Sicilia zona arancione (ma con zone rosse), cosa si può fare: tutte le regole

La Sicilia resta zona arancione, con 10 Comuni zone rosse da sabato. Ecco tutte le regole valide nella regione: cosa si può fare e cosa no, orari di coprifuoco, quali spostamenti sono consentiti, negozi chiusi e aperti.

Sicilia zona arancione (ma con zone rosse), cosa si può fare: tutte le regole

La Sicilia resta zona arancione. A smentire le voci di un passaggio in zona rossa per l’isola, alimentate da un aumento dei contagi, è il Ministero della Salute con ordinanza che rinnova le misure in vigore per Calabria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia e Valle d’Aosta. Nel frattempo il presidente siciliano Nello Musumeci ha firmato due ordinanze con cui impone delle restrizioni da zona rossa per alcuni comuni dell’isola.

Ecco un utile recap sulle regole in vigore in Sicilia zona arancione (con alcune zone rosse): cosa si può fare e cosa no; quali attività commerciali sono aperte e chiuse e come funzionano gli spostamenti tra comuni e dentro e fuori regione.

Sicilia zona arancione, regole: cosa si può fare

Nelle zone arancioni i ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie sono aperti ma solo ed esclusivamente per la consegna a domicilio e la vendita da asporto (questa consentita dalle 5 alle 22). Non si può quindi andare a mangiare fuori, né fare colazione al bar.

Le uniche attività di ristorazione che possono servire alimenti e bevande senza limiti di orario sono quelli nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. I ristoranti degli alberghi sono aperti solo per i clienti che vi alloggiano, anche senza limiti di orario.

Nei weekend e giorni festivi sono chiusi i negozi all’interno dei centri commerciali e dei mercati (tranne farmacie, parafarmacie, generi alimentari, presidi sanitari, tabacchi ed edicole).

In zona arancione si può andare dal concessionario auto per assistenza, acquisto, test drive e consegna del veicolo per rottamazione.

Le assemblee di condominio non sono vietate, ma fortemente sconsigliate: si raccomanda, dove possibile, svolgere le riunioni da remoto.

Si può praticare la caccia o la pesca dilettantistica o sportiva ma solo all’interno del proprio Comune. Consentite anche le funzioni religiose, purché nel pieno rispetto dei protocolli sanitari.

Per quanto riguarda attività sportiva e motoria, ricordiamo che palestre e piscine sono chiuse, tranne per attività riabilitative e per allenamenti degli atleti. È consentito comunque recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, del proprio Comune o, in assenza di tali strutture, in Comuni limitrofi, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli.

Gli sport di contatto sono vietati, così come tutte le gare e competizioni connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale.

Nelle zone arancioni gli uffici pubblici restano aperti ma si riceve il pubblico solo previo appuntamento e solo per servizi che non possono essere erogati con modalità telematica.

Spostamenti

Riguardo gli spostamenti, le FAQ del Governo per l’area arancione precisa che:

Nell’area arancione è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre Regioni, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune).

Sono comunque consentiti gli spostamenti, verso qualsiasi area, che siano strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista. È sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.

Durante il giorno si può uscire per fare attività motoria o una passeggiata, per portare a spasso gli animali domestici o andare dal veterinario.


Si può fare avanti e indietro da un Comune all’altro per lavoro, se non è possibile lavorare da casa.

È possibile andare nella seconda casa dalle 5 alle 22 nel proprio comune. Dalle 22 alle 5, o se si trova in un altro comune, è consentito solo se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni.

Le zone rosse in Sicilia

Anche se la regione siciliana è zona arancione, i governatori possono istituire delle zone rosse locali. È quello che ha fatto il presidente Musumeci con l’ordinanza n.61 del 19 novembre, classificando zona rossa 10 comuni:

  • Acate
  • Bronte
  • Camastra
  • Cesarò
  • Ciminna
  • Comiso
  • Maniace
  • Misilmeri
  • San Teodoro
  • Vittoria

L’ordinanza, in vigore dal 21 novembre al 3 dicembre 2020, stabilisce il divieto di spostamento in entrata e in uscita da questi comuni, sia con mezzi pubblici che privati. Sono consentiti solo spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e/o motivi di salute. È sempre consentito transitare, entrare e uscire da queste mini-zone rosse se si è operatori sanitari e socio-sanitari, personale impegnato nell’assistenza alle attività inerenti l’emergenza, nonché per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni e servizi essenziali.

Ci si può spostare anche per motivi legati alla cura e all’allevamento degli animali e alle attività imprenditoriali legate al ciclo biologico delle piante.

All’interno del comune zona rossa non si può circolare né a piedi né con qualsiasi altro mezzo, fatta eccezione che per motivi di lavoro, salute, acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità o per usufruire di servizi e attività rimaste aperte. Sospesa la didattica in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, e di ogni attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

I negozi al dettaglio, anche quelli all’interno dei centri commerciali, vengono chiusi; restano aperte solo le attività comprese in questa lista

Negozi chiusi la domenica: l’ordinanza di Musumeci

Con l’ordinanza n.62 del 19 novembre da Nello Musumeci, la domenica e i giorni festivi vengono chiuse tutte le attività commerciali, i mercati rionali e le vendite ambulanti a eccezione di farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccherie.

Rimane consentita la vendita con consegna a domicilio dei prodotti alimentari e dei combustibili per uso domestico e per riscaldamento. Il provvedimento è in vigore dal 21 novembre al 3 dicembre compreso.

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