Scuola, ultime notizie: riforma classi di concorso

Rosaria Vincelli

25 Gennaio 2016 - 10:12

La Riforma delle classi di concorso per l’insegnamento attende solo il si definitivo. Ecco le ultime notizie, cosa prevede e quali sono le novità.

Scuola, ultime notizie: riforma classi di concorso

Da anni si attendeva la Riforma delle classi di concorso per accedere all’insegnamento e finalmente un passo decisivo è stato fatto. Vediamo quali sono le novità introdotte e cosa prevede il decreto presidenziale (Dpr) approvato dal Consiglio dei Ministri settimana scorsa.

Scuola, classi di concorso: nuova ripartizione

Come già detto in precedenza, da otto anni si attendeva la Riforma delle classi di concorso e mercoledì scorso c’è stato il si definitivo del Consiglio dei Ministri (DdM). Il decreto presidenziale attende ora solo la firma del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Cosa prevede, dunque, il decreto? Come vengono ripartite le classi di concorso?
Il decreto mira, prima di tutto, ad adeguare le classi di concorso alle ultime riforme in tema di ordinamenti scolastici e titoli universitari, ed in secondo luogo, alla semplificazione e all’accorpamento delle medesime.

Con il Dpr vengono istituite 11 nuove classi di concorso che, però, con l’accorpamento passano da 168 a 116.

Nuove classi di concorso:

  • Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti);
  • Scienze e tecnologie della calzatura e della moda;
  • Scienze e tecnologia della logistica;
  • Storia della musica;
  • Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado tl;
  • Tecnica della danza classica;
  • Tecnica della danza contemporanea;
  • Tecniche di accompagnamento alla danza;
  • Tecnologie musicali;
  • Teoria, analisi e composizione;
  • Teoria e tecnica della comunicazione.

Sono state, inoltre, aggiunte altre due classi di concorso per gli istituti tecnico professionali: Laboratori di logistica e Laboratori di scienze e tecnologie della calzatura e della moda.

Scuola, classi di concorso: cosa sono e come si accede

Le classi di concorso consistono in un codice alfanumerico attraverso il quale si identifica un insieme di materie che, in base ai titoli posseduti da un insegnante, gli consentono di avere accesso a quel tipo di insegnamento.

Con il Dpr sono state introdotte importanti novità anche per quanto attiene all’accesso ad una singola classe di concorso.

Infatti, con la Riforma è stata riaperta la possibilità per i laureati in Scienze Politiche di insegnare Discipline giuridiche ed economiche.

Per la prima volta, poi, i laureati in Ingegneria possono accedere all’insegnamento di matematica e scienze nelle scuole secondarie di I grado e matematica nei licei e negli istituti professionali (eliminato invece l’accesso per i laureati in Scienze forestali).

Per insegnare la lingua inglese od una seconda lingua comunitaria è necessario essere in possesso di una Laurea in Lingue o Discipline Umanistiche, mentre non possono più accedervi i laureati in Scienze delle religioni, Archeologia e Storia dell’arte.

Per insegnare musica non è più sufficiente la laurea in Storia dell’arte, mentre per l’insegnamento di arte e immagine nella scuola secondaria di I grado e disegno e storia dell’arte negli istituti di II grado è necessario possedere una Laurea in Architettura (vecchio e nuovo ordinamento), Disegno industriale, Storia e conservazione dei beni architettonici e qualsiasi diploma di accademia delle Belle Arti (sono stati esclusi i musicologi).

Prima dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, il Dpr è stato oggetto di analisi in Conferenza Unificata, al Consiglio di Stato e nelle Commissioni parlamentari.
Si attende ora solo la conferma da parte del Presidente della Repubblica e, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si prevede possano cominciare i lavori per l’uscita del bando per il Concorso scuola.

Infatti, con netto ritardo rispetto alla tabella di marcia, si prevede che per il mese di febbraio 2016 possa essere pubblicato il bando di concorso per l’assegnazione di 63.712 cattedre.