Separazione e liti fai-da-te: Sì del Senato. Ecco come funziona la negoziazione assistita

Si va verso l’approvazione del decreto legge che riforma la giustizia civile. Grazie alla negoziazione assistita è possibile divorziare o risolvere liti senza bisogno di andare in tribunale. Ecco come funziona la separazione fai-da-te.

Il decreto legge numero 132 con disposizioni sulla giustizia civile ha incassato il primo via libera dal Senato. Il testo ora passa alla Camera per ottenere il via libera definitivo.

Tra le norme contenute nel decreto legge al capo 2 si introduce la procedura di negoziazione assistita dall’avvocato. In pratica la riforma della giustizia introduce la separazione e il divorzio fai-da-te. Ovvero le parti si accordano di fronte all’avvocato e, senza bisogno di passare dall’udienza in tribunale, ottengono la separazione dal coniuge. Ma la negoziazione assistita non vale soltanto per le separazioni, ma anche per le liti giudiziarie a patto che nn vi siano richieste di pagamento superiore ai cinquantamila euro.

Negoziazione assistita
L’articolo 2 della legge recita: «La convenzione di negoziazione assistita da un avvocato è un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati».

Quando si può ricorrere dalla negoziazione assistita?
Si può ricorrere alla negoziazione assistita nel caso in cui due coniugi decidano di separarsi o divorziare in maniera consensuale. La strada della negoziazione assistita dall’avvocato non è percorribile nei seguenti casi:

  • quando i coniugi sono genitori di figli minori,
  • quando i coniugi sono genitori di figli maggiorenni non ancora economicamente autosufficienti,
  • quando i coniugi sono genitori di figli portatori di handicap grave,
  • quando i coniugi non arrivano ad un accordo consensuale.

Inoltre la negoziazione assistita può essere utilizzata anche nelle liti come le controversie in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti. E’ necessario però che non si tratti di richieste di pagamento, a qualsiasi titolo, di somme eccedenti i 50mila euro.

Separazione e divorzio lampo
Il decreto legge 132 prevede che la negoziazione assistita dall’avvocato possa essere conclusa tra coniugi «al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e successive modificazioni, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio».

Trovato e sottoscritto l’accordo tra i due coniugi l’avvocato è obbligato a trasmettere, entro il termine di 10 giorni, all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto, copia, autenticata dell’accordo munito delle certificazioni necessarie.

Divorzio in Comune
L’articolo 13 del decreto legge contiene ulteriori disposizioni per la semplificazione dei procedimenti di separazione personale e di divorzio prevedendo la possibilità per i coniugi di separarsi presso il Comune nel quale si sono sposati. In questo caso è possibile ottenere la separazione o il divorzio dal coniuge senza nemmeno il passaggio dall’avvocato.

In pratica, i coniugi potranno recarsi direttamente all’ufficiale di stato civile del Comune presso il quale si è iscritto il matrimonio e formalizzare l’accordo. Ciò ovviamente, può accadere solo in presenza di un accordo consensuale tra marito e meglio e purché l’intesa non contenga patti di trasferimento patrimoniale e non ci siano figli minorenni, maggiorenni non autonomi o con grave handicap.

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