Si può forzare i dipendenti ad andare in ferie?

Ferie forzate dal datore di lavoro: cosa sono le ferie obbligatorie, limiti e preavviso. Ecco cosa dice la legge sulle ferie imposte dall’azienda.

Si può forzare i dipendenti ad andare in ferie?

Cosa sono le ferie forzate? Si può obbligare il dipendente ad andare in ferie? Un argomento di grande interesse per tutti i lavoratori subordinati che vorrebbe poter decidere quando andare in ferie, in modo da sfruttare i periodi più convenienti.

Tuttavia questo non è sempre possibile: ci riferiamo al caso in cui l’azienda prevede delle chiusure periodiche o occasionali legate alla produzione (per esempio molte strutture chiudono ad agosto), in questo caso il dipendente non può decidere diversamente.

In ogni caso, prima di obbligare alle ferie, l’azienda deve sempre inviare il preavviso con congruo anticipo.

Le ferie sono obbligatorie?

La funzione delle ferie è il recupero delle energie psico-fisiche e la cura delle relazioni affettive e sociali. Esse maturano in proporzione alla durata della prestazione lavorativa e dipendono dalla contrattazione collettiva. I giorni di ferie dal lavoro sono un diritto sancito a livello Costituzionale dall’articolo 36, comma 3, che recita:

“Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.”

Tale periodo è stabilito dal CCNL di categoria e non può mai essere inferiore a 26 giorni. Dunque, il datore di lavoro non può negare le ferie ai dipendenti, altrimenti rischierebbe pesanti sanzioni amministrative. Dall’altro lato, però, il dipendente non può nemmeno essere obbligato a prendere le ferie qualora desideri continuare a lavorare. Ma, come noto, in caso di rinuncia, le ferie non godute non possono essere trasformate in denaro.

Diverso è il caso di chiusura aziendale: infatti, se per motivi aziendali l’attività chiude in un particolare periodo dell’anno, il dipendente è tenuto a rispettare la chiusura aziendale e ad andare in ferie.

A questo punto è logico chiedersi che fine facciano le ferie non godute ed in quali casi possano essere pagate. Per rispondere a queste domande si consiglia la lettura dell’articolo ad hoc sulle ferie non godute.

Cosa sono le ferie forzate?

Il diritto alle ferie è disciplinato dal Codice Civile all’articolo 2109 come segue:

Il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica [Cost. 36].
Ha anche diritto [dopo un anno d’ininterrotto servizio] ad un periodo annuale di ferie retribuito [2243], possibilmente continuativo, nel tempo che l’imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. La durata di tale periodo è stabilita dalla legge, [dalle norme corporative,] dagli usi o secondo equità. L’imprenditore deve preventivamente comunicare al prestatore di lavoro il periodo stabilito per il godimento delle ferie. Non può essere computato nelle ferie il periodo di preavviso indicato nell’articolo 2118.

Dunque, la legge da una parte vuole tutelare le esigenze aziendali, dall’altra quelle del lavoratore. Tuttavia, se il dipendente viene obbligato a smaltire i giorni di ferie in modo coatto, il datore di lavoro può essere condannato a reintegrare il monte ore di ferie maturate dal dipendente. Quando si tratta di ferie è sempre auspicabile prendere una decisione in accordo con gli altri colleghi e con il datore di lavoro, tuttavia, se l’accordo manca, l’ultima parola spetta sempre al datore.

Cosa succede al dipendente che non va le ferie?

Come abbiamo appena visto, il datore di lavoro non può costringere il dipendente ad andare in ferie, a meno che non ci sia una chiusura periodica programmata per esigenze aziendali. Se il dipendente non vuole beneficiari dei giorni di ferie di cui ha diritto, non può nemmeno pretendere dal datore di ricevere una compensazione in denaro per le ferie non godute.

Questo principio è stato chiarito dalla Corte di Giustizia europea (causa n. C-619/2016) secondo cui il diritto alle ferie finisce quando, nonostante il datore di lavoro sia disposto a concedere dei giorni di riposo, il dipendente rifiuti espressamente. Le ferie non godute non potranno essere pagate in altro modo. In altre parole, meglio andare in ferie, anche se controvoglia.

In particolare, la Corte Ue si era espressa su un ricorso proposto dal un lavorate tedesco che, alla fine del rapporto di lavoro, aveva preteso il pagamento delle ferie nonostante l’espresso rifiuto di astenersi dal lavoro. Secondo i giudici della Corte, infatti, si tratta di un rifiuto vero e proprio. Le cose non cambiano se il rapporto di lavoro è di tipo pubblico o privato.

Le ferie non godute

Ad oggi, la legge non consente ai datori di lavoro di pagare le ferie arretrate non godute; il periodo minimo di quattro settimane non può essere sostituito da un’indennità, ed ogni patto tra le parti che deroga questa regola è da considerarsi nullo.
Inoltre, l’azienda è tenuta a pagare i contributi previdenziali anche sulle ferie maturate ma non godute.

Come dettato dal Codice civile, il periodo di fruizione dei giorni di ferie viene stabilito dal datore di lavoro, in ragione delle necessità aziendali, ma tenendo sempre conto anche di quelle dei dipendenti, personali, familiari, economiche.

Quindi, a conti fatti, il dipendente può essere obbligato alle ferie solo se l’azienda prevede un periodo di riposo prestabilito, cioè una chiusura aziendale. In tutti gli altri casi, se il dipendente rifiuta le ferie, il datore non potrà obbligarlo.

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