Seconda ondata, ecco come evitarla secondo il direttore sanitario dello Spallanzani

La seconda ondata può essere evitata secondo il direttore sanitario dello Spallanzani, in questa fase bisogna essere prudenti e avere buon senso.

Seconda ondata, ecco come evitarla secondo il direttore sanitario dello Spallanzani

La seconda ondata può essere evitata, o meglio ancora, per il momento “non esiste, è tutto nelle nostre mani. Se noi capiamo e torniamo allo spirito del lockdown e con un po’ di pazienza ci sottoponiamo ai test, facciamo una cosa utili per tutti quanti gli italiani”. Lo ha affermato Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani, che monitora la situazione dei test nell’aeroporto di Fiumicino cercando di limitare anche gli allarmismi che si stanno iniziando a diffondere nell’ultimo periodo, nel corso di un’intervista per il Corriere.

Da un punto di vista epidemiologico infatti, la situazione nel nostro Paese non è allarmante, continua Vaia, affermando che “siamo tra il 2,5 e il 5%, come era già atteso. Si tratta di un problema globale, c’è in Italia come può esserci in altre parti”.

La seconda ondata si può evitare

La seconda ondata è uno scenario che spaventa sempre più, soprattutto la possibilità di un secondo lockdown, anche se il premier Conte ha annunciato che non ci saranno nuove chiusure. Questa situazione tuttavia è evitabile, spiega Vaia:

“Bisogna utilizzare prudenza e buon senso in questa fase. Questi sono i risultati dei comportamenti di 15 giorni fa, come dovremmo vedere tra 15 giorni i risultati eventuali di coloro che hanno utilizzato imprudenza alle feste. Dobbiamo ribadirlo ai cittadini, è tutto nelle nostre mani, la seconda ondata non è ineluttabile, non è una cosa che avverrà perché qualcuno la fa venire, avverrà se noi non saremo in grado, come sistema Paese di non rispondere positivamente”.

Vaia parla anche dei casi di importazione, affermando che dai primi risultati la situazione sembra sempre essere sotto controllo, ribadendo tuttavia l’importanza di svolgere i test prima e dopo l’imbarco: “Io voglio ribadire che dovremo fare i test a monte, c’è bisogno che chi si imbarchi abbia fatto i test e sia risultato negativo, altrimenti non deve essere imbarcato”.

Non demonizziamo i giovani

Sorvegliati speciali di questo periodo sono proprio i giovani, ritenuti maggiormente a rischio a causa della partecipazione a eventi della movida e viaggi all’estero. Per Vaia tuttavia è importante non demonizzare questa categoria di cittadini, dal momento che “i giovani non sono protagonisti, i giovani sono rientrati nel grande tema della mobilità, classicamente sono quelli che si muovono di più durante l’estate ed è evidente che nella rete possano capitare più giovani”.

È necessario quindi non demonizzare i giovani, poiché è anche compito nostro come sistema Paese quello di aumentare gli spazi della socialità, io sono molto preoccupato delle conseguenze psicologiche, quindi chi si rende responsabile di eccessivi allarmi e catastrofismi non fa un buon servizio al Paese”.

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