Alla Deutsche Bank sono molto preoccupati per la crisi di liquidità in Cina. Lo strategist John-Paul Smith si aspetta una crisi finanziaria già nel 2014
John-Paul Smith è un noto strategist di Deutsche Bank. Il suo lavoro sulle prospettive dei mercati emergenti è da sempre molto apprezzato dagli investitori internazionali, che ben ricordano l’allarme lanciato proprio da Smtih poco prima che scoppiasse la grave crisi del debito sovrano della Russia nel 1998, che portò poi al crollo dei mercati emergenti e al default di Mosca.
Oggi Smith è molto preoccupato per la crisi del debito delle società industriali cinesi, che stanno sperimentando già da qualche mese una pericolosa crisi di liquidità a causa dell’inasprirsi delle condizioni sul mercato interbancario domestico. Secondo Smith questa difficile situazione nel credito provocherà un forte rallentamento dell’economia cinese e di conseguenza un calo del 10% delle borse dei paesi emergenti.
Smith ritiene che in Cina “c’è il potenziale per una trappola del debito nelle società industriali, che potrebbe scatenare una crisi finanziaria all’inizio del prossimo anno”. A preoccupare molto lo specialista del colosso bancario tedesco è l’instabilità dei tassi interbancari cinesi, considerando che il tasso di riacquisto a sette giorni è tornato a salire all’8,9% dall’8,21% di venerdì.
Questo vuol dire che la crisi di liquidità resta un pericolo da non sottovalutare, nonostante la People’s Bank of China ha annunciato venerdì un’iniezione da 50 miliardi di dollari nel sistema finanziario cinese. Smith ritiene poco credibili le tesi avanzate da molte altre banche d’affari, come Goldman Sachs e Morgan Stanley, che si aspettano un mercato Toro di lungo periodo per il Dragone grazie alle politiche di stimolo all’economia annunciate dal presidente Xi Jinping. Smith, invece, ritiene che l’economia cinese rischia di crescere anche meno del 5% all’anno nei prossimi anni.
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