Negli interventi di ieri abbiamo posto l’attenzione sul fatto che l’euro fosse giunto su livelli critici che potevano in qualche modo rendere meno semplice l’ascesa inarrestabile degli ultimi giorni. Ebbene, i movimenti iniziati questa notte – complice anche la chiusura negativa di Tokyo (-1,1%) - hanno dato nuova linfa vitale al dollaro americano (tra l’altro anche l’oro è stato alla fine respinto dai 1.300$ ed è tornato in area 1.290$) e più in generale alle valute rifugio (safe haven). Mentre l’euro/dollaro sembra pronto a sferrare l’attacco decisivo all’area di supporto di 1,3440-30, sugli altri cambi sono partiti movimenti già abbastanza definiti che mostrano una certa forza di valute come dollaro, yen e franco svizzero.
Il cambio eur/chf è sceso fino in area 1,32 e potrebbe allungare anche fino a 1,3050. Il cambio eur/jpy, invece, è giunto sui supporti di area 113 e per ora riesce a mantenersi a galla. Insomma, un campanello d’allarme da non sottovalutare ma nemmeno da prendere come se fosse la verità assoluta. Fino a quando non ci saranno chiari segnali di inversione, staremo qui esclusivamente ad analizzare i cambi cercando di individuare un eventuale indebolimento del quadro rialzista della divisa europea. L’inversione vera e propria dovrà essere evidenziata da un chiaro movimento contrarian alla direzione attuale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA