soci, in relazione alla responsabilità di tali soggetti.

Viene stabilito che i liquidatori che non adempiono all’obbligo di pagare, con le attività della liquidazione, le imposte dovute per il periodo di liquidazione e per i periodi precedenti rispondono in proprio del pagamento delle imposte (e questo valeva anche prima) se non provano di avere soddisfatto i crediti tributari anteriormente all’assegnazione di beni ai soci o associati, ovvero di avere soddisfatto crediti di ordine superiore a quelli tributari.

Viene inoltre integrata la previsione sulla responsabilità dei soci (per le imposte che fanno carico anche ai liquidatori), che entra in gioco quando gli stessi, nei due periodi precedenti alla liquidazione hanno ricevuto beni in assegnazione dagli amministratori o dal liquidatore nel corso della liquidazione (la responsabilità si ha nei limiti dei beni stessi).

Il decreto sulle semplificazioni prevede che il valore dei beni ricevuti in assegnazione, avuto riguardo al patrimonio della società all’inizio della liquidazione, si presume proporzionalmente equivalente alla quota detenuta dal socio, salvo prova contraria da parte di quest’ultimo. Si tratta di misure che, possono intervenire solamente dopo che è stato notificato l’atto nei confronti della società e dopo che lo stesso atto impositivo è divenuto definitivo.

E tali condizioni devono realizzarsi prima della cancellazione della società dal registro delle imprese, a nulla valendo la nuova norma sulla post-erogazione degli effetti dell’estinzione nei cinque anni successivi alla richiesta di cancellazione dal registro delle imprese in quanto palesemente illegittima, come in precedenza è stato rappresentato.

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# IRES

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