Si può pignorare il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è una misura contro la povertà o una forma di politica attiva per il lavoro? Dalla natura del sussidio dipende la sua pignorabilità. I dettagli.

Si può pignorare il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza si può pignorare? È una domanda alla quale non è facile rispondere in quanto in tutto il decreto attuativo del RdC non c’è una sola disposizione che spiega se possa essere pignorato o meno.

Dunque, il difficile compito di stabilire se il reddito di cittadinanza è pignorabile spetterà ai giudici. Tuttavia si tratta di una decisione articolata perché dipende da come viene interpretata la natura del reddito di cittadinanza.

Se si considera il reddito di cittadinanza come una misura di contrasto alla povertà non potrà essere pignorato; invece se lo si considera come un forma di politica attiva per il lavoro nulla esclude che il giudice possa acconsentire al pignoramento.

Il reddito di cittadinanza è pignorabile?

Per rispondere alla domanda bisogna indagare la natura del reddito di cittadinanza perché nel nostro ordinamento è vietato pignorare i sussidi contro la povertà, ai sensi dell’articolo 545 del Codice di Procedura Civile.

Il RdC è stato lanciato inizialmente come una forma di sostegno e contrasto della povertà, ma in seguito la sua natura è parzialmente mutata fino a diventare una misura di politica attiva del lavoro, perdendo in parte lo scopo assistenziale. Lo stesso Governo lo ha definito:

“Una misura fondamentale di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro, di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale”.

Da ciò deriva che il reddito di cittadinanza serve a mobilitare i beneficiari alla ricerca di un lavoro e prevede l’adesione a percorsi di accompagnamento e all’inserimento lavorativo. Inoltre, la natura di misura attiva per il lavoro viene confermata anche dal fatto che la legge prevede notevoli sgravi fiscali in favore delle aziende private che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza.

Quanto abbiamo detto dimostra che non si può escludere a priori che qualche tribunale ritenga possibile pignorare il reddito di cittadinanza, quindi “bloccare” l’importo della card o parte di esso.

Naturalmente il giudice dovrà sempre tenere conto delle condizioni economiche del beneficiario e non potrà pignorare quanto è strettamente necessario alla sua sopravvivenza.

Quindi se la banca, il padrone di casa o il condomino vantano dei crediti contro il beneficiario del RdC potrebbero chiedere al giudice di procedere al pignoramento.

Diversamente dal reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza è una misura indirizzata esclusivamente a chi è inabile al lavoro, quindi è una vera e propria misura di contrasto alla povertà e, come tale, è molto difficile che possa essere pignorata.

Quali sono i crediti impignorabili? L’articolo 545 del Codice di Procedura Civile

Nel nostro ordinamento vi sono delle somme che non possono mai essere pignorate o che possono esserlo solo in parte. La disciplina sui crediti impignorabili è contenuta nell’articolo 545 del Codice di Procedura Civile. In particolare, non possono essere pignorati:

  • i crediti alimentari;
  • i crediti che hanno per oggetto sussidi di grazia o di sostentamento a persona incluse nell’elenco dei poveri;
  • i sussidi per maternità, malattie, funerali da parte di casse di assicurazione, enti di assistenza o istituti di beneficenza.

Invece le somme dovute da privati a titolo di stipendio, salario o altre indennità di lavoro o impiego (compreso il licenziamento) possono essere pignorate nella misura di ⅕ per i tributi dovuti allo Stato, alle province e ai comuni.

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